Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00555 presentata da SCALIA MASSIMO (MISTO) in data 19970618
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dell'ambiente, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e degli affari esteri, per sapere - premesso che: nel giugno del 1992 si e' tenuta a Rio de Janeiro la Conferenza delle Nazioni Unite su "Ambiente e sviluppo", in cui per la prima volta, in maniera cosi' importante, le priorita' ecologiche sono state poste all'attenzione di centinaia di Capi di Stato e di Governo; quattro sono stati in quella occasione, i documenti principali sui quali e' stato raggiunto l'accordo: 1) la Convenzione sul clima - firmata da centosessantasei Paesi - il cui obiettivo finale era di stabilizzare la quantita' di gas responsabili dell'effetto serra; 2) la Convenzione sulla biodiversita' - firmata da centosessantotto Paesi - sull'urgenza di tutelare e preservare gli eco-sistemi; 3) la "Dichiarazione di Rio", ovvero una sorta di accordo su un codice di condotta etico-ambientale; 4) "Agenda 21", che rappresenta il programma operativo che dovra' essere attuato dai paesi firmatari nei prossimi decenni, per risanare l'ambiente e puntare verso uno sviluppo sostenibile; il 23 luglio 1992 la Camera dei Deputati approvava a larghissima maggioranza una Risoluzione che impegnava il Governo su molti fronti, tra cui a: predisporre la ratifica delle due Convenzioni approvate a Rio e i relativi piani di attuazione, predisporre il piano nazionale per l'attuazione della Dichiarazione sull'ambiente e lo sviluppo dell'Agenda 21, varare un programma nazionale di ricerca su energia e clima globale, revisionare il Piano energetico nazionale per adeguarlo agli impegni in fatto di riduzione di emissioni di anidride carbonica, attuare politiche fiscali sull'energia, che mirino a contenere i consumi e a reperire risorse per lo sviluppo di tecnologie di risparmio e delle fonti rinnovabili, assumere nella sede dell'Assemblea dell'Onu un ruolo attivo nel promuovere la costituzione della Commissione ministeriale per lo sviluppo sostenibile, progredire verso l'obiettivo di devolvere lo 0,7 per cento del Pil alla cooperazione con i Paesi in via di sviluppo; l'obiettivo dell'aiuto pubblico allo sviluppo dello 0,7 per cento del Pil risulta essere del tutto disatteso. La percentuale di destinazione di risorse e' in media caduta - tra i Paesi piu' industrializzati - allo 0,27 per cento, che rappresenta il livello piu' basso degli ultimi venticinque anni; con la legge n. 65 del 1994 che ratificava la Convenzione sui cambiamenti climatici, l'Italia ha assunto l'impegno formale di contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra; con la delibera Cipe del 25 febbraio 1994 si sono individuate le misure per l'efficienza energetica dei settori industriali, residenziale e dei trasporti assunte o da assumere per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica; la delibera in questione, inoltre, diceva che per "stabilizzare" le emissioni al 2000, era necessario identificare misure addizionali. Tali misure addizionali in realta' non sono state mai identificate; la prima Conferenza delle parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, organizzata a Berlino dalle Nazioni Unite nel marzo del 1995 ha riproposto drammaticamente i rischi planetari prodotti dall'effetto serra e quindi dall'immissione di CO2 in atmosfera causata dalle attivita' connesse alla trasformazioni di energia; il documento conclusivo di Berlino, pur non fissando alcun obiettivo concreto per la riduzione delle emissioni di gas nocivi per l'atmosfera, indicava il 1997 come data ultima per fissare gli obiettivi di riduzione e le scadenze temporali che i Paesi industrializzati dovranno assumere per onorare gli impegni a favore della stabilizzazione del clima globale. Uno di questi impegni prevedeva la presentazione di "comunicazioni nazionali" in cui indicare le azioni volte all'attuazione della Convenzione e definire in termini quantitativi le emissioni attuali e quelle previste per il futuro; a condizionare il sistema energetico mondiale, contribuisce sempre di piu' la grande crescita di consumi nel settore dei trasporti, in particolare quelli su strada. Buona parte dei prodotti petroliferi sono infatti utilizzati in questo settore, che contribuisce a creare gravi problemi ambientali quali l'inquinamento e il riscaldamento atmosferico conseguente alla crescente immissione di CO2 in atmosfera; la Banca mondiale, che proprio con la Conferenza di Rio si impegnava per incentivare lo "sviluppo sostenibile", riconoscendo l'importanza della Convenzione sul Clima, nei fatti continua a non applicarla. Un recente studio del WWF svedese ha analizzato cinquantasei progetti della Banca nel settore energetico, trovandone solamente tre in linea con la politica energetica approvata nel 1992 dalla stessa istituzione finanziaria, che prometteva di promuovere strategie alternative per l'efficienza energetica; gli impegni assunti a Rio de Janeiro nel 1992 non riguardavano solamente il controllo e la riduzione di anidride carbonica ed altri gas serra, ma anche la salvaguardia delle biodiversita' sia vegetali che animali; la protezione dei