Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00190 presentata da LEONI CARLO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19970317
La III Commissione, premesso che: dopo decenni di brutale dittatura militare, che aveva isolato la Birmania dal resto del mondo e ridotto il paese alla fame, nel 1988 l'intera popolazione e' scesa in piazza per chiedere maggiore democrazia e migliori condizioni di vita. Il movimento vedeva insieme tutti gli strati sociali: dagli studenti ai lavoratori, dai monaci buddisti agli intellettuali; a guidare fin dall'inizio la protesta non violenta e' stata Aung San Suu Kyi, figlia del padre dell'indipendenza birmana. Il movimento democratico e' stato represso nel sangue e Aung San Suu Kyi nel 1989 venne messa agli arresti domiciliari; nonostante cio' la spinta democratica ha portato a libere elezioni nel 1990. L'Nld (la lega nazionale per la democrazia di Aung San Suu Kyi) ha avuto una maggioranza schiacciante. La giunta militare (Slorc) non ha accettato il passaggio di poteri e ha instaurato un regime ancora piu' brutale. Studenti, esponenti dell'Nld e persino monaci sono stati arrestati e torturati. Ogni liberta' democratica e' stata cancellata. Il conferimento a Aung San Suu Kyi del premo Nobel per la pace e la conseguente pressione internazionale non sono bastati a cambiare la situazione, ma sono serviti a far conoscere al mondo la battaglia non violenta di una donna e del suo popolo; dal 1995 la leader birmana e' di nuovo libera ma le intimidazioni, gli attentati e le limitazioni a lei e ai suoi collaboratori si susseguono. Aung San Suu KJi ha subi'to, alla fine del 1996, un attentato da parte di sostenitori della giunta. Gli studenti che a fine 1996 hanno manifestato a migliaia nelle strade di Rangoon, sono stati imprigionati e le universita' chiuse, ed Amnesty International denuncia da anni le sistematiche violazioni dei diritti umani. _ provato il coinvolgimento dei militari nel traffico internazionale di droga e l'uso dei bambini e delle minoranze etniche nei lavori forzati per la costruzione di opere pubbliche; di fronte al questa situazione, sono purtroppo molti gli investitori stranieri che vedono nella Birmania un nuovo promettente mercato e questo non fa che rafforzare i militari al potere; impegna il Governo: ad assumere le iniziative necessarie per far conoscere la grave situazione della Birmania all'opinione pubblica italiana ed europea; a condizionare la prosecuzione dei rapporti economici con la Birmania alla garanzia del rispetto, da parte del governo birmano, dei principi democratici e dei diritti umani, adoperandosi altresi' in sede europea ed internazionale affinche' nelle relazione con l'Asean (Alleanza del sud-est asiatico), che ha purtroppo deciso di includere nel suo seno anche la Birmania, si tenga conto dell'opportunita' che l'Unione europea mantenga le sanzioni adottate nei confronti della Birmania e non estenda a quest'ultima in modo automatico gli accordi posti in essere con gli altri paesi dell'Asean prima del ritorno della democrazia nel Paese. (7-00190)