Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00558 presentata da GALLETTI PAOLO (MISTO) in data 19970618
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: il Cipe ha approvato con delibera 28 dicembre 1993 il piano nazionale per lo sviluppo sostenibile in attuazione dell'Agenda XXI, adottata alla Conferenza delle Nazioni unite sull'ambiente e lo sviluppo (Unced), tenutasi a Rio de Janeiro nel giugno del 1992; nel vertice di Tokio del luglio 1993 i Paesi piu' industrializzati hanno ribadito l'importanza dello sviluppo sostenibile, per un rilancio dell'economia mondiale tale da non compromettere la disponibilita' di risorse per le generazioni future; il sistema dei trasporti italiano e' caratterizzato da una forte prevalenza del traffico su strada e da una limitata offerta di trasporto pubblico; in particolare il trasporto stradale delle merci, modalita' ad alto impatto sociale ed ambientale in termini di inquinamento acustico ed atmosferico prodotto, assorbe una quota superiore al 60 per cento dell'intero settore del trasporto merci; il traffico motorizzato, rappresentando una delle principali sorgenti di emissione di numerosi inquinanti atmosferici gravemente nocivi per la salute (come gli ossidi di azoto e di zolfo, il benzene, il piombo, il monossido di carbonio, gli idrocarburi policiclici aromatici), e' responsabile ogni anno di migliaia di decessi per malattia, giacche' i dati di mortalita' della popolazione italiana evidenziano tra le cause principali, la prevalenza di malattie cardio-circolatorie, dei tumori e delle malattie respiratorie; alle morti per malattia si aggiungono circa 9.000 decessi l'anno causati dagli incidenti stradali, avvenuti soprattutto nelle aree urbane che costituiscono peraltro la prima causa di morte sotto i 40 anni; secondo la tabella n. 8 del citato piano, il trasporto su strada nel 1990 assorbiva un consumo di energia nel settore dei trasporti pari all'84,24 per cento mentre le ferrovie e le filo-tranvie ne assorbono l'1,98 per cento e tale sproporzione a discapito del trasporto su ferro non e' diminuita negli ultimi anni; secondo l'Unione europea i costi "esterni" del distorto sistema dei trasporti (congestione, sinistri, inquinamento atmosferico e acustico) ammontano al 4 per cento del PIL; il piano nazionale prevede per il settore trasporti (capitolo 4) che: "Le azioni di riequilibrio e di sviluppo sostenibile del sistema dei trasporti e della mobilita' dovranno soddisfare, in via principale gli impegni indicati dall'Agenda 21 per la protezione della salute e l'uso del suolo, specie dove quest'ultimo, nelle citta' ad esempio, e' una risorsa scarsa sia per il livello di pressione antropica che per l'intensita' di utilizzo cui e' sottoposto. In via subordinata gli effetti di queste azioni dovranno soddisfare gli aspetti sociali ed economici riguardanti lo sviluppo dei centri urbani e delle loro periferie anche in funzione di nuovi modelli di consumo delle risorse e dei servizi, oltre che di comportamento degli stessi cittadini e di risparmio energetico complessivo. Inoltre, i programmi di azioni rivolte alla riduzione dell'inquinamento atmosferico nelle grandi citta', oltre che a migliorare la salute e la qualita' della vita, dovranno concorrere all'adempimento degli impegni sottoscritti con la firma della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici. Dovranno tendere, infatti, a diminuire ed a stabilizzare la presenza nell'atmosfera di gas ad effetto serra, quali il biossido di carbonio che si sprigiona in seguito alla combustione di carburanti. Dovranno tendere anche al raggiungimento dell'obiettivo di individuare e proporre agli organi decisionali di ogni livello nuovi modelli di gestione amministrativa, tecnica ed economica, che rispondano, ad esempio, al principio che le soluzioni di singoli problemi vanno ricercate mediante la predisposizione di nuove regole basate su assunzioni di responsabilita' decisionali omogenee ed organiche, sull'approfondita conoscenza scientifica delle cause, sull'adeguata ricerca dei mezzi tecnologici per affrontarle, sull'appropriata applicazione di strumenti economici in grado di reperire le necessarie risorse, soprattutto facendo sopportare a chi inquina i costi dell'inquinamento. Infine ogni strategia d'azione dovra' essere accompagnata da un'ampia e diffusa informazione tecnica e divulgativa affinche' ogni soggetto attivo e passivo