Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00212 presentata da RASI GAETANO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970409
La X Commissione, premesso che la direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (emanata il 19 dicembre 1996) ha per obiettivo il completamento di un mercato interno dell'energia elettrica, con il progressivo superamento dell'ambito nazionale per la sicurezza degli approvvigionamenti e per l'azione delle imprese elettriche, e che il suo recepimento e la sua attuazione rappresentano una opportunita' per la riforma del settore elettrico italiano, superando il monopolio pubblico che, a trentacinque anni dalla sua costituzione, ha esaurito la sua funzione storica; considerato che, indipendentemente dalla direttiva 96/92/CE, fin dal 1992 l'Italia ha deciso di avviare un processo di privatizzazione dei servizi pubblici, compreso quello elettrico - volonta' piu' volte confermata dal Parlamento nel corso di tre legislature - al fine di un miglior assetto produttivo nazionale e del pubblico interesse; considerato altresi' che occorre dare priorita' alla liberalizzazione del settore rispetto alla privatizzazione dell'ente elettrico pubblico (Enel), tenendo conto che la messa in vendita di un tale ente, cui fa capo circa il 70 per cento dell'offerta ed il 90 per cento della domanda dell'energia elettrica del paese, senza una preventiva modifica delle regole del settore, rischia di aver riflessi negativi duraturi sull'economia e sul servizio nazionale; preso atto che la Commissione consultiva per l'individuazione dei metodi, delle procedure, delle priorita' e delle scelte di merito piu' idonee al fine di promuovere la liberalizzazione nel mercato dell'energia, la progressiva concorrenza tra i produttori, le migliori garanzie a favore degli utenti e della tutela ambientale, istituita dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato il 24 settembre 1996, ha concluso i suoi lavori con un documento, gia' trasmesso al Parlamento; tenuto conto dell'esigenza che sia il Parlamento ad esprimere gli indirizzi sul processo di liberalizzazione del mercato elettrico, con il suo corollario di promozione della concorrenza tra i produttori e tra i distributori e di garanzie per la tutela degli interessi degli utenti e dell'ambiente; impegna il Governo: a recepire ed attuare la direttiva 96/92/CE, per il mercato europeo dell'energia elettrica, procedendo in primo luogo ad una nuova disciplina nel funzionamento del settore elettrico, con consistente riduzione della posizione dominante dell'Enel e contemperando sia l'esigenza di competitivita' delle aziende elettriche che le garanzie di universalita', qualita', sicurezza del servizio pubblico, di uso efficiente delle risorse e di tutela del territorio e dell'ambiente globale; a favorire, il piu' rapidamente possibile, forme di concorrenza nella produzione, definendo una dimensione aziendale idonea per realizzare, da una parte, economie di scala e capacita' di investimenti, anche innovativi, dall'altra, l'ingresso di una pluralita' di soggetti imprenditoriali; liberalizzando completamente le linee di interconnessione internazionali, su cui transita l'energia elettrica d'importazione; introducendo un processo di revisione del rilascio delle concessioni, in cui le regioni assumano un ruolo piu' attivo, collocando cosi' l'utilizzo delle risorse endogene (come l'acqua per l'idroelettrico) in un contesto di programmazione e gestione delle risorse territoriali, in linea con la politica di decentramento amministrativo; ad attuare tempestivamente la separazione della rete di trasmissione dalle altre funzioni e, in quanto monopolio tecnico ed indivisibile e cerniera dell'intero sistema, mantenerla sotto controllo pubblico, associandola al dispacciamento nelle mani di un gestore neutro, che garantisca l'accesso a tutti i soggetti interessati (produttori ed utenti) in maniera non discriminatoria, con tariffe fissate dall'Autorita' di settore; il gestore deve operare in regime di concessione e con capacita' di gestione, manutenzione e sviluppo della rete; a promuovere l'apertura di un mercato per i clienti idonei, cioe' in condizioni di concludere contratti di fornitura, anche creando una borsa dell'energia elettrica in alta tensione, il cui gestore coincide naturalmente con il gestore della trasmissione; a promuovere una almeno parziale liberalizzazione della distribuzione, con la formazione di una pluralita' di soggetti gestori-manutentori in esclusiva della rete di distribuzione di una certa area, effettivamente indipendenti, operanti in regime di concessione con obbligo di servizio pubblico, raggruppati in consorzi con opzioni di partecipazione mista (pubblico e privato), razionalizzando cosi' la situazione distributiva nelle aree dove operano contemporaneamente Enel ed altri soggetti; per ragioni di competitivita', il numero dei distributori non puo' essere elevato, si prevede minore delle attuali quattordici direzioni di distribuzione dell'Enel; nella concessione deve essere previsto il diritto di vendita ai clienti vincolati, con tariffa unica fissata dall'Autorita' di settore (ai sensi della legge n. 481 del 1995), con la contropartita dei contratti di programma che prescrivono l'obbligo del servizio universale con la previsione del soggetto sostitutivo; a favorire la creazione di un sistema di tariffe trasparente e basato su criteri definiti, in applicazione della legge n. 481 del 1995, in particolare per quanto riguarda la tariffa unica nazionale per il mercato vincolato; a mantenere nell'ambito del Ministero dell'industria (o sue trasformazioni) la competenza della programmazione a lungo termine dell'energia elettrica, compresi gli indirizzi per le riserve strategiche, che comunque rimangono di pertinenza dei produttori; a favorire la piu' ampia diversificazione delle fonti energetiche primarie (compresi i combustibili fossili di vasta distribuzione geografica) ed a correggere le distorsioni della normativa riguardanti le fonti rinnovabili, introdotta dal 1991 ad oggi, rivedendo drasticamente il regime degli incentivi, riportandolo solo all'uso delle fonti effettivamente rinnovabili e rifiuti che contribuiscono al miglioramento dell'impatto ambientale locale e globale. (7-00212)