Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01645 presentata da POLI BORTONE ADRIANA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970218

Al Ministro dell'industria, commercio ed artigianato. - Per sapere - premesso che: in data 16 settembre 1996 con protocollo n. 502016 il direttore generale del commercio e dei consumi industriali, divisione 9^, del ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato inviava alla camera di commercio di Lecce, alla ragioneria generale dello Stato e alla regione Puglia una nota alla delibera con cui, in data 26 marzo 1996, il consiglio di amministrazione dell'azienda speciale per i servizi reali alle imprese della camera di commercio di Lecce aveva approvato il bilancio di previsione per l'esercizio 1996; tale nota contestualmente recita: "In proposito esaminato detto documento contabile alla luce degli elementi informativi e di valutazione prodotti e dai dati relativi al consuntivo dell'esercizio precedente si deve rilevare che, le varie poste di entrate e di spese previste non appaiono caratterizzate da sufficiente attendibilita', secondo quanto occorrerebbe in ossequio al principio della "veridicita'" del bilancio; in particolare, per quanto riguarda le entrate, l'osservanza di tale principio richiede che le previsioni siano calcolate sulla base di una norma di legge, di un atto amministrativo e di una obbligazione formalmente assunta nei confronti dell'ente; per le entrate derivanti da corrispettivi relativi a servizi da rendere, o di altra natura, occorre far riferimento all'andamento risultante dalle stesse voci nell'esercizio o negli esercizi precedenti, apportando le variazioni positive o negative ragionevolmente attendibili. Nel caso in esame, peraltro, considerato il tempo trascorso dall'inizio dell'esercizio appare comunque necessario effettuare un'attenta verifica della gestione finanziaria in corso al fine di apportare al preventivo le conseguenti variazioni; si raccomanda, in ogni caso di non assumere impegni di spesa in eccedenza rispetto alle entrate riscosse e sicuramente riscuotibili; in merito alle previsioni di spesa si formulano le seguenti osservazioni: 1) riguardo all'indennita' a favore del presidente, prevista in lire 9.000.000, in luogo di lire 4.500.000 (importo previsto con circolare n. 3194 del 5 agosto 1990), pur prendendo atto delle motivazioni esposte, puo' essere consentito, in via eccezionale, un adeguato incremento che tenga conto anche delle dimensioni del bilancio aziendale, da verificare a fine esercizio, ma non il raddoppio dell'indennita' stessa e restando inteso che l'incremento, comunque non e' estensibile all'esercizio precedente; 2) parimenti, per il personale camerale, il compenso per le prestazioni rese a favore della azienda, al di fuori dell'orario di servizio ordinario e straordinario va commisurato, analogamente a quanto previsto al punto 1), alle dimensioni effettive del bilancio aziendale (escluse le partite di giro e le contabilita' speciali); 3) il compenso ai componenti del collegio dei revisori dei conti va contenuto nei limiti della circolare n. 3238 del 31 ottobre 1991, in attesa dell'emanazione dei criteri di determinazione degli emolumenti agli organi camerali, da stabilire con decreto di questo ministero, di concerto con quello del tesoro, a norma dell'articolo 11 comma 1, lettera e) della legge 29 dicembre 1993, n. 580; 4) la previsione di spesa per il consiglio di amministrazione appare elevata in quanto si presenta esagerato il numero di 20 riunioni previste entro l'anno: al riguardo si invita a valutare l'opportunita' di costituire un comitato esecutivo ristretto; 5) la previsione di spesa di lire 337 milioni relativa al laboratorio di formazione economica, sociale e giuridica, va soppresa in quanto destinata come risulta dall'allegato n. 8, alla realizzazione di corsi per aspiranti uditori giudiziari, notai e procuratori legali, dirigenti e quadri delle pubblica amministrazione, iniziative che chiaramente esulano dai compiti di istituto camerale; 6) il suggerimento rivolto dal collegio dei revisori (vedi verbale n. 2 del 3 aprile 1996) del ricorso a consulenti per la soluzione di problemi fiscali e di impostazione contabile dell'azienda non puo' essere accolto trattandosi di problemi da risolvere attraverso gli opportuni contatti con le amministrazioni pubbliche competenti e pertanto si invita a non assumere aclun onere di spesa per tale finalita'. Si fa riserva di controllare a consuntivo l'esatto adempimento di quanto richiesto" -: a quali conseguenze pratiche ha portato la lunga lettera di contestazione del direttore generale al bilancio preventivo 1996; se in particolare, sia conciliabile il raddoppio dell'indennita' del presidente dell'Assri con tutte le norme poste in essere in materia di contenimento della spesa pubblica ed in particolare con i tagli pesanti apportati con l'attuale finanziaria a tante categorie di cittadini; se sia conciliabile il ricorso a consulenti fiscali e contabili esterni da parte dell'Assri con la conferma a tutti gli enti pubblici da parte del ministero del tesoro, in occasione della redazione del bilancio di previsione 1996 della "necessita' di pervenire alla eliminazione o almeno ad un significativo