Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00495 presentata da DE CESARIS WALTER (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970508

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dell'ambiente, della pubblica istruzione, dell'universita' e della ricerca scientifica, del lavoro e della previdenza sociale, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, per sapere - premesso che: nel 1988 le Nazioni Unite, per valutare i rischi di quella che da piu' parti veniva prospettata come una crisi climatica in arrivo e per fronteggiare le conseguenze, istituiscono - tramite l'organizzazione meteorologica mondiale (WMO) e il programma ambiente delle Nazioni unite (Unep) - un organismo scientifico intergovernativo, denominato Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc). Nel 1990 l'Ipcc presenta il primo rapporto scientifico, gettando l'allarme sulla presenza di un segnale di non equilibrio nel sistema climatico, in particolare sulla crescita sensibile della temperatura, del livello del mare, della concentrazione atmosferica di CO2 e di altri importanti parametri climatici, con conseguenti gravi pericoli per l'umanita' ed il biosistema in generale; il 29 ottobre 1990 l'Unione europea, nella dichiarazione congiunta - sotto presidenza italiana - del Consiglio dei ministri UE dell'ambiente e dell'energia decide di ridurre le emissioni di anidrite carbonica (CO2), per stabilizzarle nel 2000 al livello del 1990. In tale dichiarazione gli Stati membri si impegnano ad adottare programmi ed iniziative per miglioramento dell'efficienza energetica nel settore industriale, per misure nel settore dei trasporti, dei servizi e nel settore non-industriale. Infine, gli Stati membri si impegnano a proteggere ed a estendere gli assorbiti naturali (sinks) di CO2, in particolare le foreste; nel 1992 l'Ipcc pubblica il rapporto supplementare, che conferma ed aggrava i risultati del primo rapporto scientifico. Sempre nel 1992, durante l'Earth Summit delle Nazioni unite su ambiente e sviluppo (Unced) viene presentata e firmata la convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici (Unfccc), tra i paesi firmatari vi e' l'Italia. La Unfccc verra' poi ratificata dal Parlamento italiano con legge n. 65 del 15 gennaio 1994. La Unfccc stabilisce, tra l'altro: di "...raggiungere... la stabilizzazione delle concentrazioni di gas serra nell'atmosfera ad un livello che preverrebbe interferenze antropogeniche pericolose con il sistema climatico" (articolo 2); che "i paesi sviluppati devono prendere il maggior carico nel combattere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze avverse" .articoli 4.2 (a), 4.2 (b).; che riguardo le misure da adottare per combattere la crisi climatica, "dove sono presenti minaccie di danni seri e irreversibili, la mancanza di piena certezza scientifica non puo' essere usata come motivo di posporre tali misure" (articolo 3.3); di "sviluppare, aggiornare periodicamente, pubblicare... gli inventari nazionali della emissione"; sviluppare conseguenti programmi contenenti misure atte a mitigare i cambiamenti climatici .articolo 4.1 (b).; di "tenere conto dei cambiamenti climatici nelle politiche ... sociali, economiche ed ambientali ... studiando gli impatti" su tali settori .articolo 4.1 (f).; di "promuovere e cooperare nella ricerca scientifica, tecnologica, tecnica, socio-economica, ...nel rilevamento sistematico dei dati, nello sviluppo degli archivi di dati riguardanti i cambiamenti climatici" .articolo 4.1 (g).; di "promuovere e cooperare nel pieno, aperto e pronto scambio di informazioni scientifiche, tecnologiche, tecniche, socio-economiche e legali correlate ai cambiamenti climatici e alle conseguenze sociali ed economiche delle varie strategie" per farvi fronte .articolo 4.1 (b).; di "promuovere ... lo studio, l'addestramento e la conoscenza pubblica sui cambiamenti climatici, incoraggiando la piu' ampia partecipazione a questo processo, includendo quella delle organizzazioni non-governative" .articolo 4.1 (f).; di assegnare ai paesi sviluppati e ad economia in transizione (Annex I) l'iniziativa nel ridurre le emissioni, "riconoscendo che il riportare entro la fine del presente decennio le emissioni ai precedenti valori..." contribuirebbe a modificare la tendenza a lungo periodo delle emissioni umane di gas serra; ... "obiettivo di ritornare individualmente o congiuntamente ai livelli del 1990 di emissione della CO2 e degli altri gas non controllati dal Protocollo di Montreal" .articoli 4.2 (s), 4.2 (b).; di "promuovere e facilitare a livello nazionale e regionale... lo sviluppo e l'implementazione di programmi di conoscenza pubblica e nel settore scolastico... sui cambiamenti climatici e i loro effetti", nonche' "l'accesso pubblico alle informazioni sui cambiamenti climatici e i loro effetti" .articoli 6.a (I), 6.a (II).; di "promuovere la partecipazione pubblica nel dibattito sui cambiamenti climatici e i loro effetti" .articolo 6.a (III).; di "promuovere l'addestramento scientifico-tecnico ... di personale" (articolo 6.a (IV)); di assegnare alla "conferenza delle parti (Ccp), come supremo ente di questa convenzione, ..." lo studio e l'adozione degli appropriati "strumenti legali" (articolo 7.2); di "assegnare alla conferenza delle parti la ricerca e l'utilizzo ... dei servizi, della cooperazione e delle informazioni fornite dalle competenti organizzazioni e organismi intergovernativi e non-governativi" .articolo 7.2 (I).; di istituire il "Segretariato sui cambiamenti climatici" (articolo 6.1); in accordo con l'intergovernmental Negotiating Committee per la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (Inc/Fccc) le linee guida - in generale - per i paesi sviluppati (Annex I) e in particolare per l'Italia stabilivano di eseguire la stima delle emissioni nazionali per il 1990 di CO2, CH, N2O, NOx, CO, HFC, CF4 e C2F6; di condurre l'accertamento degli assorbitori di gas serra dannosi ad agricoltura e foreste; di identificare misure per la limitazione delle emissioni di gas serra non controllati dal Protocollo di Montreal; di applicare politiche, programmi e provvedimenti, eseguire la stima di emissioni ed assorbimenti naturali, lo studio della vulnerabilita' del territorio italiano ai cambiamenti climatici, lo studio delle iniziative italiane per lo studio, la cooperazione, la ricerca, l'osservazione sistematica, l'informazione e l'addestramento; nell'aprile 1995 a Berlino, nella prima conferenza delle parti (Cop1, "Klimaforum") viene riconosciuto da tutte le parti che l'esistente impegno per i paesi Annex I (i.e. sviluppati) e' di gran lunga insufficiente a raggiungere l'obiettivo di cui all'articolo 2 della Convenzione e viene emesso di conseguenza il mandato di Berlino, consistente nel rinforzo sostanziale e scadenzato temporaneamente degli impegni di riduzione delle emissioni dei paesi Annex I, con la quantita' ed i modi necessari. A questo fine viene istituito il gruppo ad hoc sul mandato di Berlino (Agbm), che impegna le parti a individuare le misure, i tempi, i compiti differenziati per paese e gli obiettivi strumentalmente necessari a rinforzare gli impegni dei paesi Annex I per ridurre le emissioni di gas serra; durante il 1995 viene completato dalla Columbia university (coordinato dalla professoressa Rosenzweig per la Nasa) uno studio commissionato dal Ministero italiano dell'ambiente sugli impatti del futuro cambiamento climatico in Italia, con particolare riferimento alle zone costiere, le precipitazioni, l'agricoltura, eccetera (consegnato ai delegati dell'Ipcc alla sessione plenaria di Roma, dicembre 1995). Tale rapporto prevede: l'aumento della temperatura di 3-6^C entro la meta' del prossimo secolo (corrispondente alla stabilizzazione delle concentrazioni atmosferiche di CO2 ad un livello doppio di quello pre-industriale); l'aumento (media annua) del 15 per cento delle precipitazioni; l'aumento dell'escursione stagionale: inverni con maggiori precipitazioni al nord e maggiore siccita' estiva al centro-sud e isole (diminuzione del 30 per cento delle precipitazioni nel semestre caldo); l'effetto combinato dell'aumento di temperatura e precipitazioni richiedera' cospicui interventi agronomici su larga scala (spostamento di alcune colture verso nord, proteggendo le zone costiere eccetera); a seguito dell'innalzamento del livello del mare 4550 chilometri quadrati di zone costiere (pari a circa il 10 per cento del totale) risultano destinate ad essere inondate. La maggior parte di queste zone costiere risiede nell'Italia del sud (62,6 per cento) - in special modo in Puglia (che e' praticamente destinata alla sparizione), il trapanese e il litorale siracusano, oltre che nel golfo di Napoli. Per quanto riguarda il nord la percentuale nazionale di zone costiere interessate e' del 24,4 per cento. Le zone colpite sono tutto il litorale veneto-romagnolo, dal ravennate a Trieste, particolarmente il delta del Po e le Valli di Comacchio. Praticamente sparisce il litorale laziale (dall'Argentario al Circeo, con l'area urbana di Roma ridotta ad una