Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00501 presentata da SAONARA GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19970515
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, per sapere - premesso che: il quotidiano Il Sole 24 Ore del 4 maggio 1997 ha pubblicato un articolo intitolato "Danni ingenti per le aziende che hanno investito dopo l'ok alla domanda di incentivi - Esauriti i fondi per il commercio restano a secco diecimila imprese"; nel menzionato articolo, si descrive la situazione per cui tutte le leggi che prevedono fondi per aiuti alle imprese commerciali e turistiche risultano inapplicabili in quanto sarebbero esauriti tutti gli stanziamenti; in particolare, le disponibilita' finanziarie emergenti dalla legge n. 517/1975 e dalla legge n. 67 del 1988, strumenti primari per le agevolazioni nel settore commerciale, le cui dotazioni ammontavano complessivamente a tremilacinquecento miliardi, risulterebbero esaurite nel 1989 con il finanziamento di quarantaseimila domande, mentre non potrebbero essere evase sedicimila domande giacenti, per mancanza di fondi, e per la stessa ragione sarebbe del tutto inutile inoltrare ulteriori domande di ammissione alle agevolazioni previste dalle citate leggi; una situazione simile si sarebbe determinata anche per la legge n. 341 del 1995, per le aree depresse del Mezzogiorno e lo stanziamento in conto capitale dei contributi agli investimenti in innovazione tecnologica ed assistenza tecnica nel commercio, legge per la quale sarebbero state inoltrate oltre 3500 domande entro la scadenza dei termini, nessuna delle quali potrebbe essere nemmeno istruita, a causa di disfunzioni informatiche; ma anche ove fosse possibile istruire le domande giacenti, le domande complessivamente avrebbero superato di gran lunga l'ammontare degli stanziamenti, pari a 250 miliardi, di conseguenza insufficienti per fare fronte alle esigenze del settore su cui dovrebbe andare ad incidere; lo stesso sembrerebbe doversi dire della legge n. 121 del 1987 per gli stessi investimenti sull'intero territorio nazionale, i cui fondi pari a circa 500 miliardi sarebbero interamente impegnati per le domande presentate, con l'impossibilita' di giungere ad ulteriori assegnazioni; l'unico caso in cui non permarrebbero giacenze di richieste inevase ed inaccoglibili di agevolazioni, sarebbe la legge n. 887 del 1982 sui consorzi di garanzia per i fidi (Confidi), che ha ricevuto dalle ultime due leggi finanziarie, rispettivamente, 25 e 20 miliardi; ma anche in questo caso, pur non rimanendo giacenze, gli stanziamenti sarebbero interamente impegnati per le domande presentate, con relativa impossibilita' di accoglierne delle nuove nel futuro; in sintesi, in Italia non esisterebbe, di fatto, alcun incentivo per agevolare il commercio, e presentare oggi una domanda di contributo sarebbe del tutto inutile ed illusorio; ed anche un eventuale e per nulla certo rifinanziamento delle suddette leggi sarebbe interamente esaurito per soddisfare almeno parte delle domande inviate e giacenti; intanto, anche molti imprenditori commerciali che hanno gia' presentato domanda, non avrebbero alcuna prospettiva di vederle effettivamente soddisfatte, il che avrebbe conseguenze particolarmente gravi per gli operatori le cui domande sono state formalmente accolte e "stipulate"; gli imprenditori, fidando nel "via libera" del ministero, hanno operato investimenti e stipulato mutui con le banche; in proposito, risulta all'interrogante che molti imprenditori commerciali lamentino rapporti problematici con gli istituti di credito, che, compresa la prospettiva del mancato contributo statale, esigerebbero la conversione dei tassi agevolati in ordinari, con oneri facilmente immaginabili; gli stessi imprenditori accuserebbero i competenti uffici del ministero di fornire informazioni scarse ed inaffidabili; sull'argomento, l'articolo citato riporta in via informale le repliche da parte del ministero stesso, per cui gli istituti di credito fin dal 1991 sarebbero stati invitati ad informare i clienti della sospensione dei procedimenti amministrativi di concessione dei contributi per carenza di fondi; si sarebbero inoltre realizzati degli incontri con rappresentanti dell'Abi per indurre gli istituti di credito a rinegoziare i tassi di interesse nell'interesse degli imprenditori -: se sia a conoscenza della situazione esposta e dello stato dei relativi contenziosi; se le dichiarazioni di replica alle rimostranze degli imprenditori, che l'articolo del quotidiano citato attribuisce al ministero interpellato in via informale, siano vere e complete, e quindi formalmente comprovabili; in caso affermativo, come si spieghi che la situazione delle agevolazioni al commercio sia degenerata nei termini indicati dall'articolo ed esposti nelle considerazioni precedenti, e quali siano le risposte piu' prossime ed adeguate per affrontare concretamente il problema, specialmente riguardo alle domande formalmente approvate e stipulate, ma mai effettivamente soddisfatte. (2-00501)