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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00200 presentata da PEZZONI MARCO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19970319

La III Commissione, premesso che: un grave dramma si sta sviluppando nella regione dei Grandi Laghi africani, con pesanti rischi anche di scontri armati diretti tra Ruanda e Zaire, anche per la presenza nel sud del Kivu e lungo le frontiere di Banyamulenghe, cioe' Tutsi armati d'origine ruandese, penetrati nella parte orientale dello Zaire; l'avanzata di queste forze, comandate da Laurent Kabila, ha gia' conquistato l'intero est dello Zaire e la terza citta' del paese, Kisangani, importante porto fluviale a 1500 chilometri dalla capitale; l'elemento piu' grave della crisi e' costituito dalla presenza di due milioni di profughi ruandesi in territorio zairese, a loro volta inquadrati, almeno in parte, da membri del vecchio esercito ruandese; si verificano percio', contemporaneamente, una minaccia di guerra tra Zaire e Ruanda ed una guerra civile all'interno di quest'ultimo paese; questo scontro vale il potere centrale da un lato, ed i Banyamulenghe, il Partito della rivoluzione popolare, il Consiglio nazionale della resistenza per la democrazia ed il Movimento di liberazione dello Zaire, dall'altro lato. Questi ultimi pensano di trarre profitto da una situazione di disfacimento dello Zaire, di fatto in corso ormai da tre anni; la situazione dello Zaire preoccupa l'opinione pubblica internazionale anche perche' si tratta di un grande Stato, dotato di immense ricchezze naturali e confinante con ben undici altri paesi; tutto cio' si situa nel quadro di una crisi generale che investe i singoli paesi, cosi' come tutta l'area a partire dal 1990; nel Burundi era stata adottata nel 1992 una costituzione democratica, che prevedeva il multipartitismo. Su questa base si erano svolte le elezioni democratiche che avrebbero potuto porre fine alle faide tribali tra la maggioranza hutu e la minoranza tutsi. Ma nell'ottobre 1993 un colpo di Stato militare ha rovesciato il governo eletto, provocato l'uccisione del presidente civile N'Dadaye e di altri esponenti politici, compromesso il processo democratico, riacceso le faide tribali e dato inizio ad un periodo di massacri ed esodi di massa. Le pressioni internazionali, appoggiate da ONU e OUA, portavano nell'aprile 1994 alla nomina di un altro presidente civile, Ntaryamira, pero' deceduto, poco dopo, in un incidente aereo, aprendo la strada a una nuova crisi ed un nuovo colpo di stato militare; in Ruanda, relativamente stabile fino al 1990, si apriva in quell'anno una crisi, sia per gli atteggiamenti antidemocratici assunti dal presidente Habyarimana, sia per la grave crisi economica e la carestia, sia ancora per l'arrivo massiccio dei profughi ruandesi. Il fronte patriottico ruandese iniziava una guerra armata, che sfociava, auspici ONU, OUA, Francia, Belgio, Stati Uniti, in un accordo, nel 1993, per la creazione di un "governo di transizione a larga base". Ma la crisi riesplodeva poco dopo per le diverse interpretazioni degli accordi, le reticenze di Habyarimana, le tensioni regionali-tribali. In questo quadro, avveniva l'incidente aereo, di cui cadevano vittime sia Habyarimana, sia Ntaryamira. Nel giro di pochi mesi, cosi, trovavano la morte ben tre presidenti dei due paesi (Burundi e Ruanda), scatenando ulteriori conflitti violentissimi tra tutsi e hutu; nei tre paesi si e' di fronte ad una catastrofe umanitaria senza precedenti, che minaccia milioni di individui, in aree gia' sovrappopolate, rispetto alla disponibilita' di risorse agricole ed alimentari; la comunita' internazionale ha prima deciso e poi annullato l'invio di una forza multinazionale, invio che, invece, andrebbe riconfermato al piu' presto, proprio per ragioni umanitarie; impegna il Governo: ad agire nelle sedi internazionali opportune, a partire da Nazioni Unite e Unione Europea, per la risoluzione della grave questione; a confermare urgentemente la decisione dell'invio di una forza umanitaria multinazionale per sostenere la creazione di un regime democratico nello Zaire, solo modo per garantire a quel paese la stabilita' e l'integrita' statuale, in quanto il suo disfacimento avrebbe conseguenze incalcolabili per tutta l'Africa centrale; contribuire a mettere fine alle guerre civili che minacciano i vari Stati e i prodromi di guerra tra uno Stato e l'altro, per far si' che la sicurezza di ciascuno di questi stati non avvenga a scapito di quella degli altri; a sostenere politiche di riconciliazione nazionale in ciascuno dei tre paesi, favorire la ripresa di processi di democratizzazione, tutto cio' anche come fattore di garanzia per il ritorno pacifico e volontario dei rifugiati; a sollecitare un'intensificazione degli sforzi, anche economici e finanziari, della comunita' internazionale per aiuti articolati e multisettoriali per la ricostruzione di Burundi, Ruanda e Zaire; a garantire la sicurezza fisica e giuridica dei profughi ed il loro ritorno, nonche' il diritto-dovere a giusti processi nei confronti degli accusati di genocidio e di crimini contro l'umanita'; a valutare le possibilita di una soluzione globale nella regione attraverso una Conferenza di pace, sulla sicurezza, la stabilita', lo sviluppo riguardante tutti i paesi dell'area, sotto l'egida delle Nazioni Unite e dell'Organizzazione per l'unita' africana. (7-00200)

 
Cronologia
martedì 18 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 308 voti favorevoli e 223 contrari, l'emendamento 1.57 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo 1 del D.L. 31 gennaio 1997, n. 11, Misure straordinarie per la crisi del settore lattiero-caseario ed altri interventi urgenti a favore dell'agricoltura (AC 3131), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

martedì 25 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In occasione del quarantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, iniziano in Campidoglio a Roma, i lavori della Conferenza intergovernativa tra i Paesi membri dell'Unione europea per la revisione del Trattato di Maastricht.