Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00174 presentata da BOCCHINO ITALO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970226
La IX Commissione, considerato che: il comune e la provincia di Napoli intendono cedere, a trattativa rigorosamente privata, la quota azionaria di controllo della societa' Gesac, che gestisce i servizi a terra nell'aeroporto di Capodichino (Napoli), alla societa' inglese Baa; tale societa' e' una delle piu' importanti aziende di gestione aeroportuale d'Europa e porta avanti una linea imprenditoriale che mira al controllo degli aeroporti intermedi, come Napoli, al fine di privilegiare i trasporti e le linee inglesi, approfittando anche della crisi dell'Alitalia che, si ricorda, e' stata azionista di maggioranza della societa' che gestisce gli aeroporti di Roma e Milano sino alla recente cessione alla Cofiri; le societa' Sea (Milano) ed Aeroporti di Roma hanno gia' avanzato formale offerta di acquisto della Gesac; tra le motivazioni che comune e Provincia di Napoli adducono a giustificazione della volonta' di cedere la Gesac alla Baa vi e' la necessita' di ampliare le capacita' di traffico aereo dell'aeroporto partenopeo; al riguardo, occorre sottolineare che vi sono insormontabili problemi tecnici e strutturali che impediscono ogni ipotesi di allargamento di Capodichino: la contiguita' al centro abitato; la presenza di impedimenti naturali, come le colline che circondano la citta' (in particolare quella di Camaldoli); l'inquinamento acustico ed atmosferico; la mancanza assoluta di spazi per parcheggiare gli aerei; l'impossibilita' di spostare il deposito carburanti (come vuole la Baa) sotto il muro di cinta dell'aeroporto, considerato che le disposizioni di legge vigenti obbligano ad allocare impianti siffatti in zone lontane dal centro abitato (a Capodichino le abitazioni sono praticamente addossate al muro di cinta dell'aeroporto); l'accordo che sta per concludere la Baa ha l'aspetto di un vero e proprio "patto leonino", perche' contiene una clausola che consente alla societa' inglese di rivendere alla stessa Gesac le azioni che gli saranno cedute a titolo gratuito nel caso in cui, dopo dieci anni, non trovi piu' conveniente la gestione di Capodichino; vi e' il concreto sospetto che la Baa sia interessata a Capodichino perche' intenzionata a realizzare una mera speculazione commerciale con l'apertura all'interno dello scalo di duty free, veri e propri megastores per vendere articoli di lusso anche senza Iva (per alcuni prodotti venduti negli scali aerei, al di sotto di un certo costo, la normativa comunitaria prevede l'esonero dall'Iva mentre per altri sarebbe la stessa Baa ad accollarsene l'onere); l'apertura di questi empori commerciali all'interno di Capodichino, in grado di offrire prodotti anche ad un costo inferiore del venti-trenta per cento rispetto a quello di mercato, aggraverebbe certamente la crisi degli operatori commerciali cittadini; la Baa e' la stessa societa' che ha ricevuto 160 milioni dalla Gesac per uno studio di fattibilita' sull'allargamento dell'aeroporto; l'accordo Gesac-Baa prevede, inoltre, che quest'ultima possa anche modificare le strutture aeroportuali (con allungamento della pista, realizzazione di nuovi insediamenti e di piazzole eccetera), senza che al riguardo sia stato interpellato ne' il ministero della difesa, competente perche' Capodichino e' un aeroporto militare aperto al traffico civile, ai sensi dell'articolo 700 del codice della navigazione, ne' la regione Campania, che dovra' autorizzare le modifiche urbanistiche, ne' l'Anav che gestisce i servizi di assistenza al volo, impegna il Governo ad intraprendere ogni opportuna iniziativa affinche' sia fatta innanzitutto la necessaria chiarezza in merito ai rapporti tra la Baa e la Gerac e perche' l'ingresso di nuovi soci nella Gesac avvenga non per "chiamata diretta" ma attraverso una gara internazionale. (7-00174)