Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00437 presentata da BACCINI MARIO (CENTRO CRISTIANO DEMOCRATICO) in data 19970304
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri del tesoro, del lavoro e della previdenza sociale e dei trasporti e della navigazione, per sapere - premesso che: l'Alitalia, come compagnia di bandiera, e' e rimane un'azienda strategica per l'intero sistema produttivo nazionale; ormai da troppi anni l'Alitalia e' in crisi, continuando ad affondare nei debiti in un'emorragia crescente e inarrestata di danaro pubblico, senza che il Governo e l'Iri, azionista di maggioranza, vi pongano concretamente rimedio; malgrado le edizioni e le riedizioni di tanti piani di risanamento, dai tempi del presidente Verri e poi dell'amministratore delegato Bisignani, per arrivare ai piu' recenti e significativi piani di Schisano del maggio 1994 e poi di Cempella del giugno 1996, i "fatti" evidenziano un percorso che conduce a conclusioni ben diverse dalle tante "parole" dette; l'attuale piano di risanamento, prima di divenire efficace sul piano industriale, richiede palesemente un risanamento patrimoniale e finanziario con una imprescindibile ricapitalizzazione dell'ordine di tremila miliardi; tale operazione di ricapitalizzazione, ritenuta condizione pregiudiziale e imprescindibile nello stesso preteso accordo del 19 giugno 1996 tra Alitalia e organizzazioni sindacali, malgrado l'approvazione formale, sin dal 16 maggio 1996, da parte dell'Iri, consiglio di amministrazione prima e assemblea degli azionisti poi, e' rimasta fino ad oggi sostanzialmente "virtuale"; i "fatti" sembrano in linea, piu' che con un piano di risanamento e rilancio aziendale, con una vera e propria strategia del collassamento, condotta con fredda premeditazione e determinazione, che, attraverso la svalorizzazione e il deterioramento della struttura patrimoniale, finanziaria ed organizzativa, porti l'Alitalia, con lenta agonia, ad uno stato prefallimentare, che giustifichi lo smembramento, la frammentazione delle attivita' e quindi la svendita, sottocosto, con l'alibi della privatizzazione e della incombente liberalizzazione totale del mercato -: se risponda a verita' l'ipotesi dell'esistenza di un piano perverso, quanto occulto, voluto da centri di potere affaristico-finanziari, che preveda la frammentazione delle attivita' Alitalia attraverso la costituzione di cinque o sei societa' satelliti, a basso costo, confezionate per essere poi privatizzate, o meglio svendute a soggetti privati interessati sin da ora all'acquisto; se risponda a verita' che in tale contesto l'Alitalia - linee aeree italiane spa verrebbe poi messa in liquidazione, caricando tutto il debito consolidato sulle casse del Ministero del tesoro, cioe' dello Stato, pubblicizzando, in questo modo, le perdite dopo aver privatizzato i profitti, con l'operazione di vendita delle societa' gioiello, preconfezionate, a gruppi di potere affaristico-finanziari; se risponda a verita', come parte del piano strategico premeditato, l'ipotesi di cessione della societa' satellite, Alitalia team, per un 51 per cento alla British Airways e per un 30 per cento ad Air Europe, con successiva fuoriuscita di Alitalia spa pacchetto azionario; se sia vero, comunque, che esistano trattative riservate per la cessione di quote azionarie della nostra compagnia di bandiera a compagnie aeree straniere, in particolare alla British Airways sia direttamente che indirettamente tramite gruppi finanziari inglesi; se sia vero, come ha pubblicamente e testualmente dichiarato il Ministro dei trasporti e della navigazione, onorevole Burlando, nella sua audizione del 4 dicembre 1996, di fronte alle Commissioni Trasporti e Lavoro, riunite in seduta comune, che c'e'... "qualcuno che potrebbe ritenere opportuno far fallire l'Alitalia in vista della liberalizzazione dei mercati del 1997, vendendola a chi la vuol acquistare. E' inutile negare che questa idea sta circolando, ma il fatto e' che anch'essa non e' priva di costi. Infatti come e' accaduto per il Banco di Napoli, tanto per fare un altro esempio, collocare sul mercato un'azienda che ha un livello di indebitamento patologico, non fisiologico, e' possibile solo se il Ministero del tesoro acquisisce una parte dei debiti. Quindi anche questa strada che qualcuno propugna comporta comunque determinati costi..."; a chi si riferisca il Ministro dei trasporti e della navigazione onorevole Burlando, quando afferma pubblicamente che c'e' "qualcuno" che vorrebbe far fallire l'Alitalia oppure quando dichiara, come nell'intervista a Il Mondo del 27 luglio 1996, di essere a conoscenza di soggetti interessati, anzi di trattative riservate in corso, per la cessione di quote azionarie della compagnia di bandiera; qualora risultasse vero quanto esposto ed adombrato, quali siano le azioni, gli impegni, le strategie che il Governo intende adottare per evitare l'attuazione di un piano tanto scellerato, che, tra l'altro, trasformerebbe l'attuale management, tanto impegnato nel tentativo di salvataggio dell'azienda, nell'utile strumento di inconfessabili interessi. (2-00437)