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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00479 presentata da BOGHETTA UGO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970411

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: l'ex giudice Bruno Catalanotti (responsabile dell'inchiesta sui fatti del marzo 1977) in un'intervista al quotidiano La Repubblica del 9 marzo 1997 ha dichiarato che la morte di Francesco Lorusso "fu un evento non accidentale, ma incoraggiato e indotto...". E poi ancora, sempre nella stessa intervista, di fronte al giornalista che gli chiedeva se la decisione del tribunale di non arrivare al processo per la morte di Lorusso (il carabiniere Tramontani venne prosciolto per "legittimo uso delle armi") fosse una conclusione equa, ha risposto: "Questa domanda dovrebbe rivolgerla ad altri. A quelli che, grazie a un'interpretazione formalistica della legge Reale, non vollero che si indagasse sulle responsabilita' per quella morte. Io invece avevo disposto la cattura del carabiniere che, dopo aver fatto piu' volte fuoco in direzione di via Bertoloni senza far vittime per mera fortuna, pochi minuti dopo sparo' in via Mascarella, questa volta colpendo a morte. L'istruttoria ricostrui' la scena fotogramma per fotogramma, e posso dire con certezza che non c'era alcuna necessita' di fare uso delle armi"; in un'intervista che lo stesso ex magistrato Bruno Catalanotti ha rilasciato al quotidiano Mattina il 12 marzo 1997 vengono ribaditi gli stessi dubbi gia' espressi nell'articolo pubblicato precedentemente da La Repubblica: "Nessuno intervenne sul carabiniere Massimo Tramontani quando inizio' a sparare ad altezza d'uomo senza alcun motivo in via Bertoloni, come un Rambo: scarico' interamente il suo Winchester, non colpendo nessuno per puro caso...". Ma Catalanotti ha aggiunto un'altra affermazione piuttosto inquietante. Scrive Mattina: "Dov'erano gli uomini di Cossiga?... Ufficiali di polizia giudiziaria, testimoni di fatti gravi, che non si presentarono mai a chi conduceva le indagini su quei fatti...". Risponde l'ex magistrato: "Se il Ministro dell' interno aveva suoi infiltrati all'universita' in grado di testimoniare sui fatti del marzo 1977 poteva comunicarlo alla magistratura: da me non si presento' nessuno e moltissimi reati finirono a carico di ignoti"; Gabriele Giunchi, ex militante di Lotta Continua, amico di Francesco Lorusso, in un'intervista dal titolo "Ero li' mentre Francesco moriva. Un testimone parla per la prima volta", apparsa il 5 marzo 1997 su Mattina, ha dichiarato: "Una settimana prima dell'11 marzo, il dirigente della polizia politica, Graziano Gori, che conoscevamo bene e con cui eravamo in rapporti corretti, ci convoco' per metterci sull'avviso. "Visto il susseguirsi delle manifestazioni - ci disse - e dopo l'assalto al comizio di Lama, dovete stare attenti. Le nostre possibilita' di mediazione sono azzerate. Ora tutto e' gestito dai carabinieri""; il giornale Lotta Continua, nel 1978, in occasione dello strano incidente automobilistico che provoco' la morte di Graziano Gori, tiro' fuori una serie di dubbi. Tra le altre cose, anche la gestione della piazza l'11 marzo del 1977, con l'uccisione di Francesco Lorusso: "Quel giorno uomini come Graziano Gori o il suo vice Claudio Trotta furono "scavalcati" dagli uomini della Squadra mobile della questura di Bologna con tutto quello che ne segui'"; in una intervista al quotidiano La Repubblica del 20 marzo 1997, l'ex carabiniere Massimo Tramontani (ritenuto responsabile della morte di Pierfrancesco Lorusso, prosciolto all'epoca dalla magistratura per "legittimo uso delle armi") ha dichiarato di aver sparato al massimo "quattro, cinque, sei colpi", mentre sul muro di via Mascarella i fori di proiettile erano di piu'. Lo stesso Tramontani, alla domanda del giornalista "Allora ha sparato anche qualcun altro?", ha risposto: "...io so solo che avevo di fianco un uomo in borghese armato..."; queste notizie sollevano diversi dubbi sulle dinamiche che hanno portato all'uccisione dello studente Pierfrancesco Lorusso; da fonte di cui e' stata verificata l'attendibilita', al Gruppo consiliare del Prc al comune di Bologna e' arrivata la notizia che il giorno 13 marzo 1977 Roberto Savi faceva parte degli agenti di polizia del Reparto 7^ Celere (comandato dal Colonnello Doliani) che accompagnarono i blindati dai carabinieri nella "presa" della Cittadella universitaria, lungo via Zamboni; gli agenti del 7^ celere impegnati nelle operazioni di sgombero facevano parte della prima e seconda compagnia dirette dai capitani Emilio Lodi e Massimo Bax; sulla vicenda dell'assassinio di Francesco Lorusso l'inchiesta potrebbe essere riaperta essendo venuti alla luce nuovi elementi che fanno pensare che l'11 marzo 1977 ad usare le armi tra le forze dell'ordine non sia stato solo il carabiniere Massimo Tramontani. Per far luce soprattutto sull'episodio di via Bertoloni, precedente alla sparatoria di via Mascarella, in cui a sparare furono diversi componenti delle forze dell'ordine; per capire se l'uso delle armi fu una scelta di singoli militari oppure un ordine ricevuto da qualche responsabile dei reparti in servizio nella zona universitaria; se nei giorni 11 e 12 marzo 1977 Roberto Savi fosse tra gli agenti in servizio di ordine pubblico nella zona universitaria -: se non si ritenga opportuno che siano resi pubblici: i documenti con gli elenchi dei nomi degli agenti di polizia impegnati dalla questura di Bologna nei giorni 8, 9, 10, 11, 12 e 13 marzo 1977 per il servizio d'ordine pubblico nella zona universitaria; i risultati delle perizie balistiche sulle armi di agenti di polizia e carabinieri ordinate dalla magistratura in quei giorni; i filmati realizzati dalle forze dell'ordine sui disordini del marzo 1977, custoditi probabilmente negli archivi della Polizia a Roma dato che, presso la questura di Bologna, sono reperibili esclusivamente riprese inerenti al Convegno del Movimento del settembre 1977; le ragioni per cui ufficiali della Polizia giudiziaria che facevano riferimento direttamente al Ministero dell'interno, testimoni di fatti gravi, non si presentarono mai a chi conduceva le indagini sui fatti del marzo 1977. (2-00479)

 
Cronologia
giovedì 10 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Al Senato il Presidente del Consiglio Prodi interviene per un chiarimento sull'azione di Governo. Nella seduta è approvata la risoluzione (n. 6-00016), sulla quale il Governo ha posto la fiducia . Il Presidente del gruppo di Rifondazione comunista Marino, annuncia il voto favorevole del suo gruppo.

venerdì 11 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolge alla Camera il dibattito sulle comunicazioni del Governo. La risoluzione (n. 6-00018) presentata da Mussi (SD-U) ed altri, sulla quale il Presidente del Consiglio ha posto la questione di fiducia è approvata con 321 favorevoli, 262 contrari e 1 astenuto.

lunedì 14 aprile
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Prende il via l'operazione Alba. Circa 1200 militari italiani, francesi e spagnoli sbarcano a Durazzo, in Albania.