Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00448 presentata da ARMANI PIETRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970312
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro del tesoro, per sapere - premesso che: il Parlamento ha approvato la legge 28 febbraio 1997, n. 30, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, recante disposizioni urgenti in materia tributaria, finanziaria e contabile a completamento della manovra di finanza pubblica per l'anno 1997; in sede di conversione, il Governo ha posto la questione di fiducia sul provvedimento, nel presupposto che l'insieme delle misure previste dal provvedimento medesimo, proprio in considerazione della stretta correlazione con la manovra di finanza pubblica delineata dalla legge n. 662 del 1996, dovessero essere approvate senza ulteriori modificazioni, pena lo stravolgimento della manovra finanziaria; non e' stato possibile alle forze politiche dell'opposizione far valere le proprie considerazioni e far votare gli emendamenti reputati necessari al fine di correggere le disposizioni reputate distorsive ed incongruenti con la manovra di finanza pubblica, approvata dal Parlamento solo pochi giorni prima del decreto-legge; in particolare, l'interpellante, negli interventi in data 18 febbraio 1997 ha messo in evidenza che le disposizioni recate dall'articolo 8 erano da considerarsi misure tampone, con effetti non strutturali, bensi' limitati nel tempo e tali, comunque, da provocare, attraverso il blocco degli impegni e il drenaggio di cassa, riflessi recessivi sugli investimenti e l'occupazione, per la diminuita capacita' di spesa delle pubbliche amministrazioni e del settore pubblico allargato; intervenendo nella seduta del 25 febbraio 1997 sull'ordine del giorno Pampo ed altri n. 9/3181/7, l'interpellante ha sottolineato le conseguenze di intasamento del Ministero del tesoro per effetto del ricorso al meccanismo delle deroghe da parte delle migliaia di enti attualmente obbligati al deposito dei loro fondi nella tesoreria unica, che giustificavano quindi pienamente una modifica della norma, secondo quanto sostenuto dal gruppo di alleanza nazionale, cio' che avrebbe rappresentato un atto di normale buon senso da parte del Governo; nella seduta del 26 febbraio 1997 l'interpellante ha ulteriormente evidenziato la rigidita' delle disposizioni dell'articolo 8, commi 1 e 2, cioe' la contestualita' del blocco degli impegni e il contenimento drastico dei conti e dei tiraggi di tesoreria; gia' nella seduta del 19 febbraio 1997 il rappresentante del Governo aveva puntualizzato che non vi era un collegamento logico fra i commi 2 e 3 dell'articolo 8; in data 28 febbraio 1997, contestualmente alla conversione definitiva del decreto-legge, il Ministro del tesoro ha emanato un decreto che, di fatto, costituisce una modifica all'articolo 8, per la parte in cui autorizza una deroga generalizzata al vincolo posto dalla disposizione in parola ai prelevamenti da effettuarsi da enti ed amministrazioni nel corrente anno, recependo cosi' le argomentazioni svolte dall'interpellante per dimostrare l'inapplicabilita' del decreto-legge -: se non ritengano tutti questi avvenimenti una palese dimostrazione di irrazionalita' e comunque lesivi della dignita' del Parlamento sotto i seguenti profili: a) si condiziona e si limita ulteriormente, con un provvedimento d'urgenza, quanto deliberato dal Parlamento pochi giorni prima; b) si impedisce all'opposizione di dare il proprio contributo costruttivo alla definizione di un provvedimento, spingendola cosi' verso atteggiamenti di spinta contrapposizione; c) si emana in seguito un provvedimento amministrativo per accogliere le giuste osservazioni formulate dall'opposizione, riconoscendo di fatto il proprio errore, impegnando, cosi', il Parlamento in lunghe e defatiganti dispute prive di senso, perche' contraddette nei fatti pochi giorni dopo. (2-00448)