penisola); a seguito di una profonda modificazione dell'attuale regime idrogeologico e della introduzione di acqua salmastra nelle falde acquifere, la disponibilita' di risorse acquifere risulta diminuita; nel dicembre 1995 a Roma si tiene la sessione plenaria dell'Ipcc, in cui viene presentato il secondo rapporto scientifico e redatto il sommario per i Governi, il rapporto e il sommario vengono - per la prima volta - approvati all'unanimita' dai delegati scientifici governativi. Cio' impegna quindi anche l'Italia. Il rapporto stabilisce per il clima passato - dal 1840 ad oggi - che: la concentrazione atmosferica di CO2 - che e' rimasta pressoche' costante nel corrente millennio - e' in seguito aumentata, a partire dal 1840, del 30 per cento circa, con la maggior parte di questo aumento avvenuto nella seconda parte di questo secolo l'attuale valore della concentrazione e' di circa 360 ppmv; tale aumento e' attribuito in larga misura alle attivita' umane: uso di combustibili fossili e attivita' agricola massiccia. Dai dati pubblicati si riscontra un aumento con tempo di raddoppiamento di circa venti anni; la concentrazione di CO2, dedotta da misure chimiche di un carotaggio eseguito in Antartide, conferma che nei pregressi 220 mila anni le variazioni di tale quantita' sono state di gran lunga minori di quella avvenuta nel presente periodo industriale, dovuta alle attivita' umane. Inoltre, la misura della temperatura atmosferica, eseguita dallo stesso campione, conferma la stretta correlazione tra le variazioni di temperatura e quelle di concentrazione di anidride carbonica; anche le concentrazioni atmosferiche di altri gas serra connessi all'attivita' umana - come CH4 (metano), N2O (protossido d'azoto), CFC (cloro-fluoro carburi) -sono aumentate dall'inizio della attivita' industriale; la temperatura media globale al livello del mare e' aumentata nel presente secolo - ma soprattutto nell'ultima parte - di 0,3-0,6^C; le emissioni globali umane di CO2 sono attualmente pari a circa ventuno miliardi di tonnellate l'anno. Dai dati pubblicati si vede un aumento -nel presente secolo - corrispondente ad un tempo di raddoppiamento di circa venti anni; il livello medio globale del mare e' aumentato nel corso di questo secolo di 10,25 centimetri a seguito dell'aumento della temperatura atmosferica, su scala regionale c'e' chiara evidenza di cambiamenti di alcuni fenomeni meteorologici violenti; il bilancio totale dell'evidenza scientifica suggerisce una visibile influenza umana sul clima globale; il rapporto Ipcc prevede invece per il futuro del clima globale e per gli impatti sugli ecosistemi e gli insediamenti umani che: la temperatura globale crescera' di 1-3,5^C entro il prossimo secolo; l'aumento di temperatura e' previsto progressivamente maggiore alle latitudini via via piu' alte; il livello medio del mare salira' di 40 centimetri-1 metro nello stesso intervallo; si prevede un ciclo idrogeologico globale piu' intenso, con piu' siccita' e/o alluvioni in alcune zone, e viceversa in altre; avverra' una erosione ed inaridimento del suolo ed erosione delle spiagge; la diversita' biologica tendera' a diminuire; una sostanziale frazione (circa trenta per cento, 14 per centosessantasette per cento localmente) delle esistenti foreste sara' soggetta a cambiamenti radicali. In particolare, la variazione del clima e' prevista essere piu' rapida di quanto le foreste riescano ad adattarsi; i deserti diventeranno piu' estremi ed estesi, con possibilita' di apparizione di nuove zone desertiche; gli ecosistemi costieri diventeranno particolarmente a rischio, specialmente i delta dei fiumi e tutti i territori a bassa elevazione; i raccolti agricoli sono soggetti a variazioni della produttivita' fortemente dipendenti dalla latitudine, con calo potenziale al sud e aumento nel nord delle zone temperate; la salute umana sara' fortemente danneggiata dai cambiamenti climatici, con significativa perdita di vite umane. In particolare, in conseguenza dell'aumento della temperatura e delle precipitazioni, le zone temperate assisteranno alla comparsa delle malattie tropicali (come dengue, malaria, malattia del sonno, oncocercosi, febbre gialla). Inoltre, sono previste in aumento salmonellosi, colera e giardiasi. A Ginevra, nel luglio 1996, ha luogo la seconda conferenza delle parti (Cop2). La Conferenza ha stilato la dichiarazione di Ginevra, in cui: vengono richiamati solennemente l'applicazione dell'articolo 2 della Convenzione (riduzione delle interferenze pericolose sul sistema climatico) e