Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00403 presentata da PECORARO SCANIO ALFONSO (MISTO) in data 19970217
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: l'interpellante ha presentato, il 29 maggio 1996, un'interpellanza parlamentare (n. 2-00012) relativa all'ente Cinema spa, cui ha parzialmente risposto in Aula il sottosegretario per il tesoro Laura Pennacchi il 18 giugno 1996; la risposta del sottosegretario Pennacchi si chiudeva con la seguente affermazione: "Posso in aggiunta assicurare che saranno attivati gli uffici competenti del ministero del tesoro al fine di acquisire ulteriori elementi di conoscenza sulla gestione dell'ente Cinema"; alla data odierna non v'e' stata, da parte del rappresentante del Governo, alcuna comunicazione alla Camera che fosse coerente con tale impegno di trasparenza informativa; il mandato triennale del Consiglio di amministrazione dell'ente Cinema e' giunto a scadenza nel novembre scorso; la prima assemblea dell'ente, alla quale e' intervenuto il rappresentante del ministero del tesoro, nella sua qualita' di azionista unico dell'Ente, e' andata deserta il 28 novembre 1996; nella seconda convocazione, il 16 dicembre 1996, il ministero del tesoro ha provveduto quindi a nominare il nuovo consiglio di amministrazione dell'ente; la relazione sulla gestione del Fondo Unico dello Spettacolo (Fus) relativa all'esercizio 1995, e che quindi anche gli elementi informativi piu' minimali sulla gestione dell'intervento dello Stato nel settore spettacolo (ente Cinema incluso), e' stata trasmessa dal dipartimento spettacolo e resa pubblica dalla Commissione cultura della Camera il 7 gennaio 1997, con un inspiegabile ritardo di un anno (in assoluto il piu' grave, nella decennale storia del Fus); l'interpellante ricorda che, nel corso della corrente legislatura, ha presentato una proposta di legge per l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla "malagestione" del Fondo Unico dello Spettacolo (atti parlamentari doc. XXII n. 3 del 13 maggio 1996), fondo che assegna da un decennio circa mille miliardi di lire all'anno per sovvenzionare attivita' del settore spettacolo; l'ente Cinema spa, derivato dalla trasformazione dell'ente autonomo gestione cinema (gia' vigilato dal disciolto ministero delle partecipazioni statali, ed oggi rientrante tra gli enti vigilati dal dipartimento spettacolo della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonostante il tesoro sia l'azionista unico), ha registrato nel 1994 un deficit complessivo, a livello di bilancio consolidato, di oltre quindici miliardi di lire, e che non sono ancora noti i risultati della gestione relativa all'esercizio 1995 (e tanto meno in relazione all'anno 1996), anche perche' l'ex presidente dell'ente Giovanni Grazzini non si e' presentato all'audizione che era stata convocata per il 27 novembre 1996 dalla Commissione cultura della Camera; tale deficit, a causa di una gestione incapace di controllare i costi, emerge nonostante lo Stato abbia fornito una sovvenzione, sempre per l'anno 1994, di oltre 27 miliardi di lire, attraverso una apposita subdotazione del Fus (legge n. 183/1985); la succitata ritardata relazione sul Fus al Parlamento per l'anno 1995 (resa pubblica il 7 gennaio 1997), e' stata prodotta in termini generici; come gia' denunciato nella succitata interpellanza a firma dello scrivente, permane immutata l'assoluta incapacita' di incidenza dell'ente e delle tre societa' controllate (Cinecitta', Istituto Luce, Cinecitta' International) sul mercato cinematografico nazionale, in termini di qualificazione culturale-artistica della produzione e dell'offerta e di stimolazione del pluralismo espressivo: si registrano ancora oggi quote di mercato inferiori all'1 per cento (uno per cento!), per esempio, nel settore della distribuzione cinematografica; nel consiglio di amministrazione dell'ente cinema spa (nominato nel dicembre 1993 dall'allora Ministro del tesoro Barucci, in seno al Governo Ciampi, esecutivo peraltro dimessosi a distanza di pochi mesi, nell'aprile 1994), sedevano almeno tre membri la cui incompatibilita', in termini di legge e di opportunita', appariva evidente, come denunciato dall'interrogante: si tratta dell'ex capo del dipartimento dello spettacolo della Presidenza del Consiglio dei ministri Carmelo Rocca, responsabile fino a poche settimane or sono dell'amministrazione che sovvenziona l'ente cinema e recentemente nominato nuovo capo dipartimento affari regionali, del direttore della sezione credito cinematografico della Banca nazionale del lavoro, Vittorio Di Cristina, e dell'ex consigliere di amministrazione Rai, Mauro Miccio; forse anche alla luce di quanto comunicato dall'interpellante, nessuno dei succitati consiglieri e' stato confermato nel nuovo consiglio di amministrazione, ma che la composizione del nuovo organo appare caratterizzata da soggetti di cui non appare minimamente intellegibile il criterio di selezione: per esempio Franco Cardini, apprezzato medievalista ed ex consigliere di amministrazione della Rai, ma la cui competenza in materia di cinema e audiovisivo e' ignota ai piu'; Giuseppe Sangiorgi, nel cui curriculum professionale spicca la funzione di addetto stampa dell'ex onorevole Ciriaco De Mita: per quanto riguarda la nomina di Luigi Abete, ex presidente della Confindustria, emergono alcuni dubbi sulla specificita' professionale in materia di cinema, ma, senza dubbio, si presuppongono capacita' manageriali adeguate al livello di dissesto economico-culturale che grava sull'ente Cinema; la Corte dei conti ritarda ancora nella elaborazione e nella trasmissione al Parlamento della relazione che la legge n. 259/1958 prevede dover essere presentata annualmente sugli enti sottoposti a controllo, tra i quali rientra l'ente cinema spa; si segnala che l'ultima relazione disponibile risale all'anno 1989, e che questo grave e inspiegabile ritardo limita l'esercizio dei diritti/doveri che la Costituzione e le leggi assegnano alle Camere; nelle ultime settimane, si sono accumulate numerose interpellanze ed interrogazioni, da parte di piu' parti politiche (ci si limita a citarne alcune: la 4-03033 del 21 novembre 1996; la 4-02987 del 20 novembre 1996; la 2-00284 del 7 novembre 1996), tutte relative all'anomala situazione dell'ente cinema, ente che sta peraltro attraversando una delicata fase di parziale privatizzazione, rimaste ad oggi senza risposta da parte del Governo -: se il Governo intenda assumere iniziative relative alla ormai incredibile pluriennale inadempienza della Corte dei conti nella sua funzione di controllo sull'ente cinema, essendo ad oggi disponibile solo una relazione risalente all'anno 1989 (!), e totalmente assente la trasparenza nella gestione dell'ente e delle societa' che controlla, Cinecitta' ed istituto Luce; se il Governo intenda precisare in base a quale criterio e con quali procedure, il Ministro del tesoro abbia nominato il nuovo consiglio di amministrazione dell'ente cinema; se il Governo ritenga siano stati adottati criteri di selezione meritocratica nella selezione dei nuovi candidati, adeguati alla delicatezza del compito, essendo l'ente cinema una "macchina culturale" di interesse pubblico simile alla Rai (anche se di ben inferiori dimensioni budgetarie). (2-00403)