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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00167 presentata da PIVA ANTONIO (FORZA ITALIA) in data 19970226

La XIII Commissione, premesso che: la sharka, denominata anche "vaiolatura" o plum pox virus e' la piu' grave malattia virale drupacee in Europa. L'entita' del danno prodotti sui frutti delle piante colpite (pesco, susino, albicocco, ciliegio) e l'elevata diffusibilita' rendono l'infezione una grave fitopatia che porta alla distruzione in breve tempo di vaste aree frutticole. La sharka e' stata segnalata per la prima volta sul susino in Bulgaria nel 1917 (da qui il nome di sharka, che in Bulgaro significa vaiolo). Nel decennio successivo e' stata evidenziata in tutta l'area balcanica, rimanendovi fino agli anni Cinquanta, quando e' apparsa, per la prima volta, in Germania ed in altri paesi del centro Europa; in Italia le prime segnalazioni risalgono al 1974 in provincia di Bolzano sull'albicocco, in provincia di Trento sulla susina di Dro', mentre in Romagna i primi rarissimi casi risalgono alla primavera del 1982. In anni piu' recenti e' stata rinvenuta in diverse regioni italiane, prevalentemente su piante di albicocco e di susino, mentre nel pesco la malattia era stata riscontrata solo in sporadici casi nel Lazio ed in Basilicata; nel corso della passata annata agraria, il servizio fitosanitario regionale del Veneto ha individuato alcuni focolai di sharka in pescheti situati in provincia di Verona, riconducibili al nuovo ceppo (gruppo M) particolarmente pericoloso per la virulenza e la rapidita' di diffusione sul territorio attraverso numerose specie di afidi e mai segnalato precedentemente in Italia. In Grecia, Spagna e Francia, il plum pox virus su pesco del ceppo M ha causato negli areali colpiti la perdita di migliaia di piante e centinaia di ettari; trattasi quindi di una vera e propria calamita' naturale d'ordine fitopatologico; nel mese di giugno del 1996, a seguito dei controlli effettuati dal servizio fitosanitario regionale, sono stati individuati in pescheti del veronese alcuni focolai di sharka ceppo M, confermati successivamente dalle analisi di laboratorio dell'istituto di patologia vegetale dell'universita' di Bologna. La situazione che si e' venuta a creare e' certamente molto preoccupante, perche' interessa un numero considerevole di aziende agricole specializzate ubicate nell'area di maggior diffusione della malattia. Nell'area colpita, circa quattromila ettari, alcuni focolai di infezione costituiscono una minaccia per i territori contigui nonche' per tutto il territorio nazionale tenuto conto della virulenza dell'infezione e della sua rapidita' di contaminazione. Da una prima rilevazione e mappatura delle aziende colpite si prevede che debbano essere estirpati circa trecento ettari di pescheto specializzato, il cui costo a carico degli agricoltori e' stimato in circa dieci miliardi di lire; a norma del decreto ministeriale del 26 novembre 1992, la lotta alla sharka e' obbligatoria. Non esistendo un metodo efficace di difesa, bisogna provvedere obbligatoriamente alla distruzione delle piante infette per evitare la diffusione del virus. Il decreto prevede anche alcuni divieti riguardo l'approvvigionamento ed alla commercializzazione del materiale di propagazione. Per circoscrivere l'estendersi dell'infezione si debbono adottare drastiche ed urgenti misure di eradicazione degli alberi da frutto e del materiale di propagazione. Poiche' nell'area infetta operano numerose aziende agricole specializzate nella coltivazione del pesco, e' prevedibile che sorgano resistenze e rifiuti agli abbattimenti, se questi non saranno supportati da un congruo indennizzo che oggi non e' previsto dalla legislazione vigente. L'efficacia di un'azione di profilassi e' subordinata alla concessione di adeguati risarcimenti agli agricoltori che saranno colpiti dal provvedimento ingiuntivo di eradicazione degli alberi, che sono fonte di infezione per tutto l'areale contiguo. Si ritiene che questa "fitopatia" possa configurarsi alla stessa stregua di una "epizoozia", per la quale esistono gia' delle misure legislative (vedi legge n. 218 del 1988 ed altre) che prevedono un equo indennizzo per i capi di bestiame abbattuti; la sharka per la sua pericolosita' e virulenza potra' interessare l'intero territorio nazionale se non verranno eliminate con risolutezza le fonti di infezione; si tratta quindi di una calamita' d'ordine fitopatologico che interessa tutto il territorio nazionale e che riveste il carattere di eccezionalita' andando per altro a compromettere il bilancio di diverse aziende frutticole specializzate; impegna il Governo ad emanare un provvedimento che, con immediata esecutivita', preveda: 1) la delimitazione dell'area infetta e i criteri per l'abbattimento delle piante contaminate; 2) i fondi per un equo indennizzo le aziende colpite; 3) le modalita' di accesso ai predetti contributi. (7-00167)

 
Cronologia
martedì 25 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 308 voti favorevoli, 257 contrari e 1 astenuto, l'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, Disposizioni urgenti in materia tributaria, finanziaria e contabile a completamento della manovra di finanza pubblica per l'anno 1997 (AC 3181), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.

venerdì 28 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Nella seduta continuata dal 26 al 28 febbraio 1997, la Camera approva, con 308 voti favorevoli e 170 contrari, l'emendamento 2.55 del Governo, interamente sostitutivo del testo del decreto-legge 2 gennaio 1997, n. 1, Interventi urgenti per il settore dell'autotrasporto (A.C. 2946), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.