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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09281 presentata da MASSIDDA PIERGIORGIO (FORZA ITALIA) in data 19970416

Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: il 1^ dicembre 1988 e' stata ricostituita la brigata Sassari, attraverso l'accorpamento del 151^ battaglione di fanteria motorizzato "Sette Comuni" (di stanza a Cagliari) e del 152^ battaglione di fanteria (di stanza a Sassari); l'operazione, per stessa ammissione dei responsabili dell'epoca, e' avvenuta a costo zero, utilizzando cioe' quanto era presente in Sardegna, senza spendere una lira di piu' rispetto ai costi che si sarebbero dovuti affrontare comunque per mantenere i reparti confluiti nella Sassari; nonostante la brigata venga periodicamente utilizzata nel corso di missioni internazionali (Ifor-Sfor), dimostrando un alto grado di efficienza e dedizione, riconosciuto dalle forze armate di altri paesi, in questi anni nulla e' stato fatto per potenziarne gli organici e fornirla di strumenti adeguati ai compiti per i quali viene impiegata; per la difesa nazionale i sardi continuano a sopportare sacrifici maggiori rispetto ai connazionali, con un maggior carico di servitu' militari e una penalizzante ripartizione del gettito di leva; dalla Sardegna viene infatti prelevato un numero superiore di coscritti rispetto alla media nazionale (il trenta per cento nella Marina militare, il venti per cento in aeronautica, a fronte di una media nazionale del 10 per cento); questa situazione determina un insufficiente gettito della leva nell'isola, precludendo il completamento della brigata Sassari, mettendone addirittura in forse la stessa esistenza; negli anni settanta in Sardegna i nati di sesso maschile sono oscillati intorno alle tredicimila unita'; qualora aeronautica e marina riducessero le loro pretese a non piu' del venti per cento del gettito di leva, resterebbe un numero di possibili aspiranti soldati in grado di soddisfare le esigenze di organico di una brigata Sassari a ranghi finalmente completi; a questo stato di cose si aggiungono le forti penalizzazioni cui sono soggette le giovani reclute sarde, trasferite nella penisola con forti disagi, considerata l'insufficienza dei collegamenti da e per la Sardegna, nonostante le norme vigenti prevedano che il servizio di leva si svolga a non piu' di cento chilometri dalla residenza del coscritto; il piano di ristrutturazione dell'esercito prevede la formazione di sei brigate operative (pronte, cioe', a impieghi fuori area in missioni tipo Bosnia, Somalia, Albania), costituite da volontari a ferma breve o in servizio permanente; a causa dello stato di crisi economica che attanaglia l'isola e le conseguenti scarse opportunita' occupazionali, sono numerosi i sardi che presentano domanda di arruolamento in servizio permanente nell'esercito; nonostante all'atto dell'arruolamento venga loro assicurato che presteranno servizio nella regione di appartenenza (la "Sassari" e le mostrine bianco-rosse dei due storici reggimenti, il 151^ a Cagliari, e il 152^ a Sassari, hanno un effetto promozionale rilevante), i volontari sardi vengono utilizzati per alimentare reparti alpini in Piemonte, Friuli e Trentino e la brigata Garibaldi in Campania; all'ultimo concorso per volontari, ad esempio, 182 giovani sardi hanno superato le selezioni: di questi solo 27 sono stati assegnati a reparti di stanza nell'isola, mentre i rimanenti 155 sono stati destinati alla penisola; i sardi, dispersi a pioggia su tutto il territorio nazionale, non possono concorrere a completare la brigata Sassari e debbono devolvere una parte non trascurabile del loro stipendio per viaggi in aereo o nave per raggiungere la famiglia, oltre a spendere gran parte delle retribuzioni nelle localita' dove ha sede il reparto di appartenenza, anziche' in Sardegna; la ricaduta, in soli stipendi, di un reggimento di volontari (l'organico dovrebbe essere di ottocento unita', ogni soldato di professione guadagna tra un milionequattrocentomila e due milioni di lire mensili) eccede il miliardo di lire al mese; si tratta di somme non trascurabili, anche per citta' come Cagliari e Sassari o un'area come quella di Teulada; qualora alla Sardegna venisse riservato trattamento analogo alle altre regioni e lo stato maggiore dell'esercito, prendendo atto che nel Nord d'Italia non vi e' sufficiente gettito di volontari (vi sono altre possibilita' di lavoro), considerando sempre valido l'ordine emesso il 3 dicembre 1915 da comando della terza armata, si aprirebbero possibilita' occupazionali assolutamente non trascurabili; qualora