Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00905 presentata da NARDINI MARIA CELESTE (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970318
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno, degli affari esteri e per la solidarieta' sociale. - Per sapere, in relazione alle drammatiche vicende in corso in Albania ed al conseguente afflusso di profughi albanesi nel territorio italiano: perche' non siano ancora stati individuati e resi operativi in Puglia i tre centri di prima assistenza per immigrati e profughi, previsti e finanziati da due anni in connessione con l'"operazione Salento"; quale sia stata la pianificazione dell'accoglienza e della prima assistenza nei giorni precedenti all'afflusso di massa dei profughi, le cui dimensioni erano facilmente prevedibili in considerazione del rapido precipitare della crisi; se in particolare siano stati definiti con congruo anticipo, coinvolgendo gli enti locali, piani di smistamento dei profughi nei centri pugliesi ed in altre regioni; se risponda al vero che, come denunciato ad esempio dall'organizzazione non governativa Ctm di Lecce e dallo stesso vescovo di Lecce, l'assistenza ai profughi condotti nei centri gestiti dal volontariato e da istituzioni religiose e' stata totalmente delegata agli operatori degli stessi centri; se sia stata offerta una possibilita' di rimpatrio con mezzi militari, insieme ai cittadini italiani sorpresi dalla crisi in Albania, ai cittadini albanesi provvisti di titolo di regolare soggiorno e visto di reingresso in Italia; quale sia la situazione dei profughi attualmente giunti in Italia, in ordine al loro numero, situazione familiare e sanitaria, dislocazione e status giuridico; se si sia provveduto ad attivare e mobilitare le risorse materiali, logistiche e umane della protezione civile; come il Governo intenda reagire, anche in termini sanzionatori, alle dichiarazioni, che gli interroganti ritengono moralmente riprovevoli e penalmente perseguibili, rilasciate alla stampa dal sindaco di Milano e da altri esponenti della Lega nord, circa la loro intenzione di contrapporsi, anche in termini di piazza, all'eventuale sistemazione di profughi nella stessa Milano e nell'Italia settentrionale; in che termini si sia provveduto a tutelare l'integrita' dei nuclei familiari, il contatto o il ricongiungimento dei profughi con parenti gia' residenti in Italia e il reperimento di eventuali parenti dei minori non accompagnati; se si siano puntualmente informati i profughi del loro diritto di chiedere asilo in Italia ai sensi della convenzione di Ginevra e della legge n. 39 del 1990, quanti ne abbiano fatto uso, e se non si ritenga utile una trasferta in Puglia della commissione ministeriale per il riconoscimento dello status di rifugiato, come gia' avvenne nel 1991, al fine di un rapido esame delle domande; se si siano coinvolte, e se comunque si ritenga utile coinvolgere, operatori degli organismi di tutela dei diritti umani e dell'asilo, nelle operazioni di prima assistenza, identificazione e primo orientamento dei profughi, anche per coadiuvare l'encomiabile sforzo degli operatori di polizia; quali siano l'entita' e la destinazione degli stanziamenti effettuati e previsti per l'assistenza e l'accoglienza dei profughi e per rendere possibili, anche in considerazione dell'esperienza precedente nell'ex Jugoslavia, progetti degli enti locali e dell'associazionismo finalizzati sia all'accoglienza e all'integrazione sia al futuro eventuale rimpatrio assistito dei profughi; quale sia lo status giuridico dei profughi che non intendano chiedere asilo in Italia, e se non si ritenga necessario attribuire loro, come gia' previsto dall'articolo 5 del recente decreto interministeriale sui flussi d'immigrazione per il 1996, permessi di soggiorno per motivi umanitari di congrua durata validi per lavoro e studio, rinnovabili qualora ne permangano i presupposti in Albania; se non si ritenga utile, vista anche l'esperienza tuttora in corso dei profughi dall'ex Jugoslavia e per prevenire un possibile esito di clandestinizzazione di massa, prevedere che tali permessi di soggiorno, una volta normalizzatasi la situazione in Albania, possano dar luogo al rimpatrio volontario ed assistito o essere trasformati in regolari permessi di soggiorno per altri motivi, in presenza di situazioni di integrazione lavorativa e sociale e/o di legami familiari in Italia; se in pari tempo, allo scopo di limitare un uso improprio dell'accoglienza umanitaria a fini di immigrazione per lavoro e di combattere la speculazione ai danni dei profughi, ed anche di stimolare la ricostruzione di un embrione di Stato di diritto, non si ritenga necessario annunciare gia' oggi l'apertura di flussi d'ingresso legale in Italia per lavoro stagionale e stanziale, a partire dal momento in cui si sara' nuovamente strutturato un potere democratico in Albania; quali siano gli interventi a carattere umanitario attuati o previsti dal Governo in Albania, anche di concerto con l'Unione europea e gli organismi internazionali, per rispondere alle drammatiche carenze di generi di prima necessita' e medicinali denunciate in molte aree dell'Albania, che sono causa secondaria della disperazione e dell'esodo; se non si intenda rassicurare il Parlamento e l'opinione pubblica sulla volonta' del Governo di non ricorrere in alcun caso al rimpatrio coatto in termini analoghi a quelli del 1991; se e come si intenda valorizzare la preziosa esperienza delle associazioni e delle organizzazioni non governative gia' impegnate in termini di aiuto allo sviluppo e progetti di solidarieta' in Albania e/o nei confronti di cittadini albanesi; se non intendano costituire presso la Presidenza del Consiglio dei ministri un tavolo di collegamento tra associazionismo, enti locali e Governo stesso, analogo a quello costituitosi con la legge n. 390 del 1992; se non ritengano di dover varare un decreto urgente, anche in deroga della contabilita' generale dello Stato, per finanziare interventi relativi alle misure di accoglienza degli sfollati; se infine non ritengano che l'emergenza dei profughi albanesi renda assolutamente urgente il varo di un'organica riforma legislativa dell'asilo, sia "politico" sia "umanitario", aderente al dettato costituzionale e adeguata alle crisi di fine secolo, e perche' non sia ancora stato trasmesso al Parlamento l'annunciato disegno di legge governativo in materia. (3-00905)