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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00485 presentata da CAVALIERE ENRICO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19970428

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: all'accoglienza di cittadini stranieri provenienti da aree di crisi, anche giunti irregolarmente in Italia, sono consequenziali consistenti impegni di spesa urgenti ed una tantum da parte del Governo e degli enti locali per il finanziamento di iniziative, interventi e servizi volti a sostenerli, impegni di spesa che perdono progressivamente il carattere di transitorio e temporaneo come dovrebbero essere per il carattere stesso dell'accoglienza accordata; le forze di polizia, per salvaguardare l'ordine pubblico e la sicurezza interna dello Stato, ovvero della regione, provincia, comune, sono soggette ad un improvviso aumento di compiti e carico di lavoro senza che peraltro corrisponda un parallelo potenziamento dell'organico, anche temporaneo, delle forze di polizia negli enti locali sul cui territorio sono approntate strutture di accoglienza; soventi sono stati gli episodi che hanno visto cittadini stranieri ospitanti in strutture di accoglienza implicati in fatti delittuosi e danni alla proprieta', anche quella di accoglienza; risulta che per la seconda volta in sei anni l'Albania non ostacola suoi cittadini nell'atto di abbandonare il paese in modo massiccio ed irregolare, e che tale atteggiamento ha causato ed e' causa di gravi problemi organizzativi, di ordine e sicurezza pubblica per le zone sottoposte ad infiltrazione massiccia di persone che vi entrano o chiedono di entrarvi, di turbative per gli enti locali soggetti ad invio improvviso di centinaia di persone, di approntamento di servizi, eccetera; l'Italia, in materia di stranieri, ha dovuto affrontare sino ad oggi un movimento di massa sia nel lungo sia nel breve periodo, ovvero, come nell'attuale emergenza a causa dell'Albania, un improvviso e massiccio arrivo in un'area circoscritta di un numero di stranieri tale da mettere in crisi le strutture locali e da costituire un pericolo dal punto di vista sanitario, dell'ordine pubblico e del normale svolgimento dei pubblici servizi; in questa situazione i problemi non sono piu' limitati alle tensioni sociali che possono sorgere nel lungo periodo fra gli stranieri e la comunita' autoctona, ma sorgono immediatamente a seguito dell'impatto del movimento sull'area di arrivo; non e' possibile escludere che cittadini albanesi accolti in Italia possano decidere di risolvere eventuali conflitti o problemi sorti tra loro non affidandosi alla legge ma facendo riferimento alle proprie usanze ed ai propri costumi, ovvero creando turbative di ordine pubblico; le dichiarazioni del Governo, ovvero dei Ministri degli affari esteri e dell'interno, ed in particolare le disposizioni contenute nel disegno di legge - atto Senato n. 2272 - di conversione del decreto-legge del Governo 20 marzo 1997, n. 60 (Interventi straordinari per fronteggiare l'eccezionale afflusso di stranieri extracomunitari provenienti dall'Albania), presentato dal Governo provvede nuovamente, come accadde nel 1991, a garantire aiuti ai cittadini albanesi che sono giunti o sono in procinto di giungere in Italia; i prefetti, nel disegno di legge in oggetto, sono quindi autorizzati ad operare anche in deroga alla normativa vigente, ivi comprese le norme di contabilita' generale dello Stato (articolo 1, comma 1) a fornire aiuti a favore degli stranieri ..... maggiormente esposti a grave pericolo per l'incolumita' personale in relazione agli eventi in atto nelle aree di provenienza e alle loro particolari condizioni (comma 2); in detto disegno di legge si dispone altresi' il trasferimento in province diverse da quelle di arrivo (comma 3); in detto disegno di legge si afferma che il questore puo' rilasciare un nullaosta e soggiorno in territorio nazionale, valido per sessanta giorni e prorogabile fino a novanta ..... revocato quando siano venute meno le condizioni che ne hanno determinato il rilascio (articolo 2, comma 1); a pagina 5, volume I, dell'ultimo rapporto fornito al Parlamento dal ministero dell'interno sull'attivita' delle forze di polizia e sullo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica nel territorio nazionale (1995), i cittadini non dell'Unione europea allora soggiornanti in Italia, ovvero con permesso di soggiorno rilasciato dalle questure a fronte di visto di ingresso rilasciato dalle rappresentanze diplomatiche italiane, erano, secondo quanto affermato dal ministero dell'interno, 827.416; di questi, 54.429 furono denunciati od indagati; 56.015 furono intimati di espulsione; 21.601 furono arrestati; 8.628 stranieri, quasi tutti extracomunitari, erano presenti nelle carceri italiane; solamente 7.417 furono effettivamente espulsi; a pagina 1 di detto rapporto si afferma che nel circuito della microdelinquenza si inserisce "la componente degli extracomunitari, specie nelle aree dove la concentrazione di tali stranieri e' piu' massiccia"; a pagina 5 si afferma che esiste "il fenomeno della prostituzione nel quale si sono specializzate organizzazioni, composte spesso da cittadini albanesi, che reclutano straniere, provenienti dall'Africa centrale e dai Paesi dell'area balcanica ...... I gruppi criminali gestiscono ..... l'ingresso sul territorio nazionale"; a pagina 14 si afferma che "Le indagini, inoltre, hanno messo in luce la partecipazione sempre piu' intensa delle organizzazioni malavitose attive nei paesi balcanici e nell'Est europeo nei cennati traffici .stupefacenti., nell'ottica della diversificazione delle rotte europee della droga, nonche' una crescita della malavita calabrese e pugliese nello specifico settore"; a pagina 25 (Terrorismo ed eversione) si afferma che "nel contesto generale ha assunto un aspetto preminente la problematica connessa alla presenza degli extracomunitari, ..... il sud, salvo poche eccezioni, e' quasi sempre solo zona di transito per gli immigrati, clandestini e non, che tendono poi a risalire verso le regioni piu' ricche. ...... Nel centro-nord, invece, la piu' evidente presenza di extracomunitari, spesso concentrata in zone ben determinate delle grandi citta', ha portato ad un accentuato degrado delle stesse e, di conseguenza, all'insorgere di vere e proprie reazioni da parte della cittadinanza"; alle pagine 25 e 26 si afferma che "rappresentanti delle istituzioni religiose, che tradizionalmente hanno lavorato a sostegno dell'accoglienza degli extracomunitari, si sono schierati con il fronte della protesta"; nelle pagine riservate alle regioni, del II volume del rapporto del ministero dell'interno si afferma che nelle regioni del nord - Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna - si e' assistito ad un aumento della criminalita' minorile, soprattutto a causa della crescente presenza di minori non comunitari clandestini, l'utilizzo di non comunitari per la commissione di reati, la presenza di organizzazioni criminose formate da cittadini non comunitari provenienti anche dalle aree dell'ex Jugoslavia e della penisola balcanica specializzate nello sfruttamento della prostituzione, traffico di armi e munizionamento da guerra, monopolio dello spaccio degli stupefacenti anche talvolta nelle zone circostanti alle stesse strutture di prima accoglienza, quindi rapine, furti e scippi, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina; alle pagine 12-13, del volume II di detto rapporto, si afferma che: "In gran parte della regione .Veneto., inoltre, organizzazioni criminose costituite da extracomunitari di origine cinese, albanese, rumena, ovvero provenienti dai paesi della ex Jugoslavia, cercano di acquisire spazio in specifici settori dell'illecito tra cui appare preponderante lo sfruttamento della prostituzione. L'attivita' dei gruppi citati e' caratterizzata da una certa efferatezza ....."; a pagina 17, si legge che "Appaiono in aumento gli episodi criminosi e gli illeciti legati allo sfruttamento della prostituzione, che vedono spesso coinvolti cittadini albanesi .Friuli-Venezia Giulia."; appare che il Governo, ed in particolare il Ministro degli affari esteri ed il Ministro dell'interno, in occasione di questo esodo di massa non abbiano agito in modo preventivo, ma che puntualmente l'Italia abbia dovuto fare fronte ad una improvvisa situazione