oltre al 151^, gia' interamente formato da volontari e considerato uno dei migliori reggimenti d'Italia (come ampiamente dimostrato durante la missione Ifor-Sfor in Bosnia della prima Compagnia), passassero su base volontaria anche il 152^ e il 45^ reggimento, di stanza, rispettivamente, a Sassari e Macomer, i posti di lavoro creati sarebbero oltre mille nella prima e quasi quattrocento nella seconda; la disponibilita' di tutti i volontari sardi permetterebbe quindi di completare la brigata Sassari; il completamento della brigata dovrebbe prevedere l'assegnazione di un reggimento corazzato (in ipotesi il primo reggimento di Capo Teulada gia' disponibile, formato al novanta per cento da sardi), di un reggimento artiglieria e di uno logistico; non si tratterebbe di operazioni a costo zero, ma sarebbero comunque meno dispendiose che in altre parti d'Italia, perche' una brigata Sassari finalmente completa, oltre ai vantaggi di carattere occupazionale prima ricordati, consentirebbe di avere una grande unita' militare (composta da soldati e orgogliosi di essere i legittimi eredi dei "diavoli rossi", dislocata in una posizione centrale rispetto alle possibili aree di crisi del Mediterraneo, in un'isola dotata di porti e aeroporti nei quattro punti cardinali; vicina ai piu' importanti poligoni addestrativi europei, quali Capo Teulada e Perdasdefogu, con abbattimento dei costi che l'amministrazione della difesa deve affrontare per l'addestramento delle altre brigate) -: quali iniziative intenda intraprendere per dotare la brigata Sassari di strumenti essenziali al suo potenziamento e alle esigenze operative cui e' utilizzata; con quali criteri si proceda all'arruolamento dei giovani di leva e perche' alla Sardegna venga imposto un prelievo di coscritti sproporzionato rispetto alla media nazionale; se non ritenga opportuno rivedere la metodologia fin d'ora seguita nell'organizzazione del gettito di leva e alleggerire il carico sopportato dalla regione Sardegna; se non ritenga opportuno imporre il rispetto delle norme vigenti, che prevedono che il servizio di leva si svolga a non piu' di cento chilometri dalla residenza del soldato; per quali motivi i giovani sardi che vengono integrati, in servizio permanente o ferma breve, negli organici dell'esercito siano utilizzati per il potenziamento di altri reparti della penisola, quando in Sardegna esistono unita' operative sottodimensionate, nonostante la loro valenza strategica nel quadro del sistema difensivo dello Stato italiano, e l'alto valore dimostrato nel corso di recenti missioni di pace all'estero; se non ritenga opportuno impiegare i volontari sardi nei reparti presenti nell'isola, viste le carenze d'organico.

Con riferimento ai quesiti posti dagli Onorevoli interroganti si rappresenta che la Brigata Sassari e' attualmente alimentata con un sistema "misto", mediante l'arruolamento di militari di leva e volontari, che la rende gia' perfettamente idonea all'assolvimento dei compiti operativi connessi sia con la difesa del territorio nazionale sia con le esigenze di operazioni esterne. Infatti, il 151^ Reggimento fanteria "Sassari" di stanza in Cagliari, reparto al quale sono attualmente destinati i volontari, e' stato impiegato in missione di pace in Albania con risultati eccellenti. Per quanto riguarda i criteri adottati per l'arruolamento dei giovani di leva, si sottolinea che essi sono rigorosamente quelli fissati da disposizioni di legge (DRP 14 febbraio 1964, n. 237-L. 191/75). Dai dati statistici riferiti ai giovani che effettuano il servizio militare si evidenzia che in Sardegna non viene arruolato annualmente un numero di coscritti "sproporzionato rispetto alla media nazionale". Infatti, a titolo di esempio, per il periodo riferito agli anni 1995/1996, si evidenzia che con la classe di leva dei nati nell'anno 1974, a fronte di una media nazionale del 76,96 per cento, in Sardegna sono stati arruolati, per la "leva di terra" il 63,69 per cento degli "iscritti", mentre per la "leva di mare", sempre con la stessa classe di leva, la percentuale piu' bassa di arruolati si e' avuta proprio nella citta' di Cagliari con il 60,35 per cento a fronte di una media nazionale, riferita ad alcune citta' campione, superiore al 70 per cento (tabella allegata A). Circa il "prelievo" di coscritti effettuato da Marina ed Aeronautica dalla tabella B allegata esso risulta mediamente del 15 per cento (rispetto ai dati del 30 e 20 per cento indicati nell'interrogazione). Il raffronto delle aliquote di giovani arruolati nel 1996 che trovano impiego nelle due Isole maggiori, Sicilia e Sardegna e fuori