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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00150 presentata da SCALIA MASSIMO (MISTO) in data 19970428

La Camera, premesso che: tutti gli studi scientifici confermano che come conseguenza delle attivita' umane la concentrazione atmosferica dell'anidride carbonica e' aumentata del 25-30 per cento dal secolo scorso ad oggi e contemporaneamente sono aumentate le concentrazioni atmosferiche di altri gas ad effetto serra (Cfc, metano, eccetera); e' in atto un irregolare ma costante aumento della temperatura media globale dell'atmosfera. A cio' corrisponde il rischio di un innalzamento del livello del mare (sono sempre piu' frequenti le notizie circa spaccature piu' o meno profonde dei ghiacciai dell'Antartide), effetti nefasti sulle risorse idriche, degradazione dei terreni e conseguentemente della vegetazione e dell'agricoltura; le sessioni internazionali sui cambiamenti climatici globali che si sono succedute negli anni, dalla Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 alla prima Conferenza delle parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, organizzata a Berlino dalle Nazioni Unite nel marzo del 1995, hanno continuamente riproposto drammaticamente i rischi planetari prodotti dall'effetto serra e quindi dall'immissione di CO2 in atmosfera causata dalle attivita' connesse alla trasformazioni di energia; il documento conclusivo di Berlino, pur non fissando alcun obiettivo concreto per la riduzione delle emissioni di gas nocivi per l'atmosfera, poneva l'accento sulle gravi responsabilita' dei paesi industriali (Il loro "peso" e' di circa il 24 per cento della popolazione mondiale, e ben il 70 per cento in termini di consumi energetici) e fissava al 1997 il termine ultimo per la definizione delle soglie entro cui i gas nocivi avrebbero dovuto in futuro rientrare per non aggravare l'effetto serra; la Convenzione sui cambiamenti climatici prevedeva precisi impegni da parte dei paesi contraenti: uno di questi impegni prevedeva la presentazione di "comunicazioni nazionali" in cui indicare le azioni volte all'attuazione della Convenzione e definire in termini quantitativi le emissioni attuali e quelle previste per il futuro; il 23 luglio 1992 la Camera dei deputati approvava a larghissima maggioranza una risoluzione che impegnava il Governo a mettere in atto tutti gli interventi finalizzati alla riduzione drastica delle emissioni di CO2, oltre che ad "attuare l'introduzione di politiche fiscali sull'energia, con l'obiettivo di contenere l'aumento dei consumi e di reperire risorse per sostenere il decollo di tecnologie relative al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili; a promuovere e concordare in sede comunitaria l'adozione di energy tax secondo la proposta avanzata dal commissario all'ambiente della Comunita'..."; con la legge n. 65 del 1994, che ratificava la Convenzione sui cambiamenti climatici, l'Italia ha assunto l'impegno formale di contribuire alla riduzione delle emissioni di gas-serra; con la delibera Cipe del 25 febbraio 1994, si sono individuate le misure per l'efficienza energetica dei settori industriali, residenziale e dei trasporti assunte o da assumere per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica; la crescita demografica ed economica dei paesi in via di sviluppo porra' sempre piu' problemi a forte tensione ambientale. Entro il 2005, il fabbisogno energetico del continente asiatico potrebbe raddoppiare. Le sole Cina e India bruciano attualmente 1,5 miliardi di tonnellate di carbone altamente inquinante ogni anno, dato destinato ad aumentare rapidamente nei prossimi anni, e le ultime previsioni indicano che questi due paesi da soli emetteranno nell'ambiente entro il 2010 circa il 25 per cento della CO2 presente nel mondo; le misure protettive attuate dai paesi piu' industrializzati hanno e avranno effetti del tutto marginali se contemporaneamente non saranno intraprese azioni simili nei paesi in via di sviluppo attraverso l'attuazione di strategie di cooperazione finalizzate all'utilizzo di impianti innovativi, meno costosi, maggiormente efficienti, piu' puliti; cio' evidenzia l'esigenza di mettere