Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01038 presentata da GUERRA MAURO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19970429
Ai Ministri del tesoro e degli affari esteri. - Per sapere - premesso che agli interroganti risultano i seguenti fatti: la Commissione europea ha varato un programma denominato "Jop": jont venture programme per promuovere gli investimenti delle Pmi europee nei paesi dell'Est Europa e dell'ex-Urss; la Banca di Roma e' stata accreditata dalla Commissione europea quale intermediario finanziario per il Jop in quanto - come recita un opuscolo redatto a cura di quell'istituto di credito - "la Banca di Roma e' una significativa realta' anche nei paesi dell'Est europeo... a Praga, a Mosca, e soprattutto a Tirana con la Banca italo-albanese, primo esempio di joint venture bancaria a capitale misto"; sembrerebbe che molte delle "piramidi finanziarie" albanesi abbiano operato su conti accesi presso la Banca italo-albanese; la Banca mediterranea, con molti sportelli in Puglia, posseduta al 100 per cento dalla Banca di Roma, ha finanziato investimenti e operazioni economiche italiane in Albania; alcuni italiani ed albanesi sono stati arrestati dalla nostra polizia nel giugno 1995, nella filiale della Banca di Roma, in via Cola di Rienzo, a Roma, mentre cercavano di far accreditare presso la filiale della banca a Tirana, ventitre' miliardi di lire in certificati di deposito falsi; il 5 luglio 1995 il direttore della filiale della Banca di Roma a Tirana, Roberto Pancani, si suicida in quel di Vetralla (Viterbo). Il 16 luglio dello stesso anno si verifica un altro strano "suicidio", quello di Mario Ferraro, che stava indagando su un traffico di titoli da e per l'Albania; l'ex-ambasciatore a Tirana Luigi Vittorio Ferraris accusa esplicitamente "ambienti della Farnesina" di aver sostenuto Berisha e ritardato l'avvento di un Governo di unita' nazionale anche quando le piramidi finanziarie gia' scricchiolavano perche' preoccupati "di non mettere il dito in una crisi finanziaria che poteva coinvolgere interessi economici italiani in Albania"; e' evidente che le somme ingenti raccolte dalle "piramidi" albanesi non provengono solo dal risparmio privato (la somma complessiva e' pari ad un terzo del prodotto nazionale lordo), ma anche da altre fonti che possono essere ricondotte - secondo il sottosegretario agli affari esteri Fassino e il procuratore generale antimatia Vigna - "a traffici illegali provenienti dall'estero". In altre parole al riciclaggio del denaro sporco -: se non intendano approfondire i motivi per cui questi istituti di credito di primaria importanza non hanno informato la nostra ambasciata e il nostro Governo sulla fragilita' ed i probabili effetti disastrosi del piu' che prevedibile crack finanziario delle "piramidi" albanesi; se non intenda il Governo avviare un'inchiesta sulla partecipazione di questi ed altri istituti di credito italiani al meccanismo ed alla gestione dei flussi finanziari di tali "piramidi"; se non ritengano di dovere sollecitare la Banca d'Italia ad esercitare in merito il suo ruolo istituzionale di controllo, sia pure a posteriori; se non ritengano di dover approfondire se vi sia stato un ruolo dei nostri servizi segreti, o di parte di essi, in relazione alla operazione di riciclaggio di denaro sporco tramite le suddette "piramidi". (3-01038)