Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00506 presentata da NAPOLI ANGELA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970519
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri della pubblica istruzione e dell'universita' e della ricerca scientifica, per sapere - premesso che: nel nostro sistema parlamentare gli atti dei ministri e quelli del Governo danno luogo all'assunzione di una responsabilita' politica nei confronti del Parlamento; in particolare, ai sensi dell'articolo 95, secondo comma, della Costituzione, il Ministro e' individualmente responsabile degli atti del proprio Dicastero; gli articoli 33 e 34 della Costituzione disegnano l'architettura delle istituzioni e degli enti preposti all'istruzione di ogni ordine e grado, offrendo garanzie per l'effettivo godimento da parte dei cittadini di tale diritto; i documenti ministeriali relativi alla progettata ristrutturazione del sistema scolastico italiano, venuti a conoscenza degli interessati, hanno suscitato allarme e protesta per le gravi conseguenze culturali, professionali e civili che ne deriverebbero alla nazione qualora essi giungessero a realizzazione; sembra agli interpellanti che la riforma anticipata sopprima la scuola media inferiore, necessaria e propedeutica alle scuole medie superiori, mutili irreparabilmente le medie superiori di tutti i tipi; cancelli sostanzialmente i licei, soprattutto il liceo classico; appiattisca, al piu' basso livello, i dieci anni della scuola dell'obbligo unificandone assurdamente il percorso, solo apparentemente variato dalle "opzioni" orientative; allunghi pretestuosamente gli anni di studio pre-universitario rinviando le responsabilita' formative della scuola superiore ad una "post secondaria" inutile e costosa; sopprima definitivamente gli esami di riparazione e, con essi, l'indispensabile serieta' degli studi e la necessaria selezione; scarichi sull'universita' frotte di giovani impreparati sia culturalmente sia sul piano della formazione all'impegno serio nello studio; si sta gia' attuando una riforma strisciante a colpi di ordinanze e di circolari come quella con cui i docenti sono stati invitati allo studio approfondito di Gramsci; tale stato di cose, di fatto, ad avviso degli interpellanti sta avviando una riforma a senso unico, nell'alveo di decreti e circolari a cio' finalizzati senza alcuno spazio per altre voci non legate al "carrozzone" del Marxismo; il Parlamento non puo' accettare di essere escluso dalla costruzione di una riforma al passo con i tempi ne', tanto meno, di essere messo di fronte al fatto compiuto di programmi e nuovi ordinamenti gia' decretati o disciplinati; quelle che paiono agli interroganti le degenerazioni che si sono indicate, va aggiunta la denuncia dell'uso di libri di testo chiaramente orientati ad irreggimentare il "parco studenti" dietro le insegne di ideologie negatrici di valori e di liberta'; la scuola e' il luogo, non solo fisico, dove si completa la personalita' dell'individuo, si educano cittadini liberi e maturi, si trasmettono i valori su cui si fonda la nostra civilta'; e' irrinunciabile la garanzia per un insegnamento veramente libero da manipolazioni e strumentalizzazioni attentatrici della liberta' della istituzione scuola; nel paese reale e' in atto un importante dibattito sulla ineludibile riforma del sistema scolastico educativo e formativo che prospetti concrete risposte alle aspettative delle giovani generazioni sia per una piena formazione della personalita' sia per essere competitive nelle nuove situazioni del mercato del lavoro sia, ancora, per la costruzione di una valida, futura classe dirigente dell'Italia; una riforma di tale importanza acquisisce il rilievo di una riforma istituzionale che deve scaturire da un dibattito approfondito e consapevole, senza turbative e manovre tendenti ad imporre soluzioni "preconfezionate", cui partecipino tutte le forze politiche e culturali del Paese; e' fin troppo evidente agli interroganti il solco che distanzia le soluzioni "ideologizzate", proposte dal Ministro della pubblica istruzione, dagli obiettivi previsti dalla Carta costituzionale e rivendicati da quanti hanno a cuore la difesa della istruzione; altresi', le scelte sin qui operate dal Governo hanno paurosamente minato il campo educativo, producendo la fuga, per il pensionamento, di oltre 62 mila insegnanti; tale ulteriore stato di cose e il gia' previsto e necessitato ingresso nell'ordinamento scolastico, per il prossimo anno, di oltre ventimila nuovi precari lasciano antevedere - ad avviso degli interroganti - il totale disastro a cui sta andando incontro la scuola italiana, senza alcun utile e tempestivo provvedimento ministeriale ad evitarlo; gli interpellanti si riservano di assumere nuove, ulteriori iniziative parlamentari adeguate alla gravita' della situazione determinata dal Ministro della pubblica istruzione -: se esista, un piano organico degli interventi di riforma scolastica e se si intenda disporre, in attesa di specifiche determinazioni del Parlamento, il ritiro del decreto ministeriale del 31 gennaio 1997, recante revisione dei programmi di storia per il triennio dei corsi di qualifica e per il biennio dei corsi post-qualifica e del programma di italiano per il terzo anno dei corsi di qualifica dell'istruzione professionale (supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 1997) e la sospensione, per l'anno scolastico 1997-1998 del decreto interministeriale relativo alla riorganizzazione della rete scolastica. (2-00506)