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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00161 presentata da BIANCHI GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19970522

La Camera, premesso che: la crudele istituzione della pena di morte, che ha accompagnato la storia dell'uomo fin dalla notte dei tempi, e' stata messa in discussione per la prima volta in Italia. Nel 1764, infatti, Cesare Beccaria nell'opera Dei delitti e delle pene prospetto' la necessita' etica e l'utilita' politica di abolire la pena di morte e porto' alla effettiva abrogazione della pena capitale nel Granducato di Toscana (1786); il codice Zanardelli del 1889 abrogo' la pena di morte nello Stato unitario italiano. La pena di morte ritornata nel periodo fascista (1926) venne cancellata dalla Costituzione repubblicana nel 1948, rimanendo soltanto nel codice militare di guerra; la totale abolizione della pena capitale, sollecitata concordemente dalle forze sociali, dagli esponenti della cultura, dagli opinion leader, giunse in Italia nell'ottobre 1994 con una legge voluta da tutti i partiti politici con la sola astensione della Lega nord che lascio' ai propri rappresentanti nelle Commissioni parlamentari liberta' di coscienza; come conseguenza del chiaro impegno abolizionista delle forze politiche e sociali del nostro Paese, l'Italia ha assunto ufficialmente un ruolo attivo per promuovere la dinamica abolizionista in ambito internazionale; la Camera dei deputati ha approvato due risoluzioni (3 agosto 1989) che impegnano il Governo italiano ad attivare una esplicita ed incisiva politica abolizionista; il Governo italiano per ben tre volte negli anni novanta si e' fatto protagonista di un dibattito presso le Nazioni Unite per ottenere una moratoria delle esecuzioni capitali e la messa in discussione della pena di morte: durante l'ottavo congresso delle Nazioni Unite per la prevenzione del crimine e il trattamento dei delinquenti (agosto-settembre 1990), una risoluzione di moratoria proposta dall'Italia e' stata approvata a larga maggioranza anche se non ha raggiunto la maggioranza dei due terzi per soli quattro voti; presso l'Assemblea generale Onu (dicembre 1994), una risoluzione abolizionista proposta dall'Italia, che ha suscitato grande interesse, non e' passata per pochi voti; presso la Commissione Onu per i Diritti umani, il nostro Governo ha proposto una articolata risoluzione, tendente a promuovere una moratoria delle esecuzioni in una concreta prospettiva abolizionista, che e' stata approvata tra gli applausi il 3 aprile 1997; il Parlamento e i nostri rappresentanti governativi hanno piu' volte sollevato il problema della pena di morte nelle relazioni internazionali, bilaterali e chiesto la grazia per condannati alla pena capitale; i parlamentari europei italiani si sono fatti promotori di numerose risoluzioni del Parlamento europeo contro la pena di morte e in favore di singoli prigionieri passibili di esecuzione capitale; l'ultima condanna a morte nell'Europa occidentale e' stata eseguita in Francia nel 1977. A partire da quella data il processo abolizionista nell'Europa occidentale ha subito una forte accelerazione. L'Europa occidentale, e l'Italia in particolare, negli ultimi dieci anni sono diventate un forte punto di riferimento per il movimento abolizionista su scala mondiale; pressoche' tutti i paesi dell'Unione europea hanno completato il processo sia di sottoscrizione che di ratifica del protocollo 6 della Convenzione europea per la protezione dei diritti umani (1983) che vieta la pena di morte in tempo di pace, la grande maggioranza di essi ha gia' aderito al secondo protocollo opzionale al patto internazionale sui diritti civili e politici del 1990 che vieta la pena di morte in qualsiasi caso; i Paesi in procinto di entrare nell'Unione europea o nel Consiglio d'Europa - a cominciare dalla Federazione Russa - hanno fortemente accelerato il processo abolizionista; la risoluzione adottata il 12 marzo 1992 dal Parlamento europeo pronuncia una netta ed articolata condanna della pena capitale, enuncia il "dovere legittimo" di operare per l'abolizione della pena di morte ovunque sia prevista e praticata, chiede a tutti gli Stati membri di impostare la politica estera a cominciare da quella economica considerando il pieno rispetto dei diritti umani e in particolare l'abolizione della pena di morte come una condizione fondamentale; la raccomandazione 1246 dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (1994), rivolta al Comitato dei Ministri del Consiglio, considera che "la pena di morte non possa avere legittimamente alcun posto nei sistemi penali di societa' civili moderne" e che la sua applicazione possa essere paragonata alla tortura ed essere considerata una punizione inumana e degradante nel senso dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo; tra le questioni di maggior interesse in discussione in seno alla Conferenza intergovernativa per la revisione dei trattati di Maastricht apertasi a Torino il 29 marzo 1996 sotto la presidenza italiana ed entrata ormai nella sua fase conclusiva - vi e' l'inserimento del "divieto della pena di morte" nei nuovi trattati dell'Unione europea; la rapida evoluzione degli ambienti socio politici ed economici che si verifica nel momento della svolta millenaria non consente all'Europa di mancare l'occasione, rappresentata del rinnovo dei trattati di Maastricht, di dare un contributo specifico per l'avvento di un'era di convivenza pacifica e di giustizia, affermando i principi di liberta', di democrazia e di rispetto dei diritti umani pena la rinuncia al ruolo prestigioso che in questo momento si trova a ricoprire sullo scenario mondiale; ove non si vogliano fondare, come nel passato, le relazioni tra i popoli sulla forza delle armi e sulla violenza del potere economico, non si potra' trovare una base per la politica e per il diritto internazionale, ed anche per la realizzazione degli affari economici, al di fuori della dottrina dei diritti umani; come e' chiaro alla coscienza universale, e come e' affermato dagli studiosi del diritto e della politica, vi e' la necessita' di addivenire ad una rapida ed incondizionata abolizione della pena di morte, quale premessa all'abbandono dello strumento della violenza per la regolazione dei rapporti tra gli uomini; l'Italia svolge un ruolo privilegiato nel processo abolizionista della pena capitale; appare quindi necessario sanzionare ufficialmente il divieto della pena di morte nell'ambito dell'Unione europea - inserendo un esplicito enunciato in tal senso nei trattati di Maastricht in corso di revisione - come conseguenza del processo abolizionista che si e' verificato nel nostro continente, e come premessa per un piu' incisivo e legittimato intervento dell'Europa nei riguardi delle altre aree geopolitiche per conseguire l'universale ed incondizionata abolizione della pena di morte; impegna il Governo ad agire in seno alla Conferenza intergovernativa per il rinnovo dei trattati di Maastricht al fine di ottenere il chiaro ed inequivocabile inserimento del divieto della pena di morte nei trattati dell'Unione europea, senza rinunciare ad impiegare ogni capacita' diplomatica che si rendesse necessaria per un'opera di chiarimento e di convincimento atta a superare eventuali incertezze e perplessita' in merito avanzate da Paesi membri dell'Unione. (1-00161)

 
Cronologia
mercoledì 21 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 310 voti favorevoli e 244 contrari, l'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, recante Misure urgenti per favorire l'occupazione (AC 3677), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

martedì 27 maggio
  • Politica, cultura e società
    Il leader della Lega nord Bossi dichiara che il suo partito non parteciperà più ai lavori della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali.