Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00983 presentata da VOLONTE' LUCA GIUSEPPE (MISTO) in data 19970411
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'industria, commercio e artigianato, delle finanze e dell'interno. - Per sapere - premesso che: gli sportelli Siae e Iva danno applicazione alla risoluzione 217/e del 17 luglio 1995 del Ministro delle finanze Fantozzi, smentita dallo stesso in occasione della Conferenza "Non approfittare del no profit" promossa dall'Associazione italiana cultura e sport e impegnandosi a ritirarla; la predetta risoluzione, disattendendo la circolare 25 del 3 agosto 1979 del ministero delle finanze mai superata da altra circolare, viola l'effettivita' del quarto comma dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72 e del terzo comma dell'articolo 111 del decreto del Presidente della Repubblica 917/86, e tende a sovvertire l'interpretazione e l'applicazione consolidata da quasi venti anni relativa alla rilevanza fiscale del servizio bar a favore del proprio corpo sociale effettuata da associazioni, cral, circoli senza fini di lucro; si possono quantificare in circa cinquanta mila unita' i rappresentanti legali di nove milioni di associati di circoli, cral, associazioni in genere passibili, secondo la circolare 217/e, di denuncia penale ex lege n. 516 del 1982 oltre che di contenzioso relativo ad Irpeg, Iva ed Ilor; tale risoluzione va letta unitamente alla circolare del 30 aprile 1996 del ministero dell'interno ed agli articoli 13 e 18 della bozza del regolamento di esecuzione della legge 287 del 1991; la circolare 9/c 19114.12000 del 30 aprile 1996 e' fonte di un'interpretazione ed applicazione errata delle norme tale da rendere persecutori i verbali di accertamento degli agenti di polizia amministrativa, che sono indotti a definire "pubblico esercizio" il circolo se: ha organizzato un ambiente per la somministrazione come un bar o un ristorante; fa pagare un corrispettivo per la prestazione di servizio al di fuori della quota sociale di partecipazione; l'organizzazione del sodalizio e' tale da potersi paragonare ad un'organizzazione aziendale ed in particolare se sono evincibili rapporti di lavoro subordinato o para-subordinato; la circolare 9/c, per errore degli estensori, provoca falsa ed erronea applicazione della legge, in frode alla pubblica fede, in quanto: omette di precisare che i circoli privati sono sottoposti a regime autorizzatorio per somministrazione a seconda che questa sia rivolta solo agli associati o sia rivolta anche a pubblico indistinto; apoditticamente assume che il circolo che installa apparecchi da gioco o da divertimento nella sala bar deve munirsi di autorizzazione ex articolo 68 il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (tulps), senza spiegare che cio' e' determinato dal combinato disposto degli articoli 118 e 159 del regolamento di esecuzione del tusto unico delle leggi di pubblica sicurezza; trasforma il recitato della sentenza della Suprema corte n. 55 del 15 aprile 1970 che stabilisce "la concomitanza di piu' caratteristiche", in base alle quali si debba ritenere pubblico un esercizio, in "almeno una delle seguenti caratteristiche", per cui l'agente di polizia amministrativa, seguendo la direttiva della circolare, non potra' non riscontrare almeno un elemento che sia ricompreso tra quelli stabiliti; l'applicazione della direttiva provoca conseguenze aberranti, che potranno causare l'obbligo per la pubblica amministrazione di risarcire ingenti danni, tenuto conto del contrasto netto con la piu' recente circolare della prefettura di Roma, datata 5 dicembre 1996, che ricalca effettivamente la giusta interpretazione della legge e l'esatto recitato della Corte di cassazione, forse non ancora pervenuta agli uffici periferici di polizia amministrativa; manca una legge organica sull'associazionismo, indispensabile per completare nel nostro ordinamento il diritto delle istituzioni sociali; organi della pubblica amministrazione - polizia, carabinieri, vigili del fuoco - pretendono che gli elenchi soci siano redatti su libro vidimato dal notaio o da commissariato di zona, mentre il codice civile parla solo di elenchi soci e non richiede alcuna forma solenne; la sentenza n. 11931 depositata in data 17 novembre 1995 della prima sezione civile della Cassazione sancisce che circolare e risoluzioni sono atti interni della pubblica amministrazione a funzione direttiva nei confronti degli uffici, ma inidonei ad incidere sul rapporto tributario ed amministrativo; nella precitata risoluzione 217/e e nella circolare 9/c del ministero sono ravvisabili, dunque, atti sanzionati dagli articoli 323, 328 e 610 del codice penale; nel caso di circoli cui viene imposto di pagare quote Siae o Iva, anche se non ricorrono i presupposti, si arriva ad atto sanzionabile ex articolo 629 del codice penale, del quale e' responsabile il singolo ed ignaro funzionario -: se i Ministri interrogati non intendano provvedere con circolare o decreto urgente: a sanare la problematica che investe gli oltre cinquantamila rappresentanti legali delle associazioni e dei circoli, definendo contestualmente e con chiarezza che i corrispettivi dei bar interni alle associazioni culturali, sportive, ricreative, religiose ed i cral, i dopolavori, eccetera, costituiti in enti senza fini di lucro ex articolo 36 del codice civile, sono irrilevanti ai fini Iva e conseguentemente che i relativi redditi non sono soggetti a tassazione Irpeg ed Ilor; ad ordinare la rettifica, secondo legge vigente, della circolare 9/c del ministero; a cassare dalla bozza di regolamento di esecuzione gli articoli 13 e 18, correlando gli stessi con articolo che recepisce il capo e) del sesto comma dell'articolo 3 della legge 287 del 1991, il quale e' e deve restare un diritto dei circoli affiliati agli enti con riconoscimento del ministero dell'interno quali enti senza fini di lucro; ordinare un'inchiesta onde verificare se solo il caso ha prodotto la concomitanza delle situazioni sopra evidenziate o piuttosto non vi sia in atto una vera e propria congiura ai danni del libero associazionismo, concertato e suggerito da diverse lobbies di pressione. (3-00983)