Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00013 presentata da CALZAVARA FABIO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19970212
La Camera, considerato che: l'Assemblea Generale dell'ONU, con la Risoluzione 1514/1960, ha riconosciuto il diritto all'indipendenza di tutti i paesi e popoli colonizzati; il piano di pace formulato dalle Nazioni Unite con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza 621/1988, 658/1990, 690/1991, 725/1991, 809/1993, 907/1994, 973/1995, 995/1995, 1002/1995, 1033/1995, 1042/1996 e 1056/1996, pur avendo favorito e consolidato il cessate il fuoco, non e' ancora giunto al suo completamento; la questione del Sahara occidentale non e' ancora giunta ad una composizione soddisfacente, basata sull'affermazione del principio di autodeterminazione dei popoli, malgrado la fine delle ostilita' intervenuta tra le parti in causa; in particolare, non ha avuto ancora luogo il previsto referendum sull'autodeterminazione del popolo Saharawi, raccomandato anche dalla risoluzione adottata il 27 ottobre 1994 nell'ambito della 49^ sessione della IV commissione dell'Assemblea generale delle Nazioni unite (Special Political and Decolonization Committee); e' urgente porre fine ad ogni violazione dei diritti umani nel Sahara occidentale e provvedere al riscatto umano e materiale dei profughi Saharawi riparati in Algeria e Mauritania; costituisce interesse dell'Unione Europea, oltre che dell'Italia, il miglioramento della situazione politica nell'Africa settentrionale, in quanto presupposto del decollo economico della regione e della conseguente attenuazione delle pressioni migratorie lungo l'asse sud-nord; esprimendo la viva preoccupazione per il ritardo registrato nell'organizzazione del predetto referendum nonche' per il rischio del ritorno della guerra nella regione, che avrebbe gravi ripercussioni per tutti i paesi situati sulle due sponde del Mediterraneo; dichiarando il totale sostegno agli sforzi dell'ONU per l'organizzazione di un referendum democratico e trasparente che consenta al popolo del Sahara occidentale l'esercizio del suo inalienabile diritto all'autodeterminazione ed all'indipendenza; constatando che numerose sollecitazioni per il rispetto dei diritti umani e delle liberta', in Tibet come a Timor, in Cecenia come in Curdistan, sono gia' state rivolte dal Parlamento al Governo e che la violazione dei diritti ed il riconoscimento del principio dell'autodeterminazione dei popoli, sancito dalla carta delle Nazioni Unite e dall'atto finale della conferenza di Helsinki del 1975, sara' oggetto della prossima sessione della commissione diritti umani delle Nazioni Unite, che si riunira' a Ginevra dal 10 marzo al 18 aprile prossimo; impegna il Governo: ad operare nell'ambito internazionale, sia attraverso la diplomazia bilaterale, che all'interno dei diversi fori multilaterali di cui l'Italia e' parte, per accelerare la composizione della crisi nel Sahara occidentale sulla base del rispetto del principio di autodeterminazione dei popoli; ad adoperarsi in tal senso per promuovere il dialogo tra il Regno del Marocco ed i rappresentanti del popolo Saharawi che anela alla liberta', conformemente all'ultima risoluzione dell'Assemblea generale dell'ONU, offrendo anche i propri servizi di mediazione diplomatica, di concerto con i partners dell'Unione Europea; a sostenere, conseguentemente, l'azione dell'ONU mirante a garantire la regolarita' del censimento e dell'identificazione degli aventi diritto al voto ed il loro sollecito espletamento; ad esigere l'apertura del Sahara occidentale ad osservatori indipendenti ed esponenti della stampa internazionale e richiedere l'invio di una delegazione di rappresentanti degli Stati membri dell'Unione Europea per verificare e garantire la regolarita' dell'organizzazione del referendum per l'autodeterminazione del Sahara occidentale; a stabilire rapporti permanenti con le rappresentanze del popolo Saharawi in Italia; a richiedere alle autorita' del Marocco, come gesto di distensione, l'avvio di un negoziato per la liberazione dei prigionieri politici; ad assumere iniziative per il termine dell'esilio delle popolazioni Saharawi riparate all'estero, il loro successivo rimpatrio e per il miglior coordinamento delle azioni di supporto umanitario necessarie alla loro sopravvivenza; a sostenere piu' generalmente la causa del rispetto dei diritti umani ed, in particolare, del riconoscimento del diritto all'autodeterminazione dei popoli, fin dalla prossima sessione della commissione diritti umani delle Nazioni Unite. (6-00013)