Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09534 presentata da BASSO MARCELLO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19970429
Al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che: e' giunta notizia agli interroganti che la Societa' Ambiente spa e' in attesa di autorizzazione ministeriale per la realizzazione di un impianto termoelettrico a fonti rinnovabili (comunemente noto come inceneritore) per l'utilizzo di combustibili non convenzionali per una quantita' pari a circa 220.000 t/a (700 t/g) in una porzione di circa 5,5 ettari dell'area gia' di proprieta' Eni-Agip in localita' Lugugnana di Portogruaro; l'impianto andrebbe ad insediarsi in una zona in cui da circa venti anni esistono due discariche, una gia' esaurita e l'altra in fase di esaurimento, di interesse regionale, che gia' sopporta un carico notevolissimo di rifiuti solidi urbani provenienti non soltanto dai comuni del Portogruarese, ma anche da altri comuni del Veneto, compresa Venezia, e, in passato, anche da altre regioni, attraverso ordinanza del presidente della giunta regionale; le aree urbane limitrofe agli attuali impianti di smaltimento, in particolare i centri di Giussago, Lugugnana e Vado sopportano gia' da troppo tempo i disagi di ordine igienico sanitari, e che tali disagi non sono piu' prolungabili; la struttura andrebbe ad insediarsi quasi a ridosso di aree a forte interesse turistico ed ambientale quali la spiaggia di Bibione, Brussa e Caorle, e le valli di Caorle-Bibione; il turismo e' la risorsa piu' importante del Veneto orientale; il Veneto orientale e' area marginale rispetto alle piu' forti aree centrali del Veneto, anche per la latitanza dei governi della regione Veneto e per la concomitante concorrenza del Friuli-Venezia Giulia, regione a statuto speciale; l'impatto ambientale dell'impianto potrebbe rilevarsi pesante per il sistema idrologico dell'area, sia in rapporto al fabbisogno idrico dell'impianto, che per lo scarico delle acque derivanti dal trattamento e - fatto sicuramente piu' preoccupante - per le emissioni chimiche e per la loro ricaduta al suolo; il termodistruttore prevede l'utilizzo di una ingente quantita' di materiali combustibili il cui trasporto appesantirebbe una struttura viaria gia' insufficiente; l'area negli anni settanta e' stata acquisita dall'Eni per la realizzazione di una raffineria mai completata, e che ha comportato uno scandaloso spreco di denaro pubblico; la vicenda si e' chiusa, in tempi recenti, con la vendita dell'area, da parte dell'Eni-Agip, a privati escludendo qualsiasi contatto con gli enti locali interessati; l'Eni-Agip si e' riservata la proprieta' di circa sei ettari di terreno proprio per la realizzazione dell'inceneritore; a conclusione di un'emblematica vicenda di cattivo governo, che ha visto come protagonista un ente di Stato, e' persino offensivo che oggi si pensi a quell'area come luogo deputato allo smaltimento di rifiuti di tutta la provincia di Venezia; la regione Veneto, strumentalmente si sottrae alle proprie responsabilita' affermando che le autorizzazioni relative alle centrali termoelettriche spettino al ministero interrogato; sarebbe quanto mai opportuno, ad avviso dell'interrogante, che la regione Veneto uscisse da una posizione pilatesca, aderendo, in modo convinto, alle posizioni contrarie all'impianto dei comuni interessati, interrompendo il metodo della decretazione regionale per consentire lo scarico dei rifiuti veneti nella discarica di Centa Taglio, assumendo politiche di programmazione che favoriscano soluzioni compatibili con le vocazioni del Veneto orientale; nell'area ex-raffineria deve realizzarsi una stretta collaborazione tra privati, regione, comuni ed organizzazioni sindacali e di categoria in grado di creare un'incisiva promozione di insediamenti produttivi e di nuove imprese capaci di creare occupazione e sviluppo economico, sulla scia di quanto sta avvenendo con l'approvazione del patto territoriale; la localizzazione per impianti per la produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili deve essere eventualmente individuata in zone che gia' presentano un tessuto industriale sviluppato e soltanto dopo un'accurata valutazione dell'impatto ambientale -: se, a fronte di queste motivazioni, non sia opportuno dare una pronta e ferma risposta negativa alla proposta avanzata dalla Societa' Ambiente spa. (4-09534)