Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00477 presentata da TASSONE MARIO (MISTO) in data 19970409
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dei beni culturali e ambientali, per sapere - premesso che: la mancata razionalizzazione dell'industria turistica nazionale ha generato profonde distorsioni nella fruizione dei beni culturali ed ambientali del nostro Paese, fruizione che si e' venuta concentrando nelle cosiddette "citta' d'arte", di valore e di notorieta' universali (Roma, Firenze, Venezia); d'altra parte, ricorrenti manifestazioni di disagio e di allarme da parte delle comunita' civili delle predette citta' dovrebbe indurre finalmente le autorita' dello Stato a studiare, con l'urgenza necessaria, misure idonee per porre in essere un piano nazionale di valorizzazione integrata "turismo, cultura, ambiente", aiutando la ridislocazione sul territorio, specie nel Mezzogiorno, delle correnti turistiche, sia estere sia interne, sul presupposto che il nostro Paese ospita e custodisce (non sempre al meglio!) circa il settanta per cento dell'intero patrimonio mondiale di arte e che la provincia italiana dispone al riguardo di inestimabili risorse; da tale piano, articolato nei bacini regionali interessati, potrebbero attendersi, legittimamente, significative ricadute in merito ai seguenti fattori: a) alleggerimento della pressione ambientale e demografica sulle comunita' delle citta' d'arte che debbono essere sostenute nella gestione ecologicamente compatibile dei ricorrenti flussi turistici e della rete delle aree espositive dedicate alla cultura, alla archeologia, alla scienza, alla tecnologia, e a quant'altro; b) incremento delle strutture di esposizione e di accoglienza nelle zone territoriali regionali, facilitandone anche le comunicazioni ed i trasporti per rendere agevole e redditizio il decentramento sia della valorizzazione dei beni culturali, sia della ospitalita' in tutti i periodi dell'anno; c) salto di qualita' nella formazione, nelle aree regionali di interesse, delle risorse giovani, per un accompagnamento colto ed informato delle componenti turistiche presenti nel nostro Paese; d) arricchimento del sistema delle piccole e delle medie imprese che operano nell'accoglienza, nella ospitalita', nella informazione, con correlata diffusione di nuova occupazione legata a nuovi mestieri e professioni; in base ai princi'pi della programmazione concertata (legge n. 662 del 1996) e' compito e responsabilita' della autorita' centrale di Governo fornire, alle componenti del partenariato (enti locali, associazioni di imprese, insediamenti per la formazione professionale, organizzazioni finanziarie, eccetera), le linee guida per porre in essere progetti specifici di azione; anche identificando modelli operativi integrati afferenti a: a) itinerari culturali, scientifici ed ambientali, quali ad esempio: "la via dei Borbone", "itinerari della scienza a Roma, nel Lazio ed in Abruzzo", "le abbazie cistercensi ed i conventi benedettini", "le citta' e le isole fortificate del Mediterraneo", gia' presentati per iniziative di associazioni culturali e turistiche a carattere privato; b) servizi di telecomunicazione, attivati via satellite per diffondere nel mondo l'immagine dell'Italia e delle sue risorse; c) sostegno negli ambiti regionali all'ammodernamento ed al coordinamento delle unita' di accoglienza e di ospitalita' (alberghi, locande, pensioni, seconde case), finalizzando la concessione di incentivi alla definizione di programmi turistico-culturali di area -: in che modo intenda dare corso agli impegni programmatici dichiarati in occasione delle elezioni del 1996 che, per quanto concerne il miglioramento della qualita' del sistema turistico italiano, recitano: "il primo degli obiettivi del Mezzogiorno e' rigenerare il tessuto delle risorse umane e imprenditoriali, cioe' la capacita' di gestione del territorio e della ospitalita' e di promozione delle attivita' locali. Il Mezzogiorno deve vincere la gara con gli altri paesi del Mediterraneo per offrire elevati standard ai cittadini europei che sempre piu' numerosi intendono trascorrere lunghi periodi della propria vita "nei paesi del sole""; se, in conformita' con la disposizione della legge n. 662 del 1996 (articolo 2, commi 202 e seguenti), intenda promuovere una "intesa istituzionale di programma" nella quale i soggetti ammessi (amministrazioni centrali dello Stato e regioni) si impegnano a collaborare per la realizzazione di un piano pluriennale di interventi d'interesse comune o funzionalmente collegati, con specifico riferimento: a) alla progettazione di "itinerari culturali" da strutturare in aree espositive, da sostenere mediante supporti di divulgazione colta e da favorire con appropriate misure logistiche nel campo dei trasporti, anche regionali; b) alla previsione di progetti di formazione per migliorare le dotazioni culturali e di accompagnamento a disposizione nelle aree locali di interesse, anche destinando a questo scopo quota parte degli investimenti previsti per lavori socialmente utili nel Mezzogiorno d'Italia; c) alla creazione di servizi di telecomunicazioni via satellite, per trasferire nel mondo l'informazione sui suddetti itinerari turistici, in generale sulle risorse ambientali e culturali disponibili, previo l'inquadramento di essa in "pacchetti turistici di offerta" al pubblico internazionale; se intenda concordare con la conferenza dei presidenti delle regioni l'indizione di una conferenza nazionale, attinente alla "intesa istituzionale di programma", nella quale mettere a punto sia le linee quadro di indirizzo, sia il quadro delle risorse finanziarie disponibili, non separatamente dallo snellimento delle procedure amministrative, onde agevolare il decollo distribuito del piano nazionale di miglioramento della qualita' del sistema turistico italiano; se non ritenga necessario studiare le misure legislative opportune per rendere immediatamente operante la normativa riguardante l'utilizzazione degli strumenti della programmazione concertata (patti territoriali di valore locale, accordi di programma a norma della legge n. 142 del 1990, contratti di area), nonche' la coerenza e la flessibilita' degli strumenti regionali per l'accesso ai fondi strutturali dell'Unione europea, in modo che si possa dare vita, nelle diverse sub-aree regionali, a patti di partenariato con la partecipazione dei privati operatori che, al momento, sono ostacolati e scoraggiati dall'inutile complessita' delle disposizioni e dagli atteggiamenti culturalmente inadeguati degli apparati regionali e locali di servizio. (2-00477)