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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3RI/00861 presentata da MICHIELON MAURO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19970311

Ai Ministri delle poste e telecomunicazioni e del tesoro. - Per sapere - premesso che: si esprime viva preoccupazione per la crescente confusione ed incertezza che sembra ispirare l'azione del Governo nel disegno di una nuova disciplina del settore delle telecomunicazioni, e di conseguenza sull'iter che dovrebbe portare alla fusione della Telecom in Stet, dando vita alla "SuperStet"; si ha l'impressione che la politica governativa, piu' che a realizzare un'effettiva liberalizzazione ed una reale apertura alla concorrenza del mercato delle telecomunicazioni, che determinerebbe una diminuzione dei prezzi ed un aumento della qualita' dei servizi nonche' delle ricadute a favore della collettivita', miri alla semplice privatizzazione, in quanto tale, delle attuali imprese pubbliche di telecomunicazioni, con la conseguente nascita di un oligopolio privato in una situazione di sostanziale chiusura, il che e' sicuramente negatorio della liberalizzazione e dell'apertura ad un'effettiva concorrenza del settore; che tale impressione diventerebbe certezza se fosse confermato che fin da questa settimana le assemblee delle societa' STET e TELECOM delibereranno in ordine alla determinazione dei rapporti di concambio delle rispettive azioni, avviando cosi' il procedimento di fusione tra STET e TELECOM prima che sia stato definito il nuovo assetto definitivo del settore e senza che il Parlamento sia stato in grado di deliberare in ordine alle scelte di fondo; riteniamo pertanto che qualsiasi atto inerente alla fusione posto in essere prima di aver chiarito in modo inequivocabile quale dovra' essere l'iter che consentira' legittimamente il passaggio della concessione della TELECOM alla STET, avrebbe delle conseguenze semplicemente disastrose sulle quotazioni dei titoli in borsa; v'e' da aggiungere che i problemi non sono limitati al solo passaggio della concessione ma va spiegato come la SuperStet, nella quale lo Stato avrebbe una partecipazione inferiore al 50 per cento, potrebbe mantenere la concessione cosi' acquisita quando l'articolo 198 del codice postale, tuttora in vigore, prevede che la concessione possa essere aggiudicata senza gara pubblica solamente nel caso in cui la societa' concessionaria abbia maggioranza di capitale pubblico ed e' in base a tale presupposto che l'attuale e' stata rilasciata; va ancora rilevato che, a seguito della fusione e della conseguente discesa della partecipazione sotto il 50 per cento, lo Stato non solo rinuncia ad incassare il plusvalore derivante dal possesso della maggioranza assoluta delle azioni ma, di fatto, procederebbe ad una dismissione della partecipazione di controllo senza che sia stata ancora costituita l'Autorita' prevista dall'articolo 1-bis della Legge 474/94, e senza rispettare le altre prescrizioni ivi sancite, le quali prevedono tra l'altro il coinvolgimento del Parlamento; va infine ricordato che solo una societa' in cui la maggioranza delle azioni sia detenuta dallo Stato puo' essere considerata strumentale a quest'ultimo; e' pertanto da ritenere che una volta perduto il 50 per cento per effetto della fusione lo Stato sara' obbligato a cedere in tempi brevissimi la partecipazione restante, dato che allo Stato non e' consentito detenere partecipazioni azionarie per perseguire meri scopi di lucro -: se sono fondate le voci secondo le quali le assemblee STET e TELECOM dovranno deliberare a breve i rapporti di concambio azionario; in che modo verra' trasferita la concessione di TELECOM alla STET e come SuperStet potra' mantenerla, senza che venga varata una legge apposita; in che misura l'incertezza sulla concessione incide sulla determinazione dei rapporti di concambio; quali siano le ragioni di ordine superiore che inducono il Governo a rinunciare senza contropartita ad incassare il plusvalore discendente dal possesso della maggioranza delle azioni della societa'; se, nel caso in cui l'Autority sulle Telecomunicazioni non venga varata entro maggio, il Governo si ritenga legittimato, con la scusa di rispettare i tempi per la fusione (cioe' entro giugno) ad approvare con atti regolamentari o di decretazione d'urgenza la disciplina delle telecomunicazioni, ponendo il Parlamento di fronte ad una serie di fatti compiuti e violando le sue prerogative. (3-00861)





 
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