Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00491 presentata da NESI NERIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970430
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato, della difesa e del tesoro, per sapere - premesso che: la Finmeccanica spa e' il secondo gruppo manifatturiero italiano, con un fatturato di circa quattordici mila miliardi di lire e un complesso di attivita' tra le piu' importanti e delicate per il nostro Paese (energia, industria aerospaziale, difesa, automazione, trasporti ferroviari, impiantistica), che occupano circa sessanta mila persone; nella riunione del 24 aprile 1997, il consiglio di amministrazione dell'Iri ha radicalmente trasformato la struttura di Finmeccanica spa provocando le dimissioni del suo presidente; data l'importanza del gruppo stesso, tale decisione, anche se formalmente presa dall'Iri, e' stata evidentemente ispirata dal Governo; la decisione dell'Iri si pone in netto contrasto con la risoluzione approvata all'unanimita' dalla Commissione Attivita' produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati del 23 novembre 1995, che impegna il Governo a non disgregare, con riferimento alla politica delle privatizzazioni, quanto realmente presente nel nostro Paese, ma anzi a favorirne l'aggregazione forte dell'omogeneita' tecnologica e dell'indivisibilita', capace di competere sul mercato globale -: se non ritengano che con la sua decisione l'Iri abbia totalmente disatteso la volonta' del Parlamento; se tutti i Ministri interpellati, tra i quali vi sono anche i responsabili della politica industriale del Paese e della politica nazionale degli armamenti, siano stati sentiti prima che il Governo prendesse una decisione cosi' importante e grave; se non ritengano che debba esistere una politica industriale italiana o, al contrario, che l'unica politica possibile sia la cessione pura e semplice, al miglior prezzo, del patrimonio industriale del Paese; se non ritengano che - a fronte del processo di concentrazione industriale e finanziaria in corso in tutta l'Europa, anche l'Italia debba essere dotata - nei settori piu' importanti - di imprese di dimensioni tali da poter competere con quelle straniere, anche per allontanare il pericolo sempre incombente che il nostro Paese diventi una pura espressione geografica, terreno di scontro e quindi di colonizzazione dei maggiori gruppi mondiali. (2-00491)