di emergenza, per il Paese non certo per l'Albania, approntando alla bell'e meglio una qualche forma di organizzazione del proprio territorio, che tende ad esaurirsi in una politica filantropica del Governo che fa assumere ai cittadini gli oneri sociali ed economici della sua incapacita' di reagire adeguatamente a situazioni originatesi in paesi limitrofi, situazioni che possono creare se non valutate attentamente e per tempo situazioni gravose per il Paese; il Governo ha assunto ed assume iniziative legislative e di pressione politica che tendono a trasformare progressivamente lo straniero temporaneamente presente sul territorio italiano, per impegni internazionali derivanti dall'adesione dell'Italia al trattato di Ginevra del 1951, in soggetto presente stabilmente sul territorio italiano, con interventi dapprima di carattere sociale ed umanitario, quindi con rilascio e rinnovo di permessi di soggiorno, indi con successive azioni atte ad un inserimento degli accolti nel tessuto sociale locale e nel mondo del lavoro. Il Governo in materia di stranieri ha quindi agito puntualmente attraverso circolari, decreti-legge, ed infine con disegni di legge di conversione di decreti-legge indirizzati a stabilizzare nel tempo gli interventi o a salvaguardare le conseguenze giuridiche sorte o prodottesi con i vari decreti-legge; l'atteggiamento del Governo riguardo agli stranieri entrati irregolarmente nel territorio italiano e' stato piu' protettivo che punitivo; tale atteggiamento tollerante si dimostra ingiusto verso i cittadini stranieri che entrano e soggiornano in Italia regolarmente, incoraggia l'illegalita', e dimostra al cittadino italiano e straniero una profonda crisi delle istituzioni a causa di coloro che sono delegati a farle rispettare; la scelta dell'Italia, come paese di destinazione, da parte degli stranieri provenienti dall'area balcanica e' quindi sicuramente il frutto di considerazioni che tengono conto non solo della distanza geografica, ma anche della facilita' di ingresso e di permanenza nel territorio; la decisione del Governo italiano di accogliere un flusso incontrollato di cittadini albanesi non permette un controllo adeguato delle persone che stanno varcando, hanno varcato, o varcheranno i nostri confini; a Valona, centro della cosiddetta sommossa popolare, l'Interpol ha aperto un ufficio molto attivo per il monitoraggio del trasporto di clandestini, delle armi, della droga. Da questa citta' infatti passa di tutto, e soprattutto l'eroina prodotta in Turchia, l'hashish, la marijuana che si coltiva sui monti a nord e ad oriente dell'Albania, verso la frontiera con la Grecia e la Macedonia. Valona e' quindi a tutti gli effetti una base del crimine organizzato; non vi e' stata alcuna iniziativa del Governo riguardo all'appalto, vinto da una societa' del sud dell'Italia e subappaltato ad una societa' albanese, che e' ora incaricata di computerizzare i dati presenti nel nostro catasto; ovvero, e' stata data possibilita' ad un paese straniero, il cui livello di tecnologia non e' certo superiore a quello dell'Italia, e nel quale sono diffuse organizzazioni criminali che hanno contatti anche con la nostra criminalita' organizzata, di conoscere ed avere copia dei dati riguardanti la natura dei beni immobili presenti in Italia; attualmente in Italia soggiornano, secondo dati del ministero dell'interno, 63.967 albanesi; di questi 12.335 nel corso del 1996 sono stati denunciati od indagati e 2.885 sono stati arrestati; non e' dato conoscere quanti siano coloro che intimati di espulsione siano stati realmente espulsi; riguardo all'attuale situazione dell'Albania gran parte degli artefici delle finanziarie albanesi, ovvero dei "fondi piramidali", il miracolo economico albanese durato quattro anni, sono di Valona; nello stesso periodo di attivita' di queste finanziarie, l'Albania, paese di 3.410.000 di abitanti, attraverso il Governo di Sali Berisha, ha ricevuto dalla comunita' e dalle organizzazioni internazionali 600 milioni di dollari statunitensi, una seconda tranche da parte dell'Unione europea a settembre 1996 di quarantaquattro milioni di dollari; esponenti del Governo e del Polo hanno dichiarato in assemblea - 19 marzo 1997 - e a mezzo stampa o televisioni, che si sta abbandonando il Presidente Sali Berisha al suo destino, Presidente eletto democraticamente nel 1992 secondo le loro dichiarazioni, e che la colpa di tutto quanto sta avvenendo in Albania sarebbe frutto dei danni prodotti da quarantacinque anni di dittatura comunista in quel Paese; secondo il rapporto 1996 dell'organizzazione internazionale Human Rights Watch di Helsinki, relativo all'Albania, si afferma che (traduzione letterale dall'inglese, pagina 192, pagine 195-198 del rapporto): "numerosi segni che il Governo albanese di Sali Berisha stava diventando sempre piu' intollerante verso l'opposizione politica nei mesi precedenti alle elezioni di maggio ...... Il non rispetto dei diritti umani in Albania nel 1996 riguardo': violenze da parte delle forze di polizia, tribunali politicizzati, manipolazioni elettorali, e controllo dei sistemi di informazione furono sistematicamente usate dal Presidente Sali Berisha ed il suo partito democratico per eliminare i rivali e consolidare potere. ..... che diede al partito democratico centoventidue seggi su centoquaranta in Parlamento. ..... Prima e dopo le elezioni, il Governo mantenne fermo controllo delle televisioni e della radio di Stato. ..... Il comportamento della comunita' internazionale verso il Governo di Sali Berisha cambio' radicalmente dopo le elezioni di maggio. Sin dal suo insediamento Sali Berisha pote' godere di un forte sostegno della comunita' internazionale ..... sebbene chiari segni che violazioni dei diritti umani avvenissero ripetutamente. ....., Berisha apri' porti e piste di atterraggio e decollo ad uso della Nato e incoraggio' moderazione tra le etnie Albanesi in Kossovo e Macedonia"; il Ministro Napolitano ha affermato alla Camera il 19 marzo 1997 che molti cittadini albanesi giunti in Italia nel periodo della situazione di crisi in Albania dispongono di un visto d'ingresso; l'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite con comunicato datato Ginevra, 27 marzo 1997, informa che "In questo processo .situazione albanese ed accoglienza a favore degli albanesi., deve essere tenuta nella dovuta considerazione la legittima preoccupazione delle autorita' .italiane. di non favorire l'ingresso illegale in Italia di persone in cerca di lavoro che non abbiano alcun bisogno di protezione internazionale o di elementi criminali" _: quali iniziative intenda assumere dirette: a) a chiarire che cosa accadra' agli albanesi accolti in Italia dopo i novanta giorni di validita' del loro permesso di soggiorno e come dovranno comportarsi le questure nel caso in cui il Governo italiano dichiarasse che la situazione interna dell'Albania e' sempre di crisi generalizzata; b) a comunicare il numero di cittadini albanesi espulsi dal 1^ gennaio 1996 ad oggi, per quali reati, e quanti di loro erano in possesso di un regolare visto di ingresso in Italia; c) a dar conto del ruolo informativo che sta svolgendo l'ambasciata italiana a Tirana, ovvero a fornire pubblicamente copia dello scambio di note ed i dispacci tra l'ambasciata d'Italia ed il ministero degli affari esteri italiano nei mesi precedenti alla crisi; d) a comunicare se la rappresentanza diplomatica italiana a Tirana allerto' il ministero degli affari esteri italiano e questi il ministero dell'interno sui possibili sviluppi interni all'Albania, al fine di permettere all'Italia di approntare misure atte a scongiurare/prevenire un possibile secondo esodo verso l'Italia; e) a comunicare quanti visti d'ingresso sono stati rilasciati dall'ambasciata d'Italia a Tirana, in quali date, con quale validita', per quali motivi, e quali garanzie hanno offerto i richiedenti; f) a comunicare, al fine di permettere alle Camere di conoscere i paesi dai quali provengono il maggior numero di cittadini stranieri, quali siano nel mondo le dieci rappresentanze diplomatiche italiane, ovvero gli ambasciatori ed i consoli, che hanno rilasciato nel triennio 1994-1996 il maggior numero di visti d'ingresso in Italia; g) a comunicare se corrisponda al vero il contenuto di un intervento presente nella pubblicazione del Centro militare di studi strategici del 1996 Rischio da