Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01607 presentata da ATTILI ANTONIO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19970212
Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: fin dal 1959 il comune di Oschiri (Sassari) ottiene in locazione da parte del Ministero delle finanze un immobile denominato "Ex centro ospedaliero di Oschiri"; il centro in oggetto, dopo la dismissione da parte dell'esercito, fu occupato da oltre 50 famiglie di senza casa; nel 1996 l'amministrazione comunale inizia una pratica espropriativa che si arresta circa 10 anni dopo, allorquando il Ministero delle finanze da l'assenso per la vendita a trattativa privata del bene; il 26 ottobre 1973, l'intendenza di finanza comunica che il prezzo stimato dall'Ute e' di lire 57 milioni, e che l'ente puo' inoltrare formale richiesta di acquisto; la qual cosa si fece con sollecitudine; si acquisiscono le autorizzazioni (quella allora necessaria della prefettura) e, dopo varie vicissitudini, si arriva al 1978, quando una nuova valutazione dell'Ute porta il valore a lire 74.600.000; il 10 settembre 1980 si stipula un atto di vendita che, per l'importo di lire 74.600.000, trasferisce la proprieta' del compendio al comune. L'atto, inviato per l'opportuna approvazione al ministero, e' stato oggetto di un rilievo della ragioneria centrale, che in data 22 dicembre 1981 ritiene non adeguato il prezzo indicato a causa del tempo intercorso tra la prima determinazione del prezzo - 13 aprile 1977 - e la susseguente conferma - 25 settembre 1981 -. Si richiedeva pertanto la rideterminazione del prezzo. Nel frattempo il comune inizia a corrispondere le rate sul prezzo iniziale di lire 74.600.000; il prezzo viene ancora una volte rideterminato lire 203 milioni e, in data 4 ottobre 1984, a seguito di una nota ministeriale autorizzativa - protocollo 80871 del 23 marzo 1984 -, si procede alla stipula di un atto aggiuntivo dell'atto di vendita del 10 settembre 1980, a seguito del quale si corrisposero anche le rate adeguate al nuovo prezzo; l'atto aggiuntivo non viene approvato poiche' si evidenzia da parte dell'ufficio competente del ministero delle finanze che in esso manca una clausola - non presente nello schema formalmente approvato fin dal 1980 - che regola le eventuali alienazioni di parti singole del bene da parte dell'ente che acquistava. Il prezzo restava fissato in lire 203 milioni, che si continuavano a corrispondere. In data 30 settembre 1987 si stipula in ulteriore atto aggiuntivo che include la clausola di cui sopra; in questo frangente l'amministrazione comunale, anche per le condizioni di estremo degrado della zona e per non continuare a privare 47 famiglie di servizi primari quali strade, fogne ed altro, interviene ad infrastrutturale compendio, impegnando notevoli risorse dell'ente. Gli occupanti degli immobili si vedono comunque ancora privati della possibilita' di intervenire a risanare quelli che sono capannoni fatiscenti; nel 1990 il ministero, anziche' procedere all'approvazione dei tre atti stipulati, prevedendo con notevoli facolta' divinatorie un nuovo possibile rilievo della ragioneria centrale, richiede all'intendenza di finanza di rideterminare il prezzo del compendio. Tale valutazione si attesto' sul prezzo di lire 457 milioni senza includere in esso il valore delle migliorie apportate dall'amministrazione comunale. Si introduceva inoltre il dubbio che si potesse ancora perseguire la strada della trattativa privata poiche' il valore sopra detto e quello relativo alle migliorie apportate avrebbe portato il valore del bene al di sopra dei 500 milioni, limite massimo entro cui si puo' perseguire la vendita a trattativa privata; si giunge al 1995 per richiedere all'avvocatura dello Stato un parere, reso il quale si afferma che il ministero puo' incamerare gratuitamente tutte le migliorie fino al momento introdotte, sia quelle realizzate dall'intervento dell'ente locale, sia quelle che nel frattempo anche alcuni cittadini hanno realizzato per sfuggire alla condizione di baraccati; in ultimo, il 16 gennaio 1997 il ministero delle finanze fa sapere che tutti gli atti gia' sottoscritti sono da considerarsi nulli e che l'unica possibilita' che resta all'ente locale e' di stipulare un nuovo contratto d'affitto, e la liquidazione da parte dell'amministrazione comunale degli indennizzi relativi alla vacanza del canone di locazione da conguagliare con quanto gia' corrisposto quale prezzo di vendita -: se ritenga fondata la decisione del ministero di considerare nulli gli atti gia' sottoscritti, o se invece, all'interrogante appare, non si assolutamente necessario concludere una pratica aperta da 30 anni, con il riconoscimento del diritto del comune di Oschiri (Sassari) all'acquisizione del bene. (5-01607)