il principio precauzionale (articolo 3.3); i governi riconoscono ufficialmente la validita' del secondo rapporto scientifico dell'Ipcc (1995) e ne fanno proprie le conclusioni, con particolare riguardo alla "visibile influenza umana sul clima"; i governi ritengono che il contenuto del rapporto Ipcc indichi una pericolosa interferenza umana col sistema climatico (ai sensi dell'articolo 2), riconosce la necessita' di continuare la ricerca coordinata dall'Ipcc; riafferma i vecchi impegni dei paesi ricchi (Annex I), sottolineando inoltre la necessita' di misure aggiuntive per riportare nel 2000 le emissioni al livello del 1990; stabilisce la necessita' di accelerare le negoziazioni per raggiungere l'accordo su un protocollo legalmente vincolante da completarsi e sottoporsi ad approvazione nel corso della terza conferenza della parti a Kyoto, dicembre 1997; durante le negoziazioni di sesta sessione di Agem a Bonn (marzo 1997) l'Unione europea presenta le conclusioni del Consiglio dei ministri dell'ambiente (Bruxelles, 3 marzo 1997) in cui si afferma che gli attuali impegni della EU (riduzione complessiva europea delle emissioni del 10 per cento nel 2010 rispetto al valore del 1990) vanno rinforzati, portandoli a una riduzione totale del 15 per cento nel 2010 rispetto al 1990, in particolare, l'impegno esistente disaggregato per l'Italia - corrispondente ad una riduzione del 7 per cento entro il 2010 va rinforzato di conseguenza proporzionalmente; gli attuali valori delle emissioni italiane di gas serra - come da comunicazione italiana all'Unfccc - prevedono per il 2000 un aumento del 5,6 per cento rispetto al livello del 1990. Il livello delle emissioni italiane della sola CO2 implicano, nel 2000, un aumento di circa l'11 per cento. Cio' significa che l'Italia fallira' di molto l'impegno contratto in sede EU di riportare nel 2000 le emissioni di CO2 al livello del 1990. Dovendo inoltre l'Italia soddisfare l'ulteriore impegno contratto in sede EU di ridurre del 7 per cento nel 2010 le emissioni rispetto al 1990, col trend attuale dovra' -nel decennio dal 2000 al 2010 - ridurre le emissioni drasticamente, di circa il 12 per cento. Ovviamente, il quadro italiano si aggrava ulteriormente, se si tiene conto del rinforzo degli impegni EU descritto al punto precedente (passaggio dal 10 per cento al 15 per cento totale); al contrario di quanto avviene nei maggiori stati dell'Unione europea, e in aperta violazione della legge 65 del 1994, che converte in legge la Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, siamo attualmente in assenza di consapevolezza pubblica - a tutti i livelli sociali e di istruzione - sui problemi del cambiamento climatico e delle sue conseguenze economiche, sociali, agricole e sulla salute umana. Cio' e' dovuto all'assenza di qualsiasi iniziativa a livello di diffusione di informazione ed istruzione, all'assenza di qualsiasi programma organico di informazione di massa, eccetera -: quale posizione intenda assumere il Governo italiano a fronte degli impegni internazionali e nelle fasi di negoziazione in vista della terza conferenza di Kyoto tra le parti; in particolare come intenda operare affinche' vengano affrontati congiuntamente i problemi delle riduzioni di emissioni e delle politiche necessarie affinche' esse non determinino impatti occupazionali negativi e al contrario sia definito compiutamente un piano di convenzione ecologica di efficienza e di trasformazioni produttive che perseguono riduzioni di emissioni e creazione di occupazione; come intenda operare perche' vi siano accordi internazionali di effettiva cooperazione solidale, che facilitino sviluppo qualificato e innovativo dei paesi deboli con trasferimenti di risorse e tecnologie appropriate; come intenda coinvolgere l'opinione pubblica, le scuole, le forze sociali, e quale discussione si intenda avviare anche nelle sedi parlamentari, per affrontare un problema di tale portata. (2-00495)

 
Cronologia
martedì 6 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 318 voti favorevoli e 260 contrari, l'emendamento Dis. 1.1 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, Misure urgenti per il riequilibrio della finanza pubblica (AC 3489), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.

venerdì 9 maggio
  • Politica, cultura e società
    A Venezia un gruppo armato secessionista occupa il campanile di San Marco, su cui issa la bandiera della Repubblica Serenissima. L'episodio si conclude dopo circa 8 ore, grazie al Gruppo d'intervento speciale dei carabinieri.