Sud, pagina 220: "Il movimento di popolazione puo' rappresentare un bluff da parte del Paese di partenza, ovvero uno strumento di pressione nei confronti del Paese di destinazione che non mira all'effettiva ridislocazione di parte dei suoi cittadini ma che ha scopi politici e/o economici. ..... E' il tipo di situazione verificatasi nel 1991 con lo sbarco dei cittadini albanesi in Puglia, riaccolti nel Paese d'origine in cambio della concessione di aiuti da parte del Governo italiano ..... uno strumento di pressione a fini di assistenza economica"; h) a comunicare se, poiche' molti albanesi hanno affermato di avere pagato una somma cospicua per giungere in Italia, gli aiuti del Governo italiano offerti attraverso il ministero dell'interno ai cittadini albanesi accolti in Italia siano indirizzati a tutti, o solo a chi e' privo di mezzi di sussistenza; i) a comunicare, poiche' il rifugiato e' per definizione privo di mezzi di sostentamento e ad esso provvede lo Stato che lo accoglie, con quali strumenti le prefetture stabiliranno chi ha e chi non ha diritto di aiuti, e conseguentemente chi non ha diritto ad essere anche accolto negli spazi di soggiorno approntati dal Governo; l) a comunicare se nelle zone maggiormente soggette ad affluenza od infiltrazione massiccia di cittadini albanesi, entrati anche irregolarmente in Italia, il ministero dell'interno abbia provveduto ad installare un apparato per fotosegnalamento; m) a comunicare in che modo, al termine dell'emergenza si provvedera' al loro rimpatrio; n) a comunicare se la seguente affermazione dell'onorevole Napolitano alla Camera in data 19 marzo 1997, che riporta una conversazione avvenuta con le autorita' albanesi in Albania nel 1996, avra' conseguenze sul rimpatrio degli albanesi momentaneamente accolti sul territorio italiano a seguito della situazione albanese: "l'apertura di flussi di ingresso legali in Italia per lavoro stagionale e stanziale a partire dal momento in cui si sara' nuovamente strutturato un potere democratico in Albania. Piu' il Governo albanese collabora a contenere in partenza il flusso di immigrazione clandestina verso l'Italia, piu' l'Italia accordera' quote preferenziali per ingressi legali per lavoro stagionale o a tempo indeterminato, nonche' altri canali, di albanesi in Italia (accordi verbali a dicembre 1996 tra Napolitano e Governo albanese)"; o) a comunicare il numero di donne albanesi di eta' inferiore e superiore ai diciotto anni giunte in Italia, e gli uomini di eta' inferiore e superiore ai diciotto anni giunti in Italia; p) a comunicare se la diffusione operata dal Ministro dell'interno su tutto il territorio nazionale degli albanesi giunti in Italia, puo' creare problemi od ostacoli ad un loro successivo rimpatrio; q) a comunicare se negli enti locali nei quali sono stati inviati cittadini stranieri per una momentanea accoglienza, il Ministro dell'interno abbia provveduto per le aumentate esigenze di pubblica sicurezza, come si evince dai dati del Ministero dell'interno del 1996 e del 1997, a potenziare le forze di polizia; r) a comunicare le iniziative e disposizioni volte a fronteggiare l'ingresso in Italia di cittadini stranieri che non hanno bisogno di protezione internazionale o di elementi criminali, che il Ministro dell'interno ed il Ministro degli affari esteri hanno posto in essere, anche tramite circolari; s) a presentare un rapporto sulle attivita' della Banca di Roma in Albania, ovvero su banche a capitale misto italo-albanese operanti nel paese, ovvero su uffici anche di rappresentanza di casse di risparmio italiane aperta in Albania su autorizzazione dalla Banca d'Italia a partire da gennaio 1993. (2-00485)

 
Cronologia
mercoledì 23 aprile
  • Politica estera ed eventi internazionali
    La Commissione europea pubblica le previsioni economiche, secondo le quali l'Italia e la Grecia non rispettano il rapporto deficit-Pil stabilito dal trattato di Maastricht.

martedì 29 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Misure urgenti per lo snellimento dell' attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo (AC 2564), che sarà approvato dal Senato il 14 maggio (legge 15 maggio 1997, n. 127 - Bassanini 2).