Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01692 presentata da ROSSI EDO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970225
Al Ministro dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: nel comune di San Martino d'Argine (Mantova) il 3 aprile 1990, con delibera regionale IV/53916, si rinnovava l'autorizzazione, valida fino al 31 maggio 1995, alla ditta Metalrecuperi spa per stoccaggio, cernita e recupero di rifiuti speciali provenienti da terzi nell'impianto sito in San Martino dell'Argine; tale autorizzazione veniva notificata anche all'amministrazione provinciale di Mantova, cui e' delegata l'attivita' di controllo; l'8 giugno 1993 viene sospesa l'autorizzazione alla ditta Metarecuperi perche' da accertamenti da parte di enti ed organismi abilitati si riscontro' che le lavorazioni dei rifiuti non erano correlate dalle norme di sicurezza previste dalla legge; tale sospensione dell'autorizzazione avveniva dopo una lunga serie di incidenti e di incongruenze nell'attivita' della discarica (il 4 novembre 1992 si verifico' persino un incendio di rifiuti ammassati in luogo non idoneo); il 6 novembre 1992 un ordinanza del sindaco impose la cessazione dell'attivita'; tale ordinanza fu estesa anche alla ditta Pyreco, conduttrice degli impianti affittati il 15 luglio 1991 dalla Metarecuperi; il 6 luglio 1993 il tribunale di Mantova dichiarava fallita la ditta Metarecuperi e il curatore fallimentare comunicava di non disporre dei mezzi per lo smaltimento e per la bonifica; circa cinquantamila metri cubi di rifiuti si trovano accantonati negli impianti della ditta Metalrecuperi; tali rifiuti, cosi' come accertato dal servizio di igiene pubblica della Ussl 50/52, sono causa di gravi pericoli per l'ambiente e per la salute pubblica; a seguito del ricorso del 18 novembre 1994 presentato al tribunale di Mantova per l'inserimento nella procedura fallimentare della Metarecuperi, il comune di San Martino Argine chiese l'ammissione al passivo del fallimento del credito di 14.210.000.000 in prededuzione o in via privilegiata per provvedere alla bonifica del territorio; il 20 aprile 1996 viene emessa delibera di interruzione giudiziaria per insinuazione del comune di San Martino Argine nel passivo fallimentare della ditta Metarecuperi; appare evidente lo stato di emergenza in cui si trova tale comune, impossibilitato a dare risposte alla crescente domanda dei cittadini di smaltimento e messa in sicurezza di tali rifiuti; relativamente allo smaltimento, si e' tentato di percorrere la strada di un nuovo insediamento industriale per lo smaltimento tramite pirolisi. Caduta tale ipotesi, ora si tenta di percorrere la strada dello smaltimento tramite vagliatura dei cinquantamila metri cubi, per poi portarli in discariche autorizzate con relativa produzione di notevole quantita' di polveri inquinanti che produrrebbero gravi rischi per la salute dei cittadini -: quali misure intenda intraprendere affinche' si predisponga un piano di smaltimento dei cinquantamila metri cubi di rifiuti tossici accantonati nell'impianto; quali siano stati gli ostacoli che hanno impedito alla regione Lombardia di includere la questione sopracitata nel piano regionale rifiuti; se siano stati effettuati accertamenti sulla falda acquifera, e se questa sia stata danneggiata ed inquinata (visto che i cumuli giacciono sul terreno e non, come la normativa prevede, su piattaforme); se ritiene che possano esistere responsabilita' individuali o di uffici preposti alla vigilanza nell'aver consentito che la quantita' di rifiuti raggiungesse queste dimensioni senza intervenire a salvaguardia del territorio e della salute pubblica; quali siano le ragioni per le quali non si intenda percorrere la strada della inertizzazione poiche', se pure la piu' costosa, e' l'unica che garantisce l'incolumita' della salute dei cittadini e la bonifica del territorio. (5-01692)