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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00850 presentata da FINI GIANFRANCO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970306

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: il 24 febbraio 1997 e' stata presentata una mozione a firma dei quattro leaders del Polo, Berlusconi, Fini, Casini e Buttiglione, nonche' di altri esponenti, relativamente alla politica delle privatizzazioni rispetto alla quale e' in atto un rallentamento da parte del Governo. Come e' noto, il processo di privatizzazione e' necessario per migliorare l'efficienza delle aziende statali o a partecipazione statale, per allargare il mercato azionario, canalizzando il risparmio verso le attivita' produttive e, infine, per realizzare risorse da impiegare nel fondo ammortamento debito pubblico; il Governo ha manifestato l'intenzione di rinviare la privatizzazione dell'Enel e, per quanto riguarda la privatizzazione della Stet, appare evidente che dalla maniera con la quale e' stata impostata la fusione Stet-Telecom si e' imboccata una strada chiaramente impercorribile -: se si sia al corrente che la prevista fusione per incorporazione di Telecom in Stet non e' in grado, dal punto di vista giuridico ed economico, di conseguire gli obiettivi della privatizzazione, in quanto le modalita' scelte sono dannose per il servizio delle telecomunicazioni, per il valore patrimoniale delle aziende fondende nonche' gravemente pregiudizievole per gli interessi degli azionisti privati oltre che dell'erario; se sia necessario invocare la legge n. 241 sulla trasparenza degli atti della pubblica amministrazione, perche' venga reso pubblico il rapporto di Morgan Stanley, che ha assistito il tesoro nel progetto di fusione; se, in assenza di certezza circa il passaggio della concessione dalla Telecom alla nuova societa' risultante dalla fusione, siano stati lo stesso definiti i criteri di valutazione del concambio tra azioni Stet e azioni Telecom Italia; quali siano, se decisi malgrado l'incertezza, i criteri di valutazione del concambio affidati ai valutatori scelti dalle due societa': J.P. Morgan, Giubergia Warburg SIM, Deutsche Morgan Grenfell e IMI e all'arbitro Price Water House; quando si intenda rendere note le modalita' di fusione, visto che queste debbono precedere la valutazione del concambio e quindi devono essere definite prima del 15 marzo 1997, data stabilita dal Ministero del tesoro per la suddetta valutazione; se siano al corrente che la causa del gioco dei rapporti di concambio, con la fusione "Stet-Telecom" la partecipazione dello Stato scendera' al di sotto del cinquanta per cento, e quindi la "SuperStet" non potra' continuare ad avvalersi della concessione attuale, ne' il Ministro competente potra' attribuirgliene una nuova senza indire una gara; se non ritengano che l'idea di fare un decreto presidenziale (che non e' altro che un normale regolamento governativo) per trasferire la concessione alla "SuperStet" "ora per allora", sia soltanto un mero espediente che non risolve il problema, visto che la fusione farebbe comunque venir meno la maggioranza pubblica, ossia proprio il presupposto della legittimita' della concessione; se tutte queste considerazioni, avanzate da numerosi, autorevoli commentatori, non comportino un elevato rischio di azioni giudiziarie da eventuali parti lese, considerando che, come dice Andrea Guarino in un suo articolo apparso il 26 febbraio sul giornale Il Popolo: "la sola eventualita' di una controversia sul trasferimento della concessione sia raccapricciante"; se non ritengano che il grave stato di confusione sulle procedure da adottare da parte del Governo sia evidenziato anche dalla convocazione repentina, il 4 marzo 1997, del consiglio di amministrazione di Telecom, poi revocata, con all'ordine del giorno delle generiche modifiche statutarie; quale fosse, in merito al punto precedente, la natura delle modifiche statutarie di cui si sarebbe dovuto discutere. (3-00850)

 
Cronologia
sabato 1° marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In Albania scatta lo stato d'emergenza. Il Ministro degli esteri Dini chiede l'intervento dell'Europa.

sabato 8 marzo
  • Politica, cultura e società
    L'ex ministro della sanità Francesco De Lorenzo è condannato in appello per associazione a delinquere, corruzione e finanziamento illecito dei partiti.