Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00407 presentata da SAIA ANTONIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970220
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri della sanita' e del lavoro e della previdenza sociale, per sapere - premesso che: il comma 257 dell'articolo 1 pone l'obbligo agli invalidi civili, ai ciechi ed ai sordomuti assunti al lavoro ai sensi della legge 2 aprile 1968, n. 482, direttamente per assunzione nominativa o per assunzione numerica tramite l'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, di rendere alla prefettura e al datore di lavoro una dichiarazione di responsabilita' relativa alla "sussistenza" dei requisiti per l'assunzione, in mancanza dei quali il rapporto di lavoro e' risolto di diritto a decorrere dalla data di accertamento da parte della direzione generale dei servizi vari e delle pensioni di guerra del ministero del lavoro; questa disposizione crea tre ordini di gravi problemi, legati alla locuzione "sussistenza di requisiti" e che si possono cosi' riassumere: a) il problema di chi al momento dell'assunzione aveva veramente l'invalidita' che poi, per motivi vari e spesso non prevedibili, puo' essersi risolta con il tempo (si pensi ad esempio al caso di un soggetto affetto da linfoma che con terapia tempestiva, perfezionatasi nel tempo, sia venuto a completa guarigione"; b) il problema relativo al grado di invalidita' necessario per essere ammesso ai benefici della legge n. 482 del 1968, grado che inizialmente era del trentatre' per cento, ma che poi si e' gradualmente elevato fino all'attuale quarantasei per cento (che significa allora la parola "sussistenza"? Essa va riferita all'epoca dell'assunzione o al momento attuale?"; c) il terzo problema e' relativo alla valutazione stessa delle varie invalidita' che, come e' noto, e' codificata da apposite tabelle che hanno subito modifiche nel corso degli anni. Per cui non e' chiaro se la "sussistenza" dei requisiti vada riferita ai parametri tabellari vigenti al momento dell'assunzione o a quelli attuali; e' evidente che la questione, sotto questi aspetti, e' molto spinosa e rischia di ingenerare diseguaglianze e difformita' interpretative nelle varie province italiane; appare altresi' evidente che sarebbe iniquo, penalizzante, disumano e forse anche illegittimo licenziare lavoratori i quali hanno giustamente usufruito delle facolta' previste da una legge, cosi' come essa disponeva al momento dell'assunzione e che verrebbe a subire appunto l'allontanamento dal lavoro per il solo fatto che le rispettive condizioni di salute siano migliorate e/o che siano nel frattempo modificate le condizioni per essere classificato invalido civile o cieco o sordomuto; tutto cio' crea l'esigenza, al fine di evitare contenziosi e spiacevoli ritorsioni che potrebbero crearsi nel prossimo futuro, che si addivenga subito ad una chiarificazione, se non addirittura ad una modifica della disposizione di legge in parola, modifica che, pur tenendo ferma la necessita' di punire gli eventuali abusi commessi in passato, non penalizzi comunque coloro che hanno agito in piena legalita' -: quali iniziative urgenti intenda assumere il Governo in merito alle questioni rappresentate. (2-00407)