Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00449 presentata da MARINACCI NICANDRO (MISTO) in data 19970313
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri degli affari esteri e della difesa, per sapere - premesso che: le drammatiche notizie che stanno giungendo dall'Albania pongono sotto gli occhi del mondo la tragedia che si sta consumando in quel Paese: gli assalti alle caserme, ai depositi di armi e di munizioni, le violenze sulla popolazione civile, gli assassini che si stanno perpetrando ai danni dei civili indifesi che dissentono da forme di violenza commesse da bande armate che solo apparentemente sembrano senza guida e che, invece, sono organizzate da ex ufficiali rimasti fedeli al vecchio regime dispotico comunista di Enver Hoxa; l'esercito, che fino al 1991 si e' dimostrato tra i piu' agguerriti e addestrati eserciti d'Europa, oggi si sfalda come neve al sole senza colpo ferire; si fa disarmare da bande di rivoltosi, capeggiate, oltre che da esponenti del vecchio regime comunista, anche da delinquenti comuni locali che sembrerebbero al soldo di organizzazioni mafiose e malavitose, permettendo il precipitare della situazione senza difendere le libere istituzioni democratiche del paese e portando di fatto il medesimo verso il baratro della guerra civile; nonostante il Presidente della Repubblica Berisha abbia mostrato la piu' ampia disponibilita', creando le condizioni - anche attraverso la sapiente e generosa mediazione del nostro ambasciatore Paolo Foresti - per un governo di solidarieta' nazionale e incaricando della guida del governo un esponente del partito socialista, i tumulti non accennano a diminuire, anzi essi si sono allargati in tutta la nazione e continuano fino alle porte della capitale; il paese rischia di precipitare in una assurda guerra civile, con gravissime conseguenze per incontrollati, biblici afflussi sulle nostre coste meridionali, e della Puglia in particolare; senza un intervento tempestivo, l'Italia sara' costretta a spendere ingenti risorse finanziarie per difendere le coste dall'invasione degli albanesi, in un primo tempo non definibili come profughi. Successivamente il nostro Paese dovra' destinare ulteriori risorse per accogliere gli stessi profughi che, proprio in mancanza di un intervento immediato, saranno nel frattempo divenuti veri profughi; anzi, dovra' essere inviata la flotta a scopi umanitari per prelevarli direttamente dai porti albanesi per impedire ulteriori eccidi; la situazione di contrasto tra il nord ed il sud del paese diviene il vero elemento di pericolosita', rischiando di spaccare il paese in due e creando all'interno dell'Europa il nuovo "Libano dell'Adriatico" -: quali iniziative urgenti intenda avviare, anche in sede di Unione europea, affinche' con la massima urgenza nelle prossime ore si possa cercare di evitare che la tragedia possa ulteriormente degenerare; se non ritenga infine di approntare un contingente militare europeo di pace per garantire al governo delle larghe intese di ristabilire l'ordine e la legalita' in Albania, senza ulteriori inutili spargimenti di sangue, che garantirebbero a questa ancora gracile e nascente democrazia di operare in un clima piu' disteso e nel rispetto di quei valori di liberta' e di democrazia di cui la nostra nazione sta sempre di piu' diventando ambasciatrice nel mondo. (2-00449)