Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00913 presentata da BERGAMO ALESSANDRO (FORZA ITALIA) in data 19970319
Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dell'interno. - Per sapere - premesso che: la situazione disoccupazionale in Calabria ha raggiunto ormai quote non piu' sostenibili; i problemi del mancato sviluppo della regione derivano da ataviche situazioni, imputabili certamente anche ad una classe politica disattenta ed impegnata principalmente a gestire interessi localistici e personali, tradendo il mandato ricevuto attraverso il consenso elettorale; gli effetti gravi dell'emarginazione e dell'enorme divario che separa questa terra dalle altre realta' produttive, nonche' la pressoche' totale mancanza di infrastrutture che impediscono un suo facile collegamento con il resto dell'Europa, si evidenziano oggi in tutta la loro drammaticita'; la grande massa dei senza lavoro e di quanti hanno perso l'impiego non riesce ad essere assorbita dagli strumenti di ripiego e dagli ammortizzatori sociali previsti per le aree di crisi; appaiono sempre piu' incerti e incompatibili con lo stato di disagio totale gli interventi governativi che si esplicitano esclusivamente nel pianificare un nuovo modello di assistenzialismo; questo tipo di "politica facile", incapace di generare prodotto, e quindi lavoro stabile, non rappresenta altro che il solito "pannicello caldo" posto in essere dai governi consociativi del recente passato, responsabile della piaga che oggi risulta difficile da contenere; per le giovani generazioni, che resistono ancora a voler rimanere legate alla propria terra di origine, vi e' l'assoluta mancanza di certezze per il proprio futuro; e' opportuno riportare un esempio per far comprendere la realta': a Scalea, in provincia di Cosenza, il signor Francesco Annunziata, disoccupato e padre di cinque figli, non ha la possibilita' di pagare la bolletta dell'Enel, per cui questa famiglia vive senza corrente elettrica; l'Annunziata non ha nemmeno la possibilita' di acquistare un po' di carburante per la sua vecchia automobile e siccome egli abita in una contrada distante dal centro cittadino, peraltro non servita dallo scuolabus comunale, non e' in condizione di far frequentare le scuole ai suoi figli; va da se' che la pubblica amministrazione, pur conoscendo tale penosa situazione, nulla ha mosso per aiutare questa sfortunata famiglia; ogni commento appare superfluo, ma trovano facili spiegazioni le motivazioni che spingono padri di famiglia in preda alla disperazione per la perdita del posto di lavoro a togliersi la vita, come recentemente e' accaduto piu' volte; le responsabilita' di queste e innumerevoli altre vicende sono di tutti, ma soprattutto, a parere dell'interrogante, di quella complessa commistione e di quell'intricato intreccio costituito da governanti, sindacati e alcuni privilegiati grandi gruppi industriali del Nord, che nel corso degli ultimi decenni hanno operato per tornaconto personale ed interessi di bottega, scelleratamente dilapidando un mare di risorse pubbliche destinate ad incentivare l'occupazione nel Mezzogiorno d'Italia, ma che invece hanno illuso i lavoratori meridionali e provocato il disastro attuale; un chiaro esempio di cio' che si afferma e' quanto accaduto di recente nello stabilimento tessile della Marzotto - ex Marlane - di Praia a Mare dove, a seguito dell'accordo del 6 aprile 1996, e quindi in piena campagna elettorale per le elezioni politiche dello scorso anno, si e' aperto un nuovo reparto di filatura con assunzioni con contratto di formazione lavoro; contestualmente, si e' attuata una poco chiara riduzione del personale in servizio e diversi lavoratori ora sono disoccupati o mobilitati, e quindi prossimi alla disoccupazione; riesce tra l'altro estremamente difficile comprendere lo stato di crisi di questa azienda, dal momento che risulta che la ex Marlane ha avuto notevoli commesse esterne; nella campagna elettorale delle politiche del 21 aprile 1996, prima ricordata, i candidati dell'Ulivo, nonche' sostenitori e sindacalisti vari, fecero di questa operazione di finanziamento pubblico un uso politico inaccettabile e strumentale, sostenuto dallo stesso Ministro cui l'interrogante si rivolge, promettendo posti di lavoro a centinaia di giovani senza lavoro; migliaia di questi ragazzi furono poi esclusi dalla "selezione" -: se non si ritenga opportuno intervenire con urgenza per verificare e portare a conoscenza se tutti gli accordi del 6 aprile 1996 siano stati rispettati; se sia vero che sono avvenute "morti bianche" in quella fabbrica nell'assoluta omerta' e per quali patologie; se sia vero che alcuni sindacalisti interni abbiano attivita' collaterali all'azienda e che solo i parenti di alcuni di questi "difensori dei lavoratori" sono rientrati in azienda; se l'operazione di svendita dell'intero gruppo Lanerossi dall'Eni alla Marzotto, per soli centosessanta miliardi di lire non sia stata la solita "privatizzazione-regalo" usata con allegria dai grandi "boiardi" di Stato in favore dei loro amici; quanti finanziamenti comunitari, nazionali e regionali abbia fin ora ottenuto complessivamente la Marzotto, e segnatamente per la ex Marlane di Praia a Mare; se sia stata correttamente applicata la legge n. 233 del 1991; quali improcrastinabili iniziative, tese alla salvaguardia dei posti di lavoro esistenti, nonche' al reintegro di quelli perduti, intenda assumere il Ministro del lavoro e della previdenza sociale. (3-00913)