Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00545 presentata da SAONARA GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19970616
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che: in risposta a numerose dichiarazioni riguardanti i massacri nei confronti dei profughi Hutu nelle regioni del nord e del sud Kivu sotto il dominio dell'alleanza delle forze democratiche per la liberazione del Congo-Zaire (Afdl) dirette da Laurent-Desire' Kabila, l'Alto commissario per i diritti umani il 6 marzo 1997 ha emesso un comunicato stampa in cui ha espresso una grave preoccupazione riguardo alla situazione agli eventi; tale comunicato stampa dell'Alto commissario per i diritti umani si inserisce in una varieta' di rapporti pubblicati da organi di stampa e di informazione e prodotti da autorevoli organizzazioni che si occupano di diritti umani; sulla base di tali rapporti e documenti, l'Alto commissario per i diritti umani ha deciso l'organizzazione di una missione d'inchiesta delle Nazioni Unite nell'area, e quindi ha chiesto al relatore speciale della Commissione dei Diritti Umani di recarsi sul posto, per investigare sulle dichiarazioni di massacri, e successivamente fare delle raccomandazioni alla commissione sui diritti umani, in occasione della sessione immediatamente successiva; peraltro, gia' nel precedente rapporto annuale sui diritti umani in Zaire, completato dal relatore speciale nel dicembre del 1996, diverse sezioni sono dedicate a violazioni dei diritti umani e delle leggi umanitarie internazionali, commesse dalle autorita' zairesi e dalle forze ribelli; la sezione 198 fornisce una dettagliata lista di uccisioni e "di tutte le forme di omicidio"; il paragrafo 199 riferisce che "l'Afdl preferisce uccidere piuttosto che fare prigionieri", e si legge del reclutamento forzato di bambini e di ostacoli frapposti all'assistenza umanitaria; di conseguenza, tra il 25 ed il 29 marzo 1997 il relatore speciale ha intrapreso la missione di inchiesta; la circostanza che non e' stato possibile il tempestivo invio di una intera missione scientifica, e che il relatore stesso fosse accompagnato soltanto dal proprio assistente e dal direttore dell'ufficio dell'alto commissario a Kinshasa, evidenzia ulteriormente la urgenza ritenuta dall'Alto commissario stesso; la missione e' cominciata con un giro di consultazioni ed interviste con rappresentanti di organismi umanitari dell'Onu, di organizzazioni non governative zairesi ed internazionali, e di attivisti per i diritti umani, medici e testimoni oculari a Nairobi, e con l'acquisizione, in tali occasioni, di numerosi rapporti scritti e testimonianze; successivamente, una missione si e' spostata nella citta' zairese di Goma, luogo riferito di molti degli eventi indagati, dove il relatore speciale ha conferito due volte con il capo di gabinetto di Kabila; sono stati intervistati anche membri delle famiglie delle vittime, operatori sociali e legali, organizzazioni locali e profughi rwandesi sulla strada verso il loro paese; nell'ambito degli eventi investigati, il relatore speciale riferisce di un clima di intimidazione diffusa, in cui gli individui avevano paura a fornire informazioni e hanno spesso collaborato chiedendo pero' che le loro generalita' ed ogni elemento che rendesse possibile un'identificazione non fossero resi pubblici; esistenza e motivazioni di questo clima di paura di per se' gia' danno da pensare; il relatore speciale ha ricevuto il resoconto di almeno 36 certi episodi di efferati assassinii di massa, come quello di Birambizo (regione di Masisi, Nord Kivu), dei primi di gennaio, in cui dei soldati avrebbero assediato la citta', preso i bambini dalle famiglie ed ucciso i genitori sotto i loro occhi; i corpi sarebbero stati accatastati dietro alla chiesa, e per ritirarne uno si dovevano pagare tre dollari; come altro esempio, il 31 dicembre 1996 a Bukombo, elementi dell'Afdl avrebbero chiamato a raccolta delle persone sparando su tutti quelli che venivano ed uccidendo 300 persone; il relatore e' inoltre stato informato di almeno 13 casi certi di esecuzioni sommarie di singoli individui o gruppi, tra cui quella dell'abate Nirere Benoit e cinque suore della congregazione di San Vincenzo; sono poi state testimonianze di almeno 14 sparizioni provocate, tra cui quelle di impiegati e dottori dell'UNICEF; benche' esulanti dallo stretto campo di indagine riferito ai massacri, relatore speciale ha preso nota di testimonianze concernenti altre violazioni di