Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00851 presentata da PARENTI TIZIANA (FORZA ITALIA) in data 19970306
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: su taluni organi di stampa, in data 4 febbraio 1997 e' stata riportata la notizia che i pubblici ministeri di Milano Gherardo Colombo e Ilda Boccassini si sono recati presso il Ministro di grazia e giustizia per chiedere un provvedimento legislativo volto a "congelare" la prescrizione per tutti i provvedimenti bloccati da inerzie o ritardi "non imputabili alla pubblica accusa"; il motivo di tale "non imputabilita'" del pubblico ministero sarebbe ascrivibile a ben quattrocento rogatorie pendenti verso le piu' diverse nazioni che, nell'arco di cinque anni, avrebbero ottenuto solo sessantaquattro risposte, compreso, si ritiene, anche una rogatoria alla quale da Hong Kong sarebbe stato risposto che l'istituto bancario richiesto e' inesistente; l'accertamento della responsabilita' personale di un indagato rispetto ad un fatto-reato specifico non e' condizionato ai fini del procedimento ne' alla individuazione, ne' al recupero di tesori custoditi all'estero, evento cio' sempre possibile nei successivi gradi del processo; sembra invece realistico ritenere che i pubblici ministeri, individuati certuni soggetti, perseguendo un loro progetto di discrezionale attribuzione di responsabilita' pur destituite al momento della rogatoria di sufficienti elementi indiziari, intendano operare un monitoraggio di attivita' e di relativi movimenti finanziari in Italia e all'estero, tenendo costantemente sotto scacco non solo soggetti, ma anche attivita' economiche esistenti; se, ove mai si desse spazio e accreditamento a questo tipo di indagini e conseguenti richieste di "congelamento" di prescrizioni, ne deriverebbero processi che durerebbero decenni, sia per la prevedibile incompletezza e approssimazione delle rogatorie che per la loro inaccettabilita' per mancanza di indizi motivanti le richieste, con la devastante conseguenza di mantenere diversi soggetti, "piu' o meno discrezionalmente scelti" per tale monitoraggio, perennemente indagati, con tutte le conseguenze che da cio' deriverebbero; il Ministro di grazia e giustizia avrebbe preso il tempo di un mese per dare una risposta in termini legislativi, con cio' lasciando "soddisfatti" i predetti pubblici ministeri -: se intenda rendere noti i termini di dette rogatorie, e precisamente: quanti nominativi contenga ogni rogatoria; verso quali e quante Nazioni ciascuna di esse sia diretta; quali siano i tempi di invio; quante siano state le risposte negative e quali i motivi della loro inaccettabilita'; chi possa sindacare e avallare la non "imputabilita'" dei pubblici ministeri e se il Ministro stesso intenda attribuirsi tale compito; se di cio' abbia garantito questi o quant'altri pubblici ministeri; se il Ministro sia talmente soggetto alle pressioni degli organi della pubblica accusa di Milano tanto da prendere seriamente in esame il "congelamento" della prescrizione, che ove sancito, produrrebbe, oltre che un ulteriore travolgimento dei principi fondamentali di uno stato di diritto, quali la certezza dei tempi della giustizia, l'altro deleterio e antidemocratico principio, seppure da tempo in corso, di affidare illimitatamente e incondizionatamente il controllo e il potere politico ed economico agli organi della pubblica accusa, non piu' soltanto irresponsabile ma altresi' "non imputabile" tanto da potersi permettere di indurre il Ministro ad avallare le loro posizioni chiaramente fuori e contro i diritti fondanti uno stato costituzionale; se non intenda procedere con strumenti ispettivi ad accertare i motivi effettivi della eccessiva lunghezza di taluni processi e della particolare celerita' di altri quale si verifica presso la Procura di Milano, compiendone almeno un necessitato monitoraggio. (3-00851)