Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00484 presentata da VALPIANA TIZIANA (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970428
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: il 12 settembre 1990 Davide Cervia, residente a Velletri (Roma), scompariva in circostanze ancora misteriose; gli organi investigativi competenti hanno abbracciato unicamente la tesi dell'allontanamento volontario, conducendo l'inchiesta sulla scomparsa in modo per lo meno "lento" nei tempi. Inoltre alcune ipotesi investigative sono state lasciate cadere. In particolare, la vicenda di un censimento dei vigneti che ha riguardato solo la proprieta' dei Cervia e fatto da persone non identificate ne' dalla signora Cervia, ne' dalla ditta Ecoplanning, oppure la vicenda della "pista francese", che avrebbe visto due controlli, uno nel 1991 ed un successivo nel 1995 (dopo ben quattro anni quindi), che danno risultati inquietanti e, cosa ancor piu' oscura, totalmente diversi. Nel primo infatti risulta che un passeggero di nome Davide Cervia volo' da Parigi al Cairo su un aereo Air France il 6 gennaio 1991, nel secondo controllo tale dato non si trova piu'; la scoperta di prove ed indizi importanti per capire, fare ipotesi e cercare di trovare Davide Cervia si debbono alla tenacia dei suoi familiari che hanno da subito seguito la pista del rapimento, in questo fortemente ostacolati da organi istituzionali. Basti pensare che ci sono voluti ben quattro anni per chiarire definitivamente il ruolo che Davide Cervia aveva avuto in Marina, dopo che erano stati forniti dall'Arma ben tre fogli matricolari falsi e che un Ministro della Repubblica aveva assicurato che Davide Cervia non aveva conseguito alcuna particolare specializzazione. Per ritrovare la macchina di Davide Cervia c'e' voluta una trasmissione televisiva e per mettere in moto ricerche circa responsabilita' e depistaggi negli apparati dello Stato c'e' voluta una denuncia della signora Cervia; solo nel settembre 1994 e sulla base di una clamorosa iniziativa dei familiari, e' stato prodotto il vero foglio matricolare di Davide Cervia e, in relazione alla vicenda dei fogli matricolari, una richiesta di rinvio a giudizio e' stata avanzata dalla Procura della Repubblica di Roma nei confronti del capitano di fregata Giorgio Sprovieri, responsabile degli uffici del personale presso lo stato maggiore della Marina militare, per omissione di atti d'ufficio, falso ideologico e falso in atto pubblico; Davide Cervia, non aveva conseguito una ordinaria qualifica di "addetto alle trasmissioni", ma era un tecnico elettronico specializzato nell'impiego dei radar e delle apparecchiature per la guerra elettronica installate su fregate lanciamissili della classe "Maestrale". Egli aveva frequentato il corso VO 1978/A dal 1^ settembre 1979 al 5 settembre 1980 presso Mariscuola a Taranto, il corso sulla centrale di sincronizzazione SN-7102 (V) 2 nel luglio-agosto 1981 presso la ditta Sma di Firenze, nonche' il corso di guerra elettronica MM/SL QD nel febbraio-marzo 1982 presso la Societa' Elettronica di Roma e poi era stato imbarcato sulla fregata "Maestrale" a La Spezia, ottenendo una qualifica che lo annovera fra i tecnici italiani altamente specializzati - i sistemisti - nelle guerre elettroniche; questi sistemi d'arma sono installati nelle fregate della classe "Lupo" e nelle corvette per l'armamento di altre navi da guerra possedute dal Peru', Venezuela, Iraq, Libia, Ecuador, Egitto, India, Indonesia, Iran, Malesia, Marocco, Nigeria e Tailandia; la vicenda e' stata seguita con attenzione e preoccupazione da senatori e deputati italiani durante tre legislature, che hanno presentato circa venti atti di sindacato ispettivo rivolti al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno e al Ministro della difesa rimasti in grande parte senza risposta o che hanno ottenuto - solo in tre casi - risposte non adeguate perche', comunque ferme all'ipotesi dell'allontanamento volontario ed al conseguimento di un'ordinaria qualifica da parte di Davide Cervia; nessun rappresentante dei governi che si sono succeduti da quando non e' stato piu' possibile sostenere l'ipotesi dell'allontanamento volontario ha ritenuto di dover fornire al Parlamento chiarimenti circa gli intenti del proprio dicastero rispetto ai silenzi ed alle omissioni registratesi, ne' di fornire dati e notizie - mai oltre il limite delle loro competenze ovviamente - circa lo stato delle indagini sulla vicenda se si eccettua l'intervento del Ministro della difesa pro tempore Salvo Ando', che preferi', nel 1993, affidare affermazioni serissime quali "... la cosa che posso dire e' che i nostri servizi, il Sismi, si stanno occupando del caso e che, allo stato delle indagini, ovviamente non e' bene tirare fuori tracce, indizi che possono essere utili per questa attivita' investigativa, perche', sarebbe come bruciare tutto questo e mettere a rischio la vita stessa di Davide Cervia..." alla trasmissione televisiva Mixer anziche' rispondere alle tante interrogazioni che giacevano in Parlamento: gli interpellanti ritengono che oggi, alla luce della verita' sulla qualifica del tecnico militare e davanti ai primi tentativi di individuare responsabilita' circa le gravissime omissioni all'interno della Marina militare italiana, ci siano le condizioni per risposte chiare e convincenti su tutta la vicenda. Una risposta dovuta, tenuto conto che un Ministro della Repubblica ha reso in Parlamento dichiarazioni poi rivelatesi false -: come valuti il Presidente del Consiglio dei ministri il ruolo svolto nella vicenda dai servizi segreti italiani, le reticenze e la contraddittorieta' degli interventi e se sia in grado di escludere ogni possibilita' di connivenze tra servizi di sicurezza italiani e quelli di altri paesi; se l'Interpol e la Criminalpol siano state attivate e con quali risultati; se il team operativo preposto ai coordinamento e al monitoraggio delle attivita' di ricerca in ambito nazionale ed internazionale costituito nel 1993 - come relazionato dal Ministro della difesa pro tempore Fabbri - abbia effettivamente operato, da chi e' composto e quali risultati abbia ottenuto all'oggi; se siano state eseguite ricerche sulla sorte degli altri tecnici italiani che hanno conseguito la stessa specializzazione di Davide Cervia e siano state progettate ed approntate misure di sicurezza per salvaguardare la loro incolumita', quanti essi siano, quanti di loro siano in congedo e quanti all'estero; se siano state effettuate ricerche ed indagini presso i paesi ai quali gli armamenti in questione sono stati venduti; se si sia accertata l'effettiva destinazione finale delle suddette armi onde verificare che non sia in atto un traffico d'armi "triangolato" e che non ci siano state violazioni delle norme sulle esportazioni di armi verso paesi per i quali fossero in corso embarghi militari; se, in caso di incertezza circa la destinazione finale delle armi, le ricerche siano state allargate presso i paesi - anche se soggetti ad embargo - che hanno effettivamente in uso i sistemi d'arma sui quali Davide Cervia era stato addestrato; se siano state avviate indagini interne per accertare responsabilita' negli apparati del Ministero dell'interno, del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali, del Ministero degli affari esteri e del Ministero della difesa dai quali, a vario titolo ed in varie circostanze, sono pervenute notizie incomplete, fuorvianti alcune delle quali rivelatesi addirittura false; se non ritenga, alla luce degli ultimi importantissimi eventi, di impegnarsi a dare nuovo impulso alle ricerche. (2-00484)