Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00417 presentata da GIORDANO FRANCESCO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970226
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri del tesoro e del bilancio e della programmazione economica, del lavoro e della previdenza sociale, per sapere - premesso che: organi di stampa hanno dato notizia di una lettera e di un documento inviato in questi giorni dal Governatore della Banca d'Italia al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale e al Ministro del tesoro, a proposito della situazione del sistema bancario italiano; in detto documento: a) si individuano quelli che, a giudizio del Governatore, sono i fattori fondamentali della crisi del sistema bancario e si suggeriscono possibili rimedi; b) si chiede di intervenire sul costo del lavoro, individuato come il fattore strutturale e fondamentale della crisi, nonche' sul problema dei cosiddetti "esuberi" di personale; c) si indicano alcuni interventi da attuare, a cominciare dallo scorporo del recupero della inflazione programmata dal contratto nazionale, fino al radicale abbattimento dell'incidenza del costo del lavoro sui margini di intermediazione nelle aziende, operando attraverso la messa in mora degli automatismi di carriera e degli scatti di anzianita'; d) si dichiara la necessita' di provvedere alla "messa in mobilita'" - (ovvero al licenziamento) - del 10 per cento del personale oggi in attivita' (piu' di trentamila persone); e) si propone un tavolo di trattative triangolare (Governo, sindacati, banchieri), con esiti e sbocchi gia' definiti nelle direzioni di cui sopra. In tale quadro, al Governo spetterebbe il compito di utilizzare risorse pubbliche allo scopo di rendere meno drammatica la suddetta "mobilita'", di farsi garante di rinnovi contrattuali capestro alle condizioni dettate dalle banche; f) in ultima istanza, si manifesta la volonta' di non procedere al rinnovo del contratto di lavoro nazionale e di limitare la negoziazione a livello aziendale, collegandola strettamente e indissolubilmente ai risultati economici e ai profitti delle singole aziende; in realta', la crisi del sistema bancario italiano e' dovuta a cause strutturali e a filosofie operative. Per anni sono stati sostanzialmente ignorati i nuovi sistemi di gestione e di organizzazione che si erano da tempo affermati in molte istituzioni bancarie estere. Le banche italiane sono rimaste strettamente fedeli ai principi dell'accentramento delle funzioni e delle competenze e della stretta gerarchia dei rapporti; i sistemi organizzativi, sovente improntati a principi perfezionistici hanno presentato diffuse rigidita', non piu' compatibili con le esigenze di riduzione dei costi e di correttezza nei rapporti con la clientela; le filosofie operative hanno messo in evidenza l'assenza di un'analisi seria delle profonde trasformazioni avvenute nella struttura economica e sociale del Paese, e la conseguente incapacita' di determinare il merito del credito, al di fuori di parametri superati o obsoleti; le strutture di governo delle concessioni creditizie sono state spesso forzate o bypassate. In molti casi le banche sono state coinvolte in gravi dissesti, con esposizioni spesso elevatissime; la redditivita' della gestione era stata negli anni scorsi rilevante in senso assoluto ma non in senso relativo, al confronto cioe' con analoghe istituzioni europee. Essa veniva, dalla dirigenza, attribuita, superficialmente, alla bonta' degli indirizzi gestionali (considerati quindi, immodificabili); ma non vi era la consapevolezza che la redditivita' era invece in notevole parte. dovuta a fattori esterni, tra i quali principalmente: 1) l'ampliamento dello scarto tra il rendimento medio degli impieghi e il costo medio della raccolta, fenomeno caratteristico dei periodi di tassi crescenti; 2) l'abolizione delle cosiddette scale mobili anomale, che aveva frenato sensibilmente la dinamica dei costi del personale, particolarmente importante in un settore come quello bancario, caratterizzato da alta intensita' di lavoro; quando questi fattori positivi sono venuti meno, e' emersa la reale situazione dei conti economici -: quale politica il Governo intenda perseguire affinche' la ristrutturazione del sistema bancario - gia' in atto - si basi su un progetto dettato dall'interesse generale del Paese e non si trasformi in una competizione dettata unicamente da occasionali ragioni di profitto; quali iniziative il Governo intenda prendere affinche' il sistema bancario confermi nei fatti la ragione delle sua stessa esistenza: creare in tutto il Paese pari condizioni di sviluppo economico e di crescita civile, facendo emergere le energie latenti; in questo quadro, quali iniziative il Governo intenda prendere affinche' il sistema bancario utilizzi tutte le energie umane a sua disposizione al fine di indirizzarle nei settori dell'attivita' bancaria, parabancaria ad assicurativa tuttora suscettibili di ampliamenti e miglioramenti; se il Governo ritenga opportuno richiamare tutti i settori del sistema del credito all'esercizio dei doveri che competono a chi ha il potere - con i propri comportamenti - di condizionare positivamente o negativamente, l'intera economia nazionale; quali iniziative il Governo intenda prendere affinche' il sistema bancario rispetti tutti gli accordi nazionali di carattere sindacale e tuteli i livelli occupazionali attuali. (2-00417)