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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00139 presentata da COMINO DOMENICO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19970407

La Camera, premesso che: il desiderio di fuga degli albanesi verso l'Italia e' stimolato dal fatto che in Albania anche la piu' umile capanna dispone di antenna satellitare, che, grazie al contrabbando, costa molto poco, ma che porta le immagini della nostra televisione ai cittadini albanesi, che parlano l'italiano, ma, essendo privi degli strumenti culturali per leggere la realta' italiana, scambiano facilmente la pubblicita' del "Mulino Bianco" o il cinguettio degli uccelli con la rappresentazione realistica dell'Italia; sembra che coloro che scappano, piu' che gente comune, siano soprattutto funzionari e poliziotti compromessi con il passato regime, che vengono in Puglia, stracciano i documenti, ne rifanno di nuovi cambiando identita', seppellendo il passato di crimini al servizio dello stato socialista, antidemocratico ed oppressivo; pertanto a costoro non puo' essere riconosciuto ne' il titolo di profugo, ne' quello di refugee (cioe' rifugiato politico, secondo la convenzione di Ginevra del 1953); ne' il Parlamento ne' i cittadini sono a conoscenza dei reali rapporti ed affari intercorsi tra l'Italia e l'Albania, soprattutto nel periodo quando era in vigore il blocco verso la ex-Iugoslavia in guerra ed i paesi dell'est europeo in genere; l'Albania era la via attraverso la quale venivano contrabbandate armi, petrolio e droga, come dimostra anche il sequestro della nave "Vera Luca"; sembra che la causa scatenante l'esodo dei cittadini albanesi verso l'Italia, e non verso i paesi confinanti, non sia la guerra civile, in quanto in Albania non c'e' rivoluzione, non c'e' fame e non c'e' persecuzione, ma sia stato il fatto che gli enormi capitali dei contrabbandieri del sud dell'Albania siano finiti e si siano persi nelle "piramidi" messe in piedi dalla Sacra corona unita, con la collaborazione della camorra e della mafia, senza che il Governo italiano sia mai intervenuto; si tratta di una rivolta senza soluzione in Albania, perche' la soluzione e' in Italia, per le compromissioni del Governo italiano con il regime totalitario di Tirana, ed in Puglia, per il furto perpetrato dalla Sacra corona unita ai danni degli albanesi, tramite le "finanziarie truffa"; l'Unione europea e l'Onu hanno scaricato sull'Italia il problema Albania, ben sapendo che e' stata l'Italia, come detto nelle premesse, a determinare la causa scatenante della rivolta; le soluzioni del problema Albania possono essere due, e cioe': a) o si ribalta l'attuale soluzione politica, ma cio' non e' facile, perche' il presidente Berisha, eletto, secondo quanto denunciato da organi internazionali, con brogli elettorali che possono essere attribuiti alla malavita locale, puo' anche cambiare, ma poiche' il Parlamento, come pure il partito democratico, sono del presidente Berisha, c'e' il rischio che venga eletto un altro presidente della stessa natura; b) oppure l'Italia dovra' per sempre, farsi carico del problema Albania, come sta facendo dal 1991; impegna il Governo: a chiarire quali siano stati i reali ed ancora oscuri rapporti tra l'Italia e l'Albania durante la guerra in ex-Jugoslavia, e quali pagine, anch'esse ancora oscure, siano state scritte dal Governo italiano con quello albanese in riferimento al traffico clandestino di armi e di petrolio, riferendo anche del caso della nave albanese "Vera Luca", posta sotto sequestro nel porto di Trieste; a dire chiaramente se la missione militare in Albania, alla quale la comunita' internazionale ha condannato l'Italia, sia da intendere come un risarcimento dei danni, causati dalla connivenza della malavita italiana con quella albanese e dell'est europeo in generale, per la mancanza di controlli messi in atto dal Governo italiano; ad intensificare il blocco navale a ridosso dell'Albania, in quanto non essendovi ne' guerra civile, ne' fame, ne' persecuzioni in atto, non possono essere considerati profughi ne' rifugiati coloro che, violando sia la legge albanese sull'emigrazione che quella italiana sull'immigrazione, tentano di entrare illegalmente nello Stato italiano e quindi in Europa; a rimpatriare immediatamente i clandestini di ogni nazionalita' presenti nel territorio dello Stato italiano; a non far gravare sui contribuenti dell'Italia settentrionale nessun onere relativo all'eventuale operazione Albania, comprendendovi pure le spese relative al rimpatrio dei clandestini, in quanto le regioni del Nord non hanno nulla a che fare con le coperture politiche date al sistema mafioso che ha scatenato l'attuale caos albanese. (1-00139)

 
Cronologia
mercoledì 2 aprile
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Presidente del Consiglio Prodi si reca per una visita lampo in Albania e al suo ritorno illustra un piano di missione internazionale per fronteggiare l'emergenza albanese: “Operazione Alba”. L'intervento militare incontra la netta opposizione di Rifondazione comunista.

mercoledì 9 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolge alla Camera la discussione sulle mozioni relative alla missione multinazionale di pace in Albania. La risoluzione sottoscritta dai presidenti di gruppo dell'Ulivo e del Polo (n. 6-00017), su cui il Governo esprime parere favorevole è approvata, ma i gruppi di Rifondazione comunista e della Lega nord esprimono parere contrario. Il Presidente del Consiglio si reca dal Presidente della Repubblica, che invita il Governo a presentarsi alle Camere.