Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01067 presentata da FEI SANDRA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970512
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: si e' appresa tramite la stampa e grazie alla denuncia della professoressa Marcella Delle Donne, docenti di sociologia delle relazioni etniche alla Sapienza di Roma, l'aberrante vicenda della nomade bosniaca Elisabetta che il 4 aprile 1997 ha dato alla luce una bimba tra le sbarre della sua cella, abbandonata a se stessa in un carcere in cui gli stessi secondini non credettero alle sue dichiarazioni sullo stato di gravidanza in corso al momento dell'arresto, ma hanno addirittura ignorato le sue grida durante il travaglio; la giovane donna e' stata innanzitutto sottoposta alla carcerazione in violazione dell'articolo 275 del codice di procedura penale, secondo cui non puo' essere disposta la custodia cautelare in carcere quando imputata sia una donna incinta; non fu mai predisposta una visita ginecologica che accertasse le reali condizioni della detenuta che aveva peraltro denunciato l'avanzato stato di gravidanza; inoltre e' stata addirittura lasciata sola a partorire nella sua cella perche' le guardie penitenziarie non potevano credere che le grida delle doglie fossero vere, forse perche' lanciate da una detenuta e/o nomade; solo quando i gemiti della neonata hanno, questa volta inconfutabilmente, dimostrato la veridicita' delle dichiarazioni di Elisabetta, i guardiani hanno finalmente chiamato un'ambulanza che portasse madre e piccola all'ospedale di Torregalli, a Scandicci; come se il dramma umano non fosse gia' tragicamente ricco nessuno ha pensato di informare della nascita della figlia il marito di Elisabetta, David, anch'egli rom e profugo della Bosnia, che quello stesso 4 aprile 1997 era andato in carcere per avere notizie della moglie -: se non ritenga opportuno predisporre una indagine al fine di accertare eventuali atteggiamenti di stampo razzista in capo al personale preposto alla sorveglianza nelle carceri e comunque al fine di individuare i diretti responsabili di questa incredibile situazione; se non ritenga necessario adottare delle misure di carattere disciplinare nei loro confronti per non avere predisposto una visita medica, prima, e per non avere prestato assistenza, poi, durante il parto; quali misure intenda adottare affinche' episodi di tal fatto non accadano piu' nell'ambito giudiario. (3-01067)