sia coinvolto nella produzione degli effetti desiderati"; in merito agli obiettivi nazionali per l'adeguamento all'Agenda XXI si prescrive che: "Per uno sviluppo sostenibile nel campo dei trasporti e' necessario sviluppare una strategia di pianificazione e riequilibrio del trasporto urbano, regionale e nazionale tesa alla riduzione dell'impatto ambientale. Per un efficace governo del traffico si devono perseguire, oltre ai miglioramenti dell'efficienza della combustione e delle emissioni, nonche' dello sviluppo di ricerche tese ad utilizzare energie rinnovabili, almeno i seguenti obiettivi: a) ridurre le emissioni totali inquinanti; b) ridurre la necessita' di mobilita'; c) incrementare l'offerta di trasporto collettivo; d) contenere l'uso del mezzo privato motorizzato; e) razionalizzare gli strumenti normativi istituzionali per il riequilibrio dei trasporti. In dettaglio: a) Riduzione delle emissioni globali, attraverso il controllo degli inquinanti, l'introduzione di motori a minori consumo, forme di limitazione del traffico privato, controllo degli insediamenti che possono provocare afflussi di veicoli nelle zone congestionate, spostamento di quote consistenti di traffico, persone e merci sui sistemi di trasporto collettivo, in particolare ferrovia, tenendo anche conto delle potenziali e/o accidentali situazioni di rischio ambientale (trasporti di merci pericolose, eccetera); b) Riduzione della necessita' di mobilita'. Si tratta di non subire passivamente l'incremento crescente della domanda di mobilita' ma di identificare una correlazione forte tra la dimensione della citta', la sua forma, la sua organizzazione spaziale e temporale ed il traffico crescente. Contenere la domanda di mobilita' significa introdurre il concetto di limite alla capacita' di un'area urbana di accogliere determinati livelli di traffico, che deve essere commisurata all'impatto che essi generano e con obiettivi di tutela ambientale. Si tratta di introdurre nella pianificazione urbana e territoriale il concetto di "mobilita' sostenibile", verificata con analisi di compatibilita' ambientale attuata zona per zona. In sostanza si tratta di ridefinire l'uso e la destinazione dei suoli, al fine di contenere il consumo da parte delle grandi infrastrutture di trasporto (in particolare di suoli fertili e di aree di valore naturalistico, paesaggistico o storico) e minimizzare l'impatto ambientale. A titolo esemplificativo sarebbero necessari: piani urbani e territoriali integrati, tesi ad evitare le specializzazioni monofunzionali e ad "avvicinare" residenza, lavoro e servizi diffusi; regole degli orari delle attivita' urbane flessibili, per ridurre i carichi di punta e garantire una migliore efficienza dei servizi e delle infrastrutture; sistemi informatici, telefonici, via cavo ("autostrade telematiche") in grado di far diminuire la domanda di mobilita'. c) Incremento dell'offerta di trasporto collettivo. In Italia il trasporto pubblico e' scarso e genera anche notevoli costi finanziari, a causa delle inefficienze e della disintegrazione e separazione dell'offerta. Si impone dunque il vincolo di incrementare il servizio diminuendo contestualmente il costo/passeggero. Questo obiettivo e' raggiungibile con un incremento consistente dei passeggeri captabile non solamente con la realizzazione di nuove strutture rapide di massa in sede propria ma predisponendo servizi a rete, con tariffe integrate tra le diverse modalita' di trasporto pubbliche e private. Gli interventi devono assicurare un trasporto collettivo, non esclusivamente pubblico, che garantisca gradi accettabili di flessibilita', e capace di cooperare con il mezzo privato individuale. Occorrono quindi interventi per: potenziare l'offerta di trasporto ferroviario, migliorando l'efficienza nei nodi urbani, trasformando ad uso metropolitano le linee che attraversano le aree dense, integrando i diversi sistemi di trasporto pubblico e di sosta privata, realizzando nuove linee ferroviarie capaci di assorbire quote significative di traffico merci; predisporre un servizio di cabotaggio costiero, integrato con la strada e la ferrovia, per il trasporto Nord-Sud di merci; aumentare in modo significativo in ambito urbano l'offerta di trasporti rapidi di massa in sede propria; realizzare reti di piste ciclabili urbane ed extraurbane; migliorare i mezzi di trasporto pubblico attuali con l'adozione di tecnologie