Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00556 presentata da GALDELLI PRIMO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970618
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente, per conoscere - premesso che: tra breve avra' luogo una sessione speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (Ungass) dedicata al bilancio e alla valutazione delle strategie e delle politiche effettivamente perseguite dagli Stati membri nel corso dei cinque anni trascorsi dal Summit della Terra di Rio de Janeiro; scadenza che riveste una particolare importanza - ancor piu' in vista della prossima fine del secondo millennio - per comprendere come l'umanita' percepisca il proprio futuro e come essa, di conseguenza, cerchi le indispensabili e improcrastinabili soluzioni ai maggiori problemi posti dai processi di crescita e sviluppo e dalle fondamentali esigenze di equita' e cooperazione tra i popoli; profonde sono, e ancor maggiori di quanto gia' non fossero anni fa, le differenze tra i Paesi industrializzati e quelli che invece continuano ad essere definiti in via di sviluppo pur essendo sempre piu' difficile intravedere per essi una reale prospettiva di fuoriuscita dalle condizioni di marginalita' economico-politica e di poverta', nelle quali si trovano; differenze e diseguaglianze che il processo di globalizzazione dei mercati ha acuito segnando ulteriori forme di esclusione tra paesi diversi e all'interno stesso delle comunita' nazionali, per il fatto oggettivo di porre l'accento sulla funzione del capitale, in particolare di quello finanziario, rispetto alle risorse naturali e umane; diversi indicatori documentano ormai in maniera inconfutabile che le attivita' umane sono responsabili del consumo e della distruzione di risorse e della produzione di scorie in quantita' superiori a quelle che il pianeta puo' ricostruire o smaltire e che, quindi, - pur rimanendo urgente la necessita' di migliorare le conoscenze scientifiche e sociali e quelle relative ai sistemi ecologici - la tendenza dominante continua a essere quella della prevalenza di politiche e azioni insostenibili, dannose per gli ecosistemi e per le attuali e ancor piu' per le future generazioni; la stessa vulnerabilita' del territorio italiano, con l'intensificarsi delle inondazioni e dei fenomeni di erosione del suolo e di desertificazione addirittura di alcune aree del Mezzogiorno e delle isole, e' da imputarsi, oltre che ovviamente ad alcuni eventi naturali, soprattutto all'azione umana che ha seriamente ridotto la capacita' di reazione degli ecosistemi; il piano nazionale per lo sviluppo sostenibile in attuazione dell'Agenda 21 (provv. Cipe del 28 dicembre 1993) - oltre a essere stato elaborato senza quell'ampia consultazione e partecipazione delle parti sociali che l'Agenda 21 ritiene indispensabili per assicurare un coinvolgimento attivo delle medesime nella complessa azione culturale, prima ancora che operativa, necessaria per progettare iniziative che implicano un cambiamento profondo delle attuali modalita' di produzione e consumo e degli stessi stili della vita quotidiana - non indicava ne' effettivi obiettivi di sostenibilita' ne' le risorse finanziarie comunque necessarie per impostare programmi e politiche nuovi, limitandosi esso al piu' riduttivo elenco degli strumenti e dei programmi di tutela ambientale in vigore; non risulta, in ogni caso, che al piano siano poi seguite azioni di un qualche rilievo; il Comitato interministeriale per la sostenibilita' previsto dalla delibera del Cipe citata, con la funzione di verificare lo stato di attuazione del piano nazionale e di elaborare il rapporto annuale sul progresso della politica italiana in tema di sviluppo sostenibile, da presentare alla Commissione delle Nazioni Unite per la sostenibilita', da tempo sembra aver smesso addirittura di riunirsi (e quando in precedenza sono state convocate delle riunioni ad esse non hanno mai partecipato i Ministri titolari) cosicche' il rapporto relativo al 1996 non e' stato ancora neppur presentato; per quanto riguarda il grave problema dei cambiamenti climatici e' da rilevare che in Italia il consumo globale di energia primaria e' stato di 163 Mtep nel 1990 e di 172,6 Mtep nel 1995 con un aumento della produzione di CO2 di circa 13 Mtep, talche' risulta completamente fallito l'obiettivo - solennemente sottoscritto dall'Italia - di contenere l'emissione