a punto una strategia energetica su scala mondiale anche attraverso l'incentivazione della cooperazione tecnologica. L'esperienza tedesca di questi anni costituisce al proposito un esempio significativo. Tra il 1990 e il 1994, la Germania e' riuscita a diminuire le sue emissioni di CO2 di oltre il 40 per cento non in virtu' delle scelte fatte dall'ex Germania ovest in tema di riduzione delle emissioni inquinanti, ma grazie alla chiusura e all'ammodernamento dei vecchi e obsoleti impianti dell'ex Germania comunista. E' questa esperienza che dovrebbe essere riconsiderata a livello planetario; per quanto riguarda il nostro paese, il sistema energetico ha registrato l'arresto nel consumo del carbone ai livelli del 1980 e una forte sostituzione del petrolio con il metano, che entro il 2000 rappresentera' il 30 per cento della copertura del fabbisogno energetico; a condizionare il nostro sistema energetico, contribuisce sempre di piu' la grande crescita di consumi nel settore dei trasporti, in particolare su strada. Buona parte dei prodotti petroliferi sono utilizzati in questo settore, che contribuisce a creare gravi problemi ambientali quali l'inquinamento e il riscaldamento atmosferico: una politica di riduzione delle emissioni in questo settore deve prevedere un consistente spostamento modale della gomma al trasporto su ferro; decisamente ancora al "palo" e' l'attuazione della legge n. 10 del 1991, sul risparmio energetico e l'uso di fonti rinnovabili di energia. Sotto questo aspetto rappresentiamo purtroppo il fanalino di coda tra i paesi europei, e questo nonostante le forti potenzialita' del settore; impegna il Governo, a definire obiettivi quantificati volti a limitare e ridurre le emissioni dei gas di serra entro specifici limiti di tempo, come il 2005, il 2010 e il 2020; ad attuare scelte concrete di politica industriale ed energetica conseguenti all'obiettivo principale che e' quello della limitazione e la riduzione dei gas che provocano l'effetto serra; ad inserire nella pianificazione energetica nazionale il settore dei trasporti; a sviluppare una politica dei trasporti che consenta di ridurre le emissioni di biossido di carbonio, dando tra l'altro impulso allo sviluppo dei sistemi di trasporto collettivi; a indire entro l'estate del 1997 una Conferenza nazionale sull'energia che affronti il problema dell'effetto serra, analizzando con particolare attenzione i consumi energetici del settore dei trasporti e del territorio, in ordine ai loro effetti ambientali, e predisponendo un piano per le fonti rinnovabili che individui modalita' di applicazione per un reale sviluppo del solare termico e fotovoltaico, dell'eolico, del mini-idro, alfine di una sensibile riduzione del fabbisogno di combustibili fossili, e quindi della diminuzione delle emissioni di anidride carbonica; a promuovere l'innovazione tecnologica nella produzione energetica, dando in primo luogo completa attuazione alla legge n. 10 del 1991, mettendo a disposizione di tale legge, a partire dal documento di programmazione economico-finanziaria, i finanziamenti previsti dal Piano energetico nazionale del 1988 (non meno di 2000 miliardi l'anno per almeno dodici anni); a promuovere e sollecitare anche tra i partners europei, parallelamente alle iniziative interne attuate da ogni singolo Stato, quei necessari "trasferimenti" di nuove tecnologie in campo energetico e industriale ai paesi in via di sviluppo, finalizzati ad una accelerazione dello sviluppo sostenibile globale. Le misure per la protezione del clima, non possono non tener conto della realta' dei paesi in via di sviluppo, pena la loro sostanziale inefficacia a livello planetario. (1-00150)

 
Cronologia
mercoledì 23 aprile
  • Politica estera ed eventi internazionali
    La Commissione europea pubblica le previsioni economiche, secondo le quali l'Italia e la Grecia non rispettano il rapporto deficit-Pil stabilito dal trattato di Maastricht.

martedì 29 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Misure urgenti per lo snellimento dell' attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo (AC 2564), che sarà approvato dal Senato il 14 maggio (legge 15 maggio 1997, n. 127 - Bassanini 2).