ridimensionamento degli oneri per studi, incarichi speciali, pubblicita', consulenze, comitati, commissioni, indagini, rilevazioni, etc. in quanto trattasi di spese a fronte di servizi che dovrebbero essere svolti direttamente dalla struttura amministrativa, la quale soltanto in casi eccezionali di necessita' ed urgenza potrebbe avvalersi di apporti esterni". Inoltre si conferma che "analogo criterio va applicato alle eventuali spese per convegni, conferenze, tavole rotonde, ecc. e comunque a tutte le spese non strettamente connesse con l'attivita' istituzionale degli enti"; qualora il ricorso a consulenti fiscali e contabili esterni si sia gia' verificato con oneri non giustificati per tali finalita', considerato che comunque il documento contabile e' stato approvato da parte del Mica, se ritenga che possa l'Assri procedere al pagamento delle prestazioni rese; se al controllo a consuntivo fosse rilevato il non esatto adempimento di quanto richiesto, se ritenga che andrebbero accertate le responsabilita' contabili relative; se cio' dovesse essere accertato, se non ritenga che cio' sia elemento grave per il consiglio di amministrazione dell'Assri, considerato che di tale organismo fanno parte alcuni amministratori camerali; come possa il collegio dei revisori suggerire il ricorso a consulenti esterni, quando nello stesso collegio e' presente un funzionario ministeriale; se l'Assri assume iniziative che chiaramente esulano dai compiti di istituto camerale, quali la previsione di spesa di lire 337 milioni relativa al laboratorio di formazione economica, sociale e giuridica, se non ritenga che i compiti che l'Assri si e' assunti prevarichino quelli della camera di commercio di Lecce, e si sovrappongono, svuotandola persino delle finalita' istituzionali; se l'Assri della camera di commercio di Lecce possa rendere prestazioni di assistenza o di consulenza in diverse materie in assenza delle relative professionalita'. Qualora intendesse acquisire tali professionalita' tramite consulenze esterne, cio' porterebbe a far si' che il vizio reso dall'Assri sarebbe qualificabile come mera attivita' di intermediazione fra il getto che ha richiesto detto servizio e il consulente in discorso. Infine, resta dubbia la compatibilita' di detta attivita', sempre che la stessa sia giudicata legittima alla luce dei rilievi di cui innanzi, con le norme in materia di contenimento della spesa pubblica, che vogliono che detti servizi, sia pure a contenuto professionale, siano resi da dipendenti della pubblica amministrazione. Anche l'orientamento giurisprudenziale appare univoco nel considerare illecito l'affidamento di incarichi di consulenza per l'assolvimento di attribuzioni di stretta pertinenza degli apparati pubblici. Cio' e' ancor piu' grave se si considera che molte delle professionalita' richieste sono presenti all'interno dell'ente camerale; su chi gravano le spese sostenute per la promozione e la costituzione del laboratorio di formazione giuridica, sociale ed economica, ora che la relativa previsione di spesa deve essere soppressa; se gli amministratori camerali presenti nel consiglio di amministrazione dell'Assri possano permettersi l'autonomia decisionale di programmare iniziative che esulano i compiti istituzionali della Camera; se il direttore dell'Assri in quanto direttore della camera, nonche' dirigente superiore di codesto ministero non debba assicurare un primo controllo su tali atti e se l'intera giunta camerale non dovesse essere in grado di stabilire in sede di approvazione del bilancio di previsione dell'Assri che tali compiti esulavano da quelli di istituto camerale; al fine di avere un controllo effettivo, obiettivo e trasparente su tali atti contabili, se ritenga conciliabile che alcuni componenti il collegio dei revisori e del collegio sindacale dell'Assri siano contemporaneamente anche componenti del collegio dei revisori della camera; se ritenga che una stessa persona possa svolgere le funzioni di controllore e di controllato; come si concilia il pagamento del compenso, per le prestazioni effettivamente rese, a favore del personale camerale che collabora nell'Assri con i diversi interventi attuati negli ultimi anni al fine di razionalizzare la spesa della pubblica amministrazione; se viene sempre piu' scoraggiato il ricorso al lavoro straordinario, addirittura subordinando il pagamento di tale prestazione alla rilevazione automatica delle presenze, attraverso quali strumenti obiettivi venga effettuato il controllo delle prestazioni rese a favore della Assri al di fuori del lavoro ordinario e straordinario; se sia da considerare che tale personale utilizza per l'assolvimento di tali prestazioni di mezzi e le apparecchiature dell'ente camerale; se non voglia intervenire per rimettere ordine immediatamente in un organismo che puo' diventare fonte di sperpero e di clientela. (5-01645)





 
Cronologia
mercoledì 5 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Si riunisce per la prima volta la Commissione bicamerale per le riforme istituzionali, Massimo D'Alema è eletto presidente.

mercoledì 19 febbraio
  • Politica, cultura e società
    Si apre a Roma il congresso del PDS. Il 23 febbraio D'Alema è eletto segretario del partito con l'88% dei voti.