Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00837 presentata da CITO GIANCARLO (MISTO) in data 19970306
Ai Ministri di grazia e giustizia e dell'interno. - Per sapere - premesso che: gli interroganti hanno in piu' occasioni e pubblicamente denunziato l'uso strumentale e politico dei cosiddetti "collaboratori di giustizia", nella quasi totalita' individui la cui storia e' contrassegnata da crimini inauditi, tuttora adusi alla violenza e alla sopraffazione, che dichiarano di "pentirsi" per lucrare i vantaggi loro offerti dal sistema giudiziario attuale, giungendo a sottoscrivere - cosi' come da piu' parti e piu' volte denunciato - false dichiarazioni; un episodio inaudito e' accaduto lunedi' 3 marzo nell'aula della Corte d'assise di Perugia, durante il dibattimento per l'omicidio del giornalista Pecorelli, quando il teste, sottoposto ad interrogatorio da parte di uno degli avvocati del collegio di difesa, l'avvocato Carlo Taormina, ha spudoratamente ed esplicitamente minacciato di morte il professionista, "colpevole" di avergli rivolto domande "indiscrete"; gli interroganti ritengono al riguardo inammissibile l'atteggiamento degli organi di informazione televisiva di Stato, che o hanno del tutto taciuto l'episodio o lo hanno sminuito, come il Tg1, che, in apertura, ha riportato lo scambio tra il teste e l'avvocato Taormina ("Se succede qualcosa ai miei familiari, l'avvocato Taormina e' il primo a cui viene sparato in testa"; e Taormina: "Vorrei solo sapere se la minaccia l'ha fatta per eseguirla personalmente"; Abbatino, senza titubanze: "Certamente, sarei disposto ad eseguirla io stesso"), per poi cancellarlo del tutto nel prosieguo del notiziario e nelle edizioni successive -: se siano a conoscenza dell'inaudito episodio; se ritengano ammissibile il comportamento del testimone - Maurizio Abbatino, pericoloso pregiudicato accusato di piu' omicidi e sottoposto a "programma di protezione" - e se ritengano ammissibile il comportamento del presidente della corte, che non e' intervenuto immediatamente per incriminare e fare arrestare in aula il protagonista della grave minaccia (al quale la scorta ha subito offerto stretta protezione, come se il minacciato fosse lui e non l'avvocato Taormina), ma si e' limitato a farlo allontanare e a imbastire solo una frase di scuse per il professionista fatto segno alla grave intimidazione in aula; se infine non ritengano di dover intervenire per restituire certezze all'opinione pubblica e al Paese, favorendo il ripristino della legalita' democratica e dello Stato di diritto. (3-00837)