diritti umani, quali torture ed altri trattamenti e punizioni crudeli, inumane e degradanti, violenze carnali, violazioni della liberta' di espressione anche a danno di rapporti di organizzazioni non-governative, violazioni dei diritti di proprieta' e confische arbitrarie, arruolamenti di bambini ed impedimenti di azioni umanitarie; dalla missione e' emerso il "rapporto Garreton", in cui il relatore speciale riferisce di un clima di intimidazione e paura generali, di totale mancanza di liberta' di espressione e di informazione ed impossibilita' di fare circolare giornali o di trovare pluralismo nelle radio; il relatore, conferendo con il capo di gabinetto di Kabila, ha ricevuto una serie di generiche spiegazioni e giustificazioni attinenti alla particolare situazione ed ai tempi di guerra, alla mancanza di richieste per aprire radio e giornali etc. di cui il relatore stesso ha dimostrato la inaccettabilita' e pretestuosita'; in conclusione, il relatore speciale con la missione intrapresa ed il conseguente "rapporto Garreton" ha confermato la situazione gia' emergente dal citato rapporto annuale sui diritti umani, e l'esistenza di massacri ingiustificabili e di violazioni al diritto alla vita ed agli altri diritti umani nella regione del Congo-Zaire e da parte dell'Afdl, di Laurent Kabila; ha rilevato come tali atrocita' sembrino essere tuttora in atto, ed ha raccomandato l'invio piu' duraturo di missioni piu' organizzate ed articolate per approfondire le indagini e prevenire la ripetizione di quanto evidenziato; tra le raccomandazioni del relatore si nota quella diretta a non lasciare impuniti i fatti investigati; nelle premesse alle raccomandazioni inoltre si legge che "e' indiscutibilmente vero che l'alleanza delle forze democratiche per la liberazione del Congo-Zaire e' lontana dall'adempiere ai propri doveri di rispetto dei diritti umani"; tale circostanza dunque non appare in alcun modo dubitabile; in particolare, a quanto esposto si puo' aggiungere la conferma risultante da un rapporto di "Medici senza frontiere" sulla sparizione di 190 mila profughi Hutu, di cui hanno scritto il quotidiano francese Libe'ration ed anche La Repubblica del 21 maggio 1997; su tale rapporto, gia' e' stata presentata un'interpellanza; il commissario europeo per gli aiuti umanitari Emma Bonino ha ipotizzato per Kabila l'accusa di crimini contro l'umanita', ipotesi a questo punto senz'altro piu' che concreta -: se stia seguendo l'evoluzione degli eventi riferiti e rispetto ai quali le numerose testimonianze di organizzazioni internazionali umanitarie e non, facenti capo all'Onu e non-governative, non consentono alcun margine di dubbio; se non ritenga che il menzionato "rapporto Garreton" elaborato dal relatore speciale per i diritti umani presso l'Alto commissario, le osservazioni del rapporto stesso e le sue conclusioni, non siano una conferma valida ed autorevole, nonche' definitiva, rispetto alle innegabili violazioni dei diritti umani ed alla vita, poste in opera dalle forze facenti capo a Laurent-Desire' Kabila, che si e' autoproclamato successore di Mobutu e presidente della neonata Repubblica del Congo; se non intenda affermare e confermare la tradizione di rispetto e promozione dei diritti umani e delle liberta' fondamentali nell'ambito dello Stato italiano e della intera comunita' internazionale democratica, prendendo ufficialmente posizione riguardo ai gravi eventi esposti, e contro le violazioni e le efferatezze poste in essere nel Congo-Zaire; se non consideri quanto meno ingiusto che la diplomazia internazionale tolleri la condizione invero intollerabile dei profughi e degli altri individui di etnie Hutu, nonche' di tutti gli abitanti del Congo-Zaire, consentendo che Kabila divenga e rimanga capo di Stato riconosciuto anche ove accusato di crimini contro l'umanita'; se intenda riconoscere il nuovo governo di Kabila ed accettare relazioni ufficiali con quel paese senza considerare che il solo sospetto della fondatezza di quanto esposto dovrebbe bastare a mettere irrimediabilmente in discussione il ruolo di Kabila e dell'Afdl sul piano democratico, umanitario ed internazionale, dal momento che l'assoluto e limpido rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e' considerato essenziale dal nostro ordinamento e da quello internazionale, perche' uno Stato possa avere dignita' come tale, e perche' quella stessa dignita' sia conservata agli altri Stati che con esso intrattengono rapporti di qualsiasi tipo. (2-00545)