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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00103 presentata da DE MURTAS GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970226

La Camera, premesso che: la recrudescenza del fenomeno dei sequestri di persona in Sardegna ha conosciuto, nelle scorse settimane, un nuovo episodio, di particolare e inaudita gravita', di cui e' rimasta vittima una giovane ventisettenne, Silvia Melis, madre di un bimbo di appena quattro anni, che e' stata rapita nella serata di mercoledi' 19 febbraio 1997; quest'ultimo fatto criminoso fa seguito, a distanza di anni, ad altri eventi delinquenziali che, a partire dalla fase particolarmente acuta che si apri' nel dicembre del 1994, hanno coinvolto numerosi ostaggi, tra i quali Giuseppe Vinci, Giuseppe Sircana, Vanna Licheri Leone e Ferruccio Checchi; tutti questi episodi, pur con specifiche modalita' di attuazione, hanno avuto luogo prevalentemente in aree geografiche della Sardegna centrale, e, in alcuni casi, non si sono ancora risolti con il ritorno delle persone rapite, lasciando quindi prevedere l'esito drammatico della soppressione fisica dell'ostaggio; di fatto, in nessuno di questi casi di rapimento, l'intervento delle forze di pubblica sicurezza, di reparti dell'esercito o di nuclei speciali e' valso a ritrovare gli ostaggi, a ridare loro la liberta' o a sgominare le bande dei sequestratori; del resto, nel corso degli ultimi trenta anni, la storia dei rapimenti in Sardegna ha avuto un andamento ciclico e persistente, denunciando periodi di forte ripresa delle attivita' criminali (undici sequestrati nel 1966, dodici nel 1967, undici nel 1968, tredici nel 1975, dieci nel 1978; sedici nel 1979, otto nel 1984), che si sono alternati a fasi di piu' moderata incidenza, con una frequenza media di due o tre sequestri per anno, dalla meta' degli anni ottanta ad oggi; in questo contesto, le comunita' locali, soprattutto quelle dei centri montani e dei piccoli paesi, vivono una situazione di costante disagio e di isolamento, che acuisce gli effetti e le conseguenze della crisi economica e sociale; d'altro canto, la soppressione delle preture periferiche, il blocco delle attivita' dei tribunali (principalmente, a causa dell'insufficienza o della carenza degli organici), la precarieta' dei presidi sanitari e ospedalieri, la mancanza di una moderna e funzionale rete di trasporti e di collegamenti, la chiusura di molte istituzioni scolastiche, rappresentano i segnali piu' estremi di un sistema che, essendo ancora legato a condizioni di dipendenza economica e di sottosviluppo, accusa, in maniera piu' pesante, gli effetti delle politiche di riduzione della spesa pubblica e di sottrazione di quelle risorse finanziarie che sarebbero indispensabili al mantenimento dei servizi sociali essenziali; nella situazione attuale, mancando questi presupposti fondamentali di garanzia e di tutela dei diritti dei cittadini, emergono i limiti strutturali, che aggravano il deterioramento e il deperimento del tessuto democratico su cui si fonda la convivenza civile, e si segnala, nel contempo, un processo preoccupante di deresponsabilizzazione e di assenza dello Stato; tutto cio' non rappresenta solo un generico incentivo alla delinquenza o a comportamenti criminali, ma crea un clima di illegalita' diffusa, allenta i vincoli interni di riconoscimento e di appartenenza alla comunita', rende instabili i rapporti sociali e individuali, provoca un arretramento culturale e una devastante azione diseducativa, soprattutto a livello giovanile; inoltre, la crisi delle attivita' tradizionali, legate ai modelli dell'economia agropastorale, ha incoraggiato l'abbandono delle campagne e la desertificazione produttiva e sociale di interi territori, dove, anche in estensioni molto vaste, non esiste piu' alcuna forma stabile di presenza umana; questo dato spiega la facilita' con la quale i sequestratori possono agire nell'ambiente rurale, in condizioni di "naturale" impunita' e riservatezza, anche nella gestione di quelle fasi molto delicate che ogni rapimento comporta, dal sequestro, ai trasferimenti, alla custodia, spesso per lunghissimi periodi, degli ostaggi; su