di esse e' riportato nella tabella C allegata, da cui risulta che complessivamente un'aliquota inferiore al 21 per cento di giovani sardi non trova impiego in Sardegna a fronte di una percentuale superiore al 45 per cento riferita ai giovani siciliani. Peraltro, per quanto attiene la problematica relativa all'assegnazione dei giovani di leva in reparti dislocati entro i 100 Km dalla residenza, tale possibilita' trova dei limiti oggettivi nel fatto che non sempre si riesce a rendere compatibili, cosi' come previsto dalla stessa legge 662/96, il rispetto delle esigenze strategiche e logistiche delle Forze armate con la provenienza geografica del gettito delle classi di leva. Questi limiti sono essenzialmente dovuti: alle caratteristiche demografiche della popolazione italiana che costituiscono il variegato gettito regionale per quantita' e qualita' (disponibilita' quantitativamente maggiore al Sud); alla distribuzione sul territorio nazionale dei Reparti, nonche' alla loro particolare tipologia (Alpini, Carristi, Lagunari, Granatieri, Paracadutisti, ecc.), che rende il fabbisogno di personale estremamente selezionato sul piano qualitativo (esigenza maggiore al Nord); ai vincoli operativi, quali la necessita' di effettuare per determinate specialita' (Paracadutisti, Granatieri, ecc.) un reclutamento a livello nazionale; ai vincoli di natura medico-legale nell'attribuzione dei vari incarichi nelle FF.AA. (circa 400) per ricoprire ciascuno dei quali deve essere rispettato un profilo psico-fisico minimo che il giovane deve possedere; ai vincoli qualitativi costituiti da precedenti di studio o di mestiere; alla denatalita', piu' accentuata al Nord; all'aumento del fenomeno dell'Obiezione di coscienza che insiste particolarmente al Nord e trova particolare consenso nei giovani che potrebbero risultare qualitativamente piu' utili alle FF.AA. In tale quadro, e nell'intento di armonizzare le esigenze (tuttora piu' accentuate a Nord-Est) con le disponibilita' (maggiori al Sud), e' stata attuata una particolare procedura informatica per la formazione automatica dei contingenti di leva, volta a ridurre in modo consistente, a livello nazionale, la distanza d'impiego di ciascun giovane chiamato alla leva rispetto alla propria residenza e ad evitare che il "surplus" di una regione sia destinato in regioni limitrofe, dove una eventuale eccedenza di disponibilita' penalizzerebbe i giovani ivi residenti. Comunque, l'asimmetria ancora esistente tra le possibilita' di impiego (presenza di reparti nelle varie regioni) e la residenza dei giovani incorporati sara' ulteriormente attenuata con la completa attuazione del Nuovo modello di Difesa che comportera' sia una diminuzione della componente di leva (da 160.000 a circa 75.000 unita') sia una piu' equilibrata ridislocazione sul territorio nazionale di unita' e reparti delle Forze Armate. Circa gli ultimi due quesiti relativi all'impiego dei volontari sardi destinati ad alimentare le unita' dislocate nell'Isola, si fa presente che le due categorie di volontari - volontari in ferma breve e volontari in servizio permanente - sono soggette ad una diversa politica d'impiego in relazione al loro diverso stato giuridico. Infatti, i volontari in ferma breve vengono "tutti" impiegati, a partire dal 1997, per alimentare il 151^ Reggimento "Sassari", mentre i volontari in servizio permanente vengono impiegati sull'intero territorio nazionale come avviene per le altre categorie di personale in servizio permanente (Ufficiali e Sottufficiali). Nell'assegnazione dei volontari in servizio permanente occorre peraltro tener conto che se gli organici delle unita' della Brigata "Sassari" venissero saturati con i reclutati dei primi corsi, non vi sarebbe piu' la possibilita' di mandare aliquote di volontari dei corsi successivi, i quali si troverebbero tutti destinati fuori dall'Isola. Allegato TABELLA A ... (omissis) ... Allegato TABELLA B ... (omissis) ... Allegato TABELLA C ... (omissis) ... Il Ministro della difesa: Beniamino Andreatta.



 
Cronologia
lunedì 14 aprile
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Prende il via l'operazione Alba. Circa 1200 militari italiani, francesi e spagnoli sbarcano a Durazzo, in Albania.

giovedì 17 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 315 voti favorevoli e 185 contrari, l'emendamento del Governo 19.10, interamente sostitutivo dell'articolo 19 e soppressivo dei restanti articoli (5, 9, 14 e da 20 a 35) del disegno di legge Misure urgenti per lo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo (AC 2564), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.