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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00732 presentata da GRAMAZIO DOMENICO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970213

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: e' stato trasmesso alla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma dal Ministro della sanita' un dettagliato rapporto sulle risultanze dell'ispezione disposta due anni fa per accertare la regolarita' della gestione della federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri e degli ordini provinciali di Roma e di Bari; sono state inviate alla citata procura della Repubblica segnalazioni su decisioni e fatti riguardanti i succitati enti, per i quali veniva richiesto di accertare la sussistenza o meno di elementi penalmente rilevanti; risultano presentati alla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma esposti in merito alla utilizzazione dei mezzi e delle disponibilita' finanziarie di tali enti per fini non istituzionali; sono in corso indagini preliminari disposte dalla citata procura della Repubblica a seguito dei sopra riportati atti, assegnate a piu' pubblici ministeri, quali il dottor G. De Marinis ed il dottor A. Rossini -: se il Ministro di grazia e giustizia non ritenga di assumere informazioni sul numero e sullo stato delle indagini aperte dalla procura della Repubblica presso il tribunale penale di Roma e sui motivi in base ai quali le indagini non sono state affidate ad un solo pubblico ministero, atteso che la vicenda riguarda le irregolarita' della gestione degli enti in questione, che presenta identiche connotazioni ed attiene ad un'unica fattispecie di comportamenti in merito ai quali risulterebbe l'interessamento della Corte dei conti per l'uso distorto delle disponibilita' finanziarie e per il correlato danno patrimoniale; se il Ministro della sanita' abbia potuto rilevare, tra le decisioni e gli atti contrari ai princi'pi della correttezza e della regolarita' dell'amministrazione dei beni e dei mezzi della cosa pubblica, gia' evidenziati in numerose interrogazioni parlamentari relative alla gestione della federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, anche quelle riguardanti l'elevata non necessaria spesa per il pagamento a numerosi legali, "scelti in maniera del tutto svincolata da qualsiasi criterio dioggettivita' e di imparzialita'", di lauti onorari, sprovvisti del prescelto visto di congruita', tenendo conto che nell'arco di otto mesi sembrerebbero essere stati affidati incarichi di varia natura per le piu' disparate questioni, senza il rispetto di alcun criterio di ragionevolezza, a ben otto avvocati, le cui prestazioni sono state pagate sborsando centottanta-duecento milioni di lire; se non ritenga di intervenire, acquisendo le relative deliberazioni nell'ambito delle sue specifiche competenze, a tutela dell'istituzione, degli iscritti agli albi e dell'interesse pubblico, e di assumere le conseguenti determinazioni che, in relazione alle accertate responsabilita', impediscano per il futuro che si continui ad utilizzare le disponibilita' e le risorse dell'ente al di fuori di qualsiasi criterio di razionalita' e di funzionalita', seguendo logiche svincolate da qualsiasi regola e con decisioni che sollevano fondati dubbi anche nella prospettiva dell'illecito; tale puo' essere, ad avviso dell'interrogante, il caso del pagamento degli stipendi di centottanta-duecento milioni di lire dal giugno 1996 ad oggi ai giornalisti che, dal mese di maggio 1996, a seguito della sospensione della pubblicazione del giornale Il Medico d'Italia, non svolgono alcun lavoro, testata che, in seguito alla decisione del Tar, la federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri ha dovuto riassumere dopo aver licenziato nei mesi di settembre-ottobre 1996; tale puo' essere altresi' il caso del pagamento delle parcelle degli avvocati (deliberazioni n. 50 e n. 129 del 1996) incaricati di difendere l'editore del giornale Il Medico d'Italia, del direttore responsabile e dell'autore dell'articolo con cui sono state espresse valutazioni negative nei confronti di un docente universitario che, sentendosi offeso, ha proposto causa per ottenere il risarcimento dei danni subiti, per i quali non e' responsabile la federazione; tale puo' ancora essere il caso del pagamento della parcella, di circa 49 milioni di lire, a favore di un avvocato con studio a Bari, citta' sede dell'ordine provinciale dei medici in cui e' presidente il tesoriere della federazione nazionale, la cui prestazione e' consistita nella formulazione di pareri sulla gara d'appalto per la stampa del giornale Il Medico d'Italia, gara che e' stata annullata con conseguente mancata pubblicazione del giornale; si pensi inoltre al caso del pagamento della parcella di trentanove milioni di lire per tre avvocati cui e' stato affidato l'incarico di contrastare la deliberazione n. 43 del 1995 della Corte dei conti, con cui viene dichiarato che le federazioni e gli ordini nazionali sono sottoposti al controllo della Corte medesima, ed al caso del pagamento della parcella di trenta milioni di lire per un avvocato cui e' stato affidato l'incarico di esprimere un parere in merito all'indagine conoscitiva dell'autorita' garante della concorrenza riguardante tutti gli ordini professionali; va fatto presente, in merito a quanto sopra esposto, che la struttura e l'apparato amministrativo delle federazioni sono dotati di uffici specifici nelle materie oggetto degli incarichi in parola e di dirigenti generali e superiori in numero di cinque, nonche' di decine di funzionari di ottava qualifica; se non sia il caso di svolgere accurate indagini anche in merito alla gestione dell'ordine dei medici provinciale di Roma, anche in considerazione delle diffuse irregolarita', speculari a quelle della federazione nazionale; se non sia il caso di verificare le spese per ricorso a legali fatte in maniera del tutto disinvolta, quando non arbitrarie, come nel caso dell'affidamento di patrocinio per stesse cause, senza alcuna valida ragione, a due avvocati di cui uno cognato dell'allora tesoriere dell'ordine ed oggi consigliere, o come il caso del ricorso ad avvocati per sostenere cause promosse contro l'ordine a seguito di decisioni e comportamenti che la dirigenza dell'ente ha assunto per eccesso di potere, tanto che la magistratura ne ha riconosciuto la illegittimita', con conseguente aggravio di spese a carico del bilancio dell'ente, ed in relazione alle quali si pone l'esigenza di procedere all'accertamento delle responsabilita' per il danno patrimoniale subito dall'ordine provinciale medesimo; si ricorda inoltre il caso del ricorso ad un legale per rispondere ad una istanza di accesso ai documenti presentata ai sensi della legge n. 241 del 1990, pagando pertanto un onorario aggiuntivo illegittimo, atteso che tra i dipendenti dell'ente vi sono dirigenti che hanno la responsabilita' dei procedimenti amministrativi; se non ravvisi, dopo l'ennesimo caso di negazione ai danni di un medico, regolarmente iscritto all'albo e membro dell'assemblea, cui per legge spetta deliberare sui bilanci dell'ente, del diritto all'accesso ad alcuni documenti di spesa, la sussistenza di piu' che validi presupposti ed elementi conoscitivi per intervenire, nell'esercizio del proprio potere di vigilanza, al fine di far rispettare la normativa sulla trasparenza e per impedire che l'ordine provinciale di Roma perseveri in una gestione che sembrerebbe improntata a soddisfare ambizioni ed interessi personali e di parte. (3-00732)

 
Cronologia
mercoledì 5 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Si riunisce per la prima volta la Commissione bicamerale per le riforme istituzionali, Massimo D'Alema è eletto presidente.

mercoledì 19 febbraio
  • Politica, cultura e società
    Si apre a Roma il congresso del PDS. Il 23 febbraio D'Alema è eletto segretario del partito con l'88% dei voti.