questo carattere endemico e cronico del fenomeno dei sequestri di persona, in Sardegna, non hanno avuto effetti apprezzabili gli interventi repressivi e le misure di carattere eccezionale che, anche quando si e' riusciti nell'intento piu' immediato della liberazione dell'ostaggio, non hanno evidentemente perseguito lo scopo principale di bloccare la riproduzione del crimine; il necessario e indispensabile potenziamento di mezzi, uomini e apparati delle forze di Pubblica Sicurezza non puo' rappresentare un richiamo occasionale o una soluzione estemporanea e improvvisata, dettata dalle situazioni di emergenza che, come nel caso del rapimento di Silvia Melis, vengono a prodursi; l'approccio a questo tipo di problemi non puo' che essere sistematico e va collocato dentro una strategia programmata di interventi che producano condizioni concrete di sviluppo, di sicurezza e di prevenzione, che e' responsabilita' dello Stato garantire; proprio il fallimento dell'opera di prevenzione e', dunque, il dato piu' evidente che il gravissimo fatto criminoso di questi giorni richiama, in maniera perentoria e ormai ineludibile, all'attenzione del Governo; impegna il Governo: a predisporre un organico piano di interventi che, avendo come obbiettivo la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, preveda l'adozione di provvedimenti di immediata e sicura applicazione, tali da garantire la presenza costante (anche in rapporto alla particolare conformazione geografica del territorio), il potenziamento, il coordinamento e la funzionalita' degli apparati di controllo e delle forze di pubblica sicurezza, il loro insediamento sociale e la riconoscibilita' del ruolo istituzionale che esse svolgono, evitando il ricorso a misure eccezionali (quali l'intervento dell'esercito) che non rispondono alle finalita' repressive del fenomeno dei sequestri di persona e che acuirebbero le reazioni di rifiuto e di disagio da parte delle popolazioni; a porre allo studio una revisione del quadro legislativo che definisce le norme relative ai controlli patrimoniali e al blocco dei beni dei familiari delle persone sequestrate; allo scopo di stroncare una possibile nuova recrudescenza del fenomeno criminale, e' indispensabile l'indagine sugli arricchimenti facili, sulle tecniche e le modalita' del riciclaggio, sui collegamenti che si stanno innestando tra il sequestro, inteso come modalita' tradizionale della delinquenza in Sardegna, e le nuove e ancora piu' pericolose forme della criminalita' moderna e metropolitana, come il traffico di armi e droga o le infiltrazioni mafiose. Le restrizioni imposte alle famiglie dei rapiti, con i provvedimenti relativi al blocco dei beni, hanno finora funzionato, quasi esclusivamente, come elemento di costrizione e di intralcio, specie nella fase piu' delicata e difficile delle trattative per il rilascio dell'ostaggio. D'altronde, queste stesse misure hanno favorito un trattamento particolare di alcuni sequestri, richiamando interferenze e attivita' parallele da parte dei servizi segreti, come e' gia' avvenuto per il rapimento del piccolo Farouk Kassam; a programmare un piano di interventi, a sostegno dell'occupazione e dello sviluppo, che aggredisca le strozzature economiche e infrastrutturali che stanno alla base del disagio sociale e del malessere e che impediscono l'evoluzione della coscienza civile e della cultura della solidarieta'. (1-00103)

 
Cronologia
martedì 25 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 308 voti favorevoli, 257 contrari e 1 astenuto, l'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, Disposizioni urgenti in materia tributaria, finanziaria e contabile a completamento della manovra di finanza pubblica per l'anno 1997 (AC 3181), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.

venerdì 28 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Nella seduta continuata dal 26 al 28 febbraio 1997, la Camera approva, con 308 voti favorevoli e 170 contrari, l'emendamento 2.55 del Governo, interamente sostitutivo del testo del decreto-legge 2 gennaio 1997, n. 1, Interventi urgenti per il settore dell'autotrasporto (A.C. 2946), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.