di CO2 ai livelli del 1990 onde potere, dopo l'anno 2000, cominciare a ridurne le quantita' al di sotto di quella stessa soglia; inoltre sembra egualmente del tutto irraggiungibile l'altro obiettivo, negoziato in sede di Unione europea, di riduzione delle emissioni di CO2 del 7 per cento nel 2010 rispetto al 1990, dovendosi piuttosto prevedere - sulla base dei modelli econometrici in uso presso la comunita' scientifica italiana e considerando una crescita economica di circa il 2,1 per cento annuo - un aumento del 20 per cento; la mancata attuazione degli impegni di sviluppo sostenibile sottoscritti a Rio de Janeiro qualifica i governi che si sono da allora succeduti alla guida d'Italia come incapaci di svolgere una qualche funzione positiva nella conservazione e protezione di un patrimonio ambientale e storico-culturale di inestimabile valore e di primaria importanza per la crescita sostenibile del paese -: se non ritenga di definire entro i prossimi mesi, e comunque prima della presentazione del disegno di legge finanziaria per il 1998, uno scenario anche quantitativo di sostenibilita', assumendo gli impegni internazionali sottoscritti dall'Italia come parametro vincolante di orientamento e di valutazione dei programmi e delle politiche economiche e sociali, a cominciare dai provvedimenti legislativi e normativi in corso di elaborazione; se non ritenga di allegare al disegno di legge finanziaria per il 1998 un documento contabile contenente il riepilogo delle risorse finanziarie gia' destinate ad attivita' riconducibili alle finalita' dello sviluppo sostenibile, il loro riordino e aggiornamento secondo priorita' puntualmente motivate, il coordinamento degli uffici e dei servizi preposti alla loro gestione; se non ritenga di presentare al Parlamento una proposta di riforma fiscale e tariffaria e di programmazione economica e territoriale con la quale inserire la qualita' ambientale tra i termini positivi suscettibili di originare incentivi o, comunque, correzioni nei sistemi correnti dei prezzi e dei consumi; se non ritenga di aggiornare il piano nazionale di attuazione, alla luce degli obiettivi di cui ai precedenti punti; se non ritenga di presentare al Parlamento entro il 1997 uno o piu' documenti relativi alla trattazione dei seguenti problemi: monitoraggio dell'economia e della societa' italiana in modo da realizzare quel sistema informativo che e' necessario per delineare programmi e progetti e per elaborare indicatori che diano conto dei mutamenti intervenuti nel tempo e del grado di attuazione delle azioni rivolte alla sostenibilita'; programma di riforma della contabilita' economico-finanziaria inserendo elementi di contabilita' ambientale e sociale in modo da consentire una lettura integrata delle informazioni desumibili dagli indicatori economici e di bilancio e da quelli fisici e sociali; impulso alla ricerca scientifica e applicata - e alla ecotecnologia - per la crescita delle conoscenze e la diffusione di sistemi tecnologici puliti e piu' efficienti nel modo produttivo, con particolare riguardo al trasferimento delle conoscenze nelle piccole imprese e in quelle artigianali; contestuale definizione di proposte per la promozione della cultura scientifica e per la migliore conoscenza delle relazioni intercorrenti tra economia-ambiti di vita-principali sistemi ecologici; se non ritenga di agire in sede Ungass verso gli obiettivi: dell'azzeramento o, in ogni caso, della drastica riduzione del debito contratto dai paesi del sud del mondo con i paesi industrializzati; della riduzione delle spese per armamenti e per azioni militari e del divieto del commercio di mine anticarro e a favore invece della costituzione di un fondo di solidarieta' per le vittime delle guerre e degli ordigni bellici e la bonifica e il ripristino dei territori colpiti; della riforma della Banca mondiale affinche' i finanziamenti riguardino esclusivamente progetti ecocompatibili, valutati come tali dall'Unep; della promozione e dell'applicazione del principio di precauzione nell'elaborazione e valutazione delle politiche nazionali e regionali di sostenibilita'; della precisazione, indipendentemente dal fatto che si tratti di problemi globali, degli obiettivi che ciascun paese deve ripromettersi di raggiungere, tenuto conto del fondamentale criterio dell'equita' in base al quale ciascun abitante della terra ha gli stessi diritti. (2-00556)