Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00156 presentata da PAISSAN MAURO (MISTO) in data 19970514
La Camera, considerato che: in Europa ogni anno vengono utilizzate elettricita' e gas per un valore di miliardi di Ecu; secondo un'indagine della International Energy Agency (IEA), negli usi finali di energia elettrica sono possibili risparmi del 15-20 per cento, mentre altri studi (piano energetico della utility di Hannover, piano energetico di Roma), mostrano potenziali di risparmio dell'ordine del 30 per cento, con costi del kilovattora risparmiato inferiori ai prezzi dell'energia degli utenti; il fatto che queste possibilita' di risparmio energetico non vengano concretizzate non aiuta la nostra competitivita' economica; molte opportunita' di ridurre il costo globale dei servizio energia vengono perse; oltre a produrre perdite economiche, questi sprechi aumentano inutilmente l'inquinamento; l'uso di elettricita' e gas produce ogni anno la gran parte dell'anidride carbonica che contribuisce al riscaldamento globale, biossido di zolfo che causa le piogge acide, ed ossidi di azoto che danneggiano lo strato di ozono; impegna il Governo a: promuovere la liberalizzazione/concorrenza nella generazione di energia elettrica nei termini previsti dalla direttiva comunitaria per la creazione del mercato unico dell'energia come premessa indispensabile alla privatizzazione; introdurre tecniche di pianificazione razionale nei settori della distribuzione dell'elettricita' e del gas, come richiesto dalla proposta di direttiva approvata a larga maggioranza dal Parlamento europeo il 12 novembre 1996; favorire la modificazione del ruolo tradizionale delle compagnie elettriche da soli venditori di energia a fornitori di servizi energetici (qualita', supporto e promozione dell'efficienza di uso finale presso gli utenti) in accordo con la direttiva succitata e con la migliore esperienza internazionale; in modo da fornire alle compagnie nuovi mercati oltre a quello legato al puro consumo di kilovattora, come dimostra il fatto che negli Stati Uniti il mercato della gestione della domanda di energia (Gde) e' dell'ordine di alcuni miliardi di dollari; promuovere iniziative atte a creare occupazione ancorata al territorio nazionale attraverso la nascita di compagnie di servizi energetici per la realizzazione di azioni di retrofit di edifici ed impianti rivolte all'aumento dell'efficienza negli usi finali di energia; queste compagnie potranno essere parte integrante delle compagnie di distribuzione, loro sussidiarie o indipendenti; favorire la creazione di nuova occupazione direttamente attraverso gli investimenti in efficienza energetica ed indirettamente attraverso la maggiore disponibilita' di denaro degli utenti; promuovere l'innovazione tecnologica e la competitivita' dell'industria nazionale nei settori delle tecnologie ad alta efficienza, controlli, fonti rinnovabili, settori che sono in forte espansione nei paesi ad alta intensita' tecnologica come Stati Uniti, Giappone e paesi del nord Europa; farsi promotore di un aumento dell'efficienza nell'uso delle risorse e dunque dell'efficienza e della competitivita' della nostra economia (Green lights ha consentito risparmi del 50 per cento sui consumi per l'illuminazione ed Irr del 30 per cento); adoperarsi per facilitare, tra le altre cose, la riduzione della spesa energetica anche nel settore pubblico; probabilmente uno dei pochi interventi dove la riduzione della spesa puo' essere agevolmente ottenuta senza comprimere il servizio; adoperarsi per ridurre la dipendenza energetica del nostro Paese, particolarmente onerosa per la nostra bilancia dei pagamenti; concorrere alla realizzazione degli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni di CO2 del 15 per cento rispetto al 1990 entro il 2010, tenendo conto che il settore energetico contribuisce alle emissioni per il 30 per cento e che documenti Enel avanzano previsioni di incremento dei consumi del 2,5 per cento annuo nel prossimo quinquennio; promuovere la realizzazione di due mercati - 70 per cento di clienti vincolati e 30 per cento di clienti liberi - introducendo un sufficiente numero di aziende di distribuzione per