Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01660 presentata da NARDINI MARIA CELESTE (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970219
Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: il Ministro della difesa onorevole Beniamino Andreatta e' in missione ufficiale in Malesia ed Indonesia. Lo accompagnano il presidente dell'Alenia, Pierfrancesco Guargualini e quello della Finmeccanica Fabiano Fabiani; il viaggio appare agli interroganti una vera e propria sponsorizzazione del made in Italy della nostra industria bellica, la quale ha in programma, durante il soggiorno del Ministro, diverse dimostrazioni dei suoi sistemi d'arma; la legge sul commercio delle armi vieta la vendita di questo tipo di "prodotti" ai paesi che violino i diritti umani; l'Indonesia e' tra i principali paesi nella "lista nera" di Amnesty International, per i suoi arresti di massa arbitrari di oppositori e di sindacalisti, per l'uso della tortura e della repressione militare e poliziesca; le truppe di Giakarta occupano dal dicembre 1975 la parte orientale dell'isola di Timor, dove, in oltre venti anni di repressione sanguinosa, hanno ucciso i due/terzi della popolazione; diverse risoluzioni del Parlamento europeo impegnano i governi dell'Unione ad assumere una posizione critica e di condanna dell'occupazione militare di Timor est, vincolando i rapporti con Giakarta ad un cambio di atteggiamento nei confronti di questa delicata questione; nel 1993 la commissione dei diritti umani dell'Onu ha condannato questo paese per le violazioni delle liberta' fondamentali; appare, a giudizio degli interroganti, inopportuno e non conforme al ruolo ricoperto dall'onorevole Andreatta il fatto che un Ministro si trasformi in una sorta di "piazzista di armi", sia pure di fabbricazione italiana; se il Governo ritenga compatibile con l'articolo 1 della legge sul commercio delle armi n. 185 del 1990 la vendita di armi italiane al regime indonesiano; se non reputi che la condanna della Commissione dei diritti dell'uomo delle Nazioni unite del 1993, debba essere tenuta nella massima considerazione, non essendo stata rimessa in discussione o revocata da altri atti successivi della Commissione stessa; se non reputi necessario, per evitare commistioni o strumentalizzazioni avvenute in passato, attenersi ad un codice di comportamento che tenga distinti gli affari dell'industria bellica italiana dalle relazioni internazionali delle nostre forze armate e del ministero della difesa stesso; se non ritenga, considerato che le armi non sono una merce come le altre, evitare per il futuro che nelle delegazioni ufficiali che accompagnano il Ministro della difesa all'estero siano presenti i rappresentanti dell'industria bellica nazionale. (5-01660)