pulite; definire criteri normativi per il funzionamento di sistemi organizzati di trasporto pubblico individuale (ad es. taxi a chiamata, collettivi, car pool, auto elettriche a noleggio). d) Contenimento dell'uso del mezzo privato motorizzato. Contestualmente all'aumento del trasporto collettivo, debbono essere predisposte azioni di disincentivo del mezzo privato individuale, non solo per ridurre l'inquinamento, ma per liberare la viabilita' al servizio del trasporto pubblico, delle piste ciclabili, delle aree residenziali e pedonali. Le misure che debbono essere intraprese sono: limitazione e tariffazione della sosta nelle aree urbane, consentendo solo parcheggi pertinenziali per i residenti e di interscambio con il trasporto pubblico nelle aree periferiche; applicazione di tariffe road pricing alle autovetture in accesso nei centri urbani, mediante sistemi automatizzati di controllo ed addebito; incentivi e divieti allo scopo di aumentare l'indice di occupazione medio delle autovetture (car pooling) private; predisporre aree pedonali e zone a traffico limitato e selezionato per le aree residenziali; elaborare Piani Urbani del Traffico, con particolare applicazione dell'articolo 4 del decreto ministeriale 12 novembre 1992 per la determinazione delle zone urbane particolarmente vulnerabili alle pressioni di traffico; introdurre criteri di decisione negli interventi che privilegino l'adozione di modalita' di trasporto alternative a parita' di domanda di mobilita' rispetto al potenziamento infrastrutturale stradale ed autostradale. e) Razionalizzare gli strumenti istituzionali per il riequilibrio del sistema dei trasporti. Le strategie e gli interventi necessari capaci di offrire una mobilita' sostenibile dei passeggeri e delle merci possono essere intraprese se vengono adottate politiche strutturali, economiche e territoriali, che consentano azioni, progetti e verifiche improntate all'efficienza energetica, alla riduzione delle emissioni in atmosfera e dell'inquinamento acustico, al risparmio costante del suolo. Peraltro questa politica e' attualmente in Italia di attuazione problematica in quanto le Amministrazioni Pubbliche che operano a livello strategico, sia centrale che locale, nel settore Trasporti hanno ruoli e competenze diverse, non perfettamente integrate, talvolta inesistenti o sovrapposte. Nel settore trasporti operano infatti 21 centri di spesa pubblica, ciascuno dotato di una considerevole autonomia decisionale e gestionale. (...) In particolare occorrerebbe subito procedere almeno a: completamento dell'aggiornamento del Piano generale dei trasporti, adeguandolo a criteri di risparmio delle risorse ambientali e di applicazione del calcolo di esternalita'. La metodologia proposta per l'aggiornamento comprende infatti la valutazione di scenari alternativi di Piano sotto cinque punti di vista: tecnico trasportistico funzionale, economico, finanziario, occupazionale ed ambientale. In tal senso il nuovo piano deve essere sottoposto ad una procedura pubblica di impatto ambientale; revisione dei criteri di redazione dei Piani pluriennali di grande viabilita', allo scopo di razionalizzare gli interventi infrastrutturali a sostegno del traffico motorizzato su gomma. Sulla base del quadro degli obiettivi finora indicati sarebbe opportuno raggiungere concretamente entro il 2000 almeno i seguenti risultati (i dati sulle situazioni attuali sono riferiti al 1991): avvicinamento della quota di investimenti per le reti di trasporto pubblico urbano dall'attuale 2-2,5 per cento a valori prossimi a quelli degli altri Paesi comunitari (6-9 per cento); aumento del traffico passeggeri a lunga distanza su ferrovia passando da 20 a 34 miliardi di Pkm; aumento del traffico passeggeri su trasporti pubblici collettivi nelle aree metropolitane dall'attuale 11 per cento a valori intorno al 20 per cento; incremento del trasporto merci su ferrovia rispetto alla quota del 12 per cento attuale passando in termini assoluti da 23 a 42 miliardi di tkm; aumento di 25 chilometri della rete attuale di metropolitane, ad integrazione delle linee esistenti; realizzazione di 1.250 chilometri di mezzi di trasporto su ferro con tecnologie da metropolitana leggera (25 chilometri per 50 citta'); realizzazione di 2.000 chilometri di piste ciclabili (20 chilometri per 100 citta'". per l'ottenimento degli obiettivi strategici si individuano tra i piu' efficaci