mari, del suolo e delle foreste; la gestione dei rifiuti, la lotta contro la desertificazione, in special modo in Africa; sviluppo e trasferimento di nuove tecnologie a minore impatto ambientale; per quanto riguarda la tutela della biodiversita' non si puo' non constatare come l'industria delle biotecnologie finira' sempre di piu' per rappresentare una nuova e ulteriore minaccia alla sua salvaguardia. In definitiva le applicazioni dell'ingegneria genetica comportano inevitabilmente una ulteriore perdita di diversita'. Lampante e' l'esempio della soia manipolata con l'unica finalita' di resistere a dosi elevate di erbicida. Cio' fara' si che in breve tempo questa varieta' di soia diverra' prevalente, in quanto le rese sono maggiormente garantite dalle elevate dosi di erbicida che verra' usato anche per la raccolta finale; attraverso i brevetti di specie vegetali essenziali per l'alimentazione umana come la soia e il mais - per fare solo due esempi - importanti multinazionali (come la Monsanto e la Ciba-Geigy) stanno praticamente ridefinendo a livello globale l'accesso a risorse vitali. Infatti, i brevetti di soia e mais manipolati, "coprono" ogni altra variazione geneticamente ingegnerizzata di questa specie, prefigurando veri e propri "monopoli genetici"; i rischi di perdita di biodiversita' sono strettamente collegati agli enormi interessi commerciali (che si estendono anche alle manipolazioni genetiche su mammiferi e sull'uomo) conseguenti al mercato delle manipolazioni genetiche; in sostanza la Convenzione di Rio de Janeiro del 1992 sulla biodiversita' non tiene in dovuto conto le conseguenze della brevettabilita' di organismi vegetali e animali sulla biodiversita'; la salvaguardia della biodiversita' e' sostanzialmente assente dalla delibera Cipe del 28 dicembre 1993 recante il "Piano nazionale per lo sviluppo sostenibile in attuazione dell'Agenda 21"; dal 23 al 27 giugno 1997 e' stata convocata l'Assemblea straordinaria delle Nazioni Unite per la verifica dello stato di attuazione degli impegni assunti in occasione della Conferenza di Rio del 1992 -: quali siano - al di la' delle decisioni e degli impegni formali presi dall'Italia nelle diverse sedi per contribuire alla realizzazione di uno sviluppo ecologicamente sostenibile - i risultati raggiunti e gli eventuali progressi fatti dal nostro Paese a distanza di cinque anni dalla Conferenza di Rio; quale sia lo stato di attuazione degli impegni chiesti al Governo con la risoluzione, ricordata in premessa, e approvata il 23 luglio del 1992 dalla Camera, e in particolar modo con l'impegno preso circa lo 0,7 per cento di Pil da devolvere alla cooperazione con i Paesi in via di sviluppo; quali siano state le politiche industriali e l'impegno finanziario messi in atto per rispettare gli impegni assunti in sede internazionale, con riferimento in special modo ai quattro documenti principali sottoscritti a Rio de Janeiro e indicati in premessa (Convenzione sul Clima, Convenzione sulla biodiversita', Dichiarazione di Rio, Agenda 21); con quali strategie, linee programmatiche e proposte concrete il nostro Governo si presentera' all'appuntamento dell'Assemblea delle Nazioni Unite del 23 giugno 1997, e quale azione intenda promuovere in quella sede per contrastare la politica perseguita dalla Banca mondiale che, in evidente e totale contrasto con gli impegni assunti con l'Agenda 21, continua a sostenere e promuovere l'estrazione e la produzione di energia da combustibili fossili; se il Governo intenda impegnarsi a promuovere prima dell'appuntamento rappresentato dalla Terza Conferenza dei firmatari della convenzione sul clima che si terra' a Kyoto a dicembre 1997 (dopo quella di Berlino del 1995, e quella di Ginevra del luglio 1996), una Conferenza su trasporti e mobilita', che, accanto alle verifiche su Alta velocita', all'impegno sullo sviluppo dei trasporti rapidi di massa, alla priorita' del trasporto passeggeri-merci su rotaia, e alle conseguenti strategie, oltre a tutto cio', definisca le strategie rispetto ad una mobilita' ecologicamente sostenibile a minor consumo di territorio e meno inquinante; se non intenda inserire nella pianificazione energetica nazionale il settore dei trasporti, anche e soprattutto per il ruolo ormai sempre maggiore - evidenziato in premessa - che questo settore ha nella produzione e immissione di gas serra in atmosfera; se intenda promuovere, prima della Conferenza di Kyoto, una specifica conferenza nazionale sulla CO2 con un programma puntuale di stabilizzazione e riduzione di CO2 in atmosfera per i prossimi anni, e un programma operativo per il decollo delle fonti energetiche rinnovabili e per l'uso efficiente dell'energia; quali siano le linee programmatiche del Governo per la tutela delle biodiversita', e se non intenda promuovere e sollecitare una riflessione complessiva con gli altri paesi europei - anche in sede di emanazione di direttive riguardanti la brevettabilita' di organismi geneticamente modificati - circa i gravissimi rischi che l'industria delle biotecnologie e degli organismi geneticamente modificati produce riguardo alla salvaguardia delle biodiversita' oltre agli effetti sulla salute, ancora troppo poco ben valutati. (2-00555)