garantire effettiva concorrenza comparativa, non estendendo la quota dei clienti liberi oltre il 30 per cento, onde evitare disincentivi all'investimento in efficienza energetica presso gli utenti; realizzare la completa separazione aziendale tra le compagnie di generazione, trasmissione e distribuzione, mantenendo il controllo della trasmissione allo Stato, cosi' come previsto dalle direttive europee; in tal modo le compagnie di distribuzione, non possedendo impianti di generazione, non subiranno la pressione a promuovere le vendite di maggiori volumi di energia per accelerare l'ammortamento degli impianti di generazione; realizzare pienamente il principio dell'armonizzazione tra gli obiettivi economico-finanziari delle aziende energetiche con gli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse attraverso meccanismi tariffari che disaccoppino i profitti dalle vendite, consentendo pertanto alle aziende di essere pagate per i servizi che l'energia elettrica fornisce (illuminazione, forza motrice, comfort termico, controlli) e non per il consumo di energia e di ambiente utilizzato per fornire i servizi stessi; consentire, fermo restando il principio di unicita' della tariffa, una piccola banda di oscillazione (5 per cento) nel prezzo di vendita per permettere una efficiente e trasparente applicazione della componente del price-cap che consente alle aziende il recupero dei costi dei programmi di gestione della domanda di energia; in tal modo aziende diverse potranno offrire servizi diversi nelle rispettive aree di distribuzione ed occorre evitare cross-subsides tra gli utenti di zone diverse; inserire, nella formulazione delle concessioni e dei contratti di programma la richiesta alle aziende distributrici di realizzare, a periodicita' prefissata, piani basati su tecniche di pianificazione razionali, che considerino con gli stessi criteri economico-finanziari le diverse risorse: generazione termoelettrica, cogenerazione, rinnovabili e risorse sul lato gestione della domanda (Gde) e scelgano il mix ottimale, sia dal punto di vista dei bilanci aziendali sia da quello nazionale, che attualmente coincidono; non introdurre la figura dell'acquirente unico, ma permettere l'accesso diretto delle compagnie di distribuzione al mercato elettrico all'ingrosso (Mei) in modo da non distorcere i meccanismi di mercato e non ostacolare il perseguimento dell'efficienza da parte dei singoli distributori; rendere obbligatorio nelle gare per l'aggiudicazione di nuova potenza, la presenza di opzioni riguardanti offerte di energia risparmiata attraverso interventi di Gde, come richiesto dalla direttiva sulla pianificazione razionale; introdurre politiche a favore delle fonti rinnovabili, tra cui: incentivi tipo CIP6 sul kilovattora prodotto, versati alle sole fonti rinnovabili e per tutta la vita dell'impianto, calcolati in modo da tenere conto dei costi ambientali evitati e del costi di impianto delle diverse tecnologie (ML/ kW); predeterminare la quota delle varie fonti da installare ogni anno, in via provvisoria con delibera del Governo, ed entro sei mesi attraverso un nuovo piano per le fonti rinnovabili; il finanziamento degli incentivi dovra' avvenire attraverso una quota, da applicarsi a tutti gli utenti inclusi i clienti liberi, attraverso le tariffe per la trasmissione e distribuzione; quota che non costituirebbe una tassa, bensi' il pagamento dei costi di produzione di energia di piu' elevata qualita' ambientale e l'adempimento al principio dell'Unione europea, secondo il quale la tassa deve essere commisurata all'inquinamento prodotto (polluters pays proportionally to pollution produced); consentire meccanismi innovativi di finanziamento delle fonti rinnovabili, come il green pricing, ossia la possibilita', per i clienti che desiderano energia contenente una maggiore percentuale di fonti rinnovabili, di ottenerla attraverso un corrispondente aumento del prezzo dell'energia; questa opzione si rivelera' di particolare interesse per le imprese che utilizzeranno l'ecolabeling dei loro prodotti come strategia di mercato: l'impatto dell'uso di energia elettrica sulle emissioni connesse ad un prodotto spesso preponderante. (1-00156)