Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00197 presentata da BUTTIGLIONE ROCCO (MISTO) in data 19970319
La III e la IV Commissione, viste le drammatiche notizie che giungono dalla vicina Albania, che pongono sotto gli occhi del mondo la tragedia che si sta consumando in quel Paese; considerata la gravita' degli assalti alle caserme, ai depositi di armi e munizioni, delle violenze sulla popolazione civile, degli assassinii che si stanno perpetrando ai danni dei civili indifesi che dissentono da forme di violenza commesse da bande armate che solo apparentemente sembrano senza guida e che, invece, sono in realta' organizzate da ex ufficiali rimasti fedeli al vecchio regime dispotico comunista di Enver Hoxa; considerato inoltre che l'esercito, che fino al 1991 si e' dimostrato tra i piu' agguerriti e addestrati eserciti d'Europa, oggi si sfalda come neve al sole senza colpo ferire; si fa disarmare da bande di rivoltosi, capeggiate, oltre che da esponenti del vecchio regime comunista, anche da delinquenti comuni locali al soldo di organizzazioni mafiose e malavitose, permettendo il precipitare della situazione senza difendere le libere istituzioni democratiche del Paese e portando di fatto il Paese verso il baratro della guerra civile; considerato altresi' che, nonostante il Presidente della Repubblica Berisha abbia mostrato la piu' ampia disponibilita', creando le condizioni - anche attraverso la sapiente e generosa mediazione del nostro ambasciatore Paolo Foresti - per un governo di solidarieta' nazionale e incaricando della guida del Governo un esponente del Partito socialista, i tumulti non accennano a diminuire, anzi si sono allargati in tutta la nazione e continuano fino alle porte della capitale; valutato che la giovane democrazia albanese rischia di precipitare in una assurda guerra civile, con gravissime conseguenze per incontrollati, biblici afflussi sulle nostre coste meridionali e della Puglia in particolare; rilevato che senza un intervento tempestivo, l'Italia sara' costretta a spendere ingenti risorse finanziarie per difendere le coste dall'invasione degli albanesi in un primo tempo non definibili come profughi, e che, successivamente, il nostro Paese dovra' destinare ulteriori risorse per accogliere gli stessi profughi, che proprio in mancanza di un intervento immediato saranno nel frattempo divenuti veri profughi (anzi dovra' essere inviata la flotta a scopi umanitari per prelevarli direttamente dai porti albanesi per impedire ulteriori eccidi); rilevato inoltre che la situazione di contrasto tra il Nord ed il Sud del Paese diviene il vero elemento di pericolosita', rischiando di spaccare il Paese in due e creando all'interno dell'Europa il nuovo "Libano dell'Adriatico"; impegnano il Governo: a promuovere una forte iniziativa politico-diplomatica per affrontare la crisi albanese, tesa a rafforzare l'Unione europea e l'Ueo come fonte di legittimita' di qualsiasi iniziativa di ordine pubblico e militare; a sollecitare l'Unione europea a prendere una iniziativa unitaria per richiedere la costituzione di una forza multinazionale con autonomia operativa, che raccordi ogni azione militare e di supporto operativo; ad adoperarsi affinche' si pervenga in sede europea ad una determinazione volta ad approntare un contingente militare europeo di interposizione e di pace, per garantire al governo delle larghe intese il ristabilimento dell'ordine pubblico, con il recupero degli ingenti quantitativi di armi saccheggiate dagli arsenali militari ed il quanto piu' sollecito ritorno alla legalita' in Albania, senza ulteriori inutili spargimenti di sangue, consentendo a questa ancora gracile e nascente democrazia di operare in un clima piu' disteso e nel rispetto di quei valori di liberta' e di democrazia di cui la nostra Nazione sta sempre di piu' diventando ambasciatrice nel mondo; a garantire, entro il quadro cosi' definito in sede europea, il massimo impegno attivo della forza multinazionale, pur con la necessaria attenzione ai compiti e ai limiti che gli organismi internazionali riterranno convenienti; a promuovere in sede europea una sessione del Consiglio d'Europa tesa allo studio di un piano di aiuti economico-finanziari per progettare una crescita pacifica e democratica dell'Albania, prevedendo come primo passo: a) la costituzione di un prestito internazionale che crei le risorse necessarie per la restituzione dei depositi ai piccoli risparmiatori coinvolti nelle finanziarie fallite; b) l'acquisto degli ingenti quantitativi di armi ancora nelle mani dei ribelli, per assicurare il disarmo e ripristinare condizioni minime di convivenza civile; c) la partecipazione della comunita' internazionale all'onere dell'intervento economico-finanziario con l'assunzione generosa di piu' forte responsabilita' da parte dell'Italia in quanto piu' direttamente interessata ad una situazione di tranquillita' nell'area mediterranea dell'Europa. (7-00197)