Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00928 presentata da PEZZOLI MARIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970401
Al Ministro delle finanze. - Per conoscere - premesso che: la circolare n. 48/E del 26 febbraio 1997 detta le istruzioni pratiche per l'applicazione delle norme di cui al provvedimento collegato alla legge finanziaria per il 1997, in materia di societa' non operative; il punto 2.2 della circolare, nello stabilire i criteri per la determinazione del valore dei beni e delle immobilizzazioni che "devono essere assunti in base alle risultanze medie dell'esercizio e dei due precedenti", ad un certo punto illustra le modalita' con cui deve essere calcolato l'investimento medio che una societa' ha realizzato nel corso dei tre esercizi, con la seguente espressione: "Pertanto, assumendo IA, IB e IC come investimenti dall'esercizio riferibili rispettivamente ai beni a), b) e c), si avra' che: IA=ai x g + a2 x g + ... + an x g/gt; IB=bl x g + b2 x g + ... + bn x g/gt; IC=cl x g + c2 x g + ... + cn x g/gt; dove g rappresenta il numero dei giorni di mantenimento nella societa' di ogni singolo bene per ciascun esercizio interessato e gt il numero totale dei giorni di ciascun esercizio"; tale metodo di calcolo, come e' stato autorevolmente riferito nei commenti apparsi prima dell'emanazione della circolare sui principali quotidiani economici italiani, "e' complicato nella sua attuazione"; "e' difficilmente attuabile per i crediti, dato che la loro movimentazione puo' essere variabile nel corso del periodo d'imposta"; "e' complicatissimo per i titoli, specialmente per quelli dell'attivo circolante, eventi una rapida movimentazione"; com'e' evidente dal contenuto della circolare, tali importanti indicazioni non sono state tenute in alcun conto dal ministero, che e' rimasto radicato nel suo proposito originario di vessare i contribuenti con un inutile, difficoltoso e dispendioso strumento di calcolo, il cui autore materiale molto probabilmente non si rende neppure conto del costo aggiuntivo, in termini di aggravio contabile, che determina in capo alle aziende; dati gli analoghi esempi gia' verificatisi in passato, viene spontaneo pensare che all'interno del ministero esista una mano misteriosa che prova un'insana soddisfazione nell'oberare i contribuenti di procedure tanto farraginose quanto inutili -: se sia questo l'esempio della volonta' semplificativa che caratterizzera' anche in futuro l'azione del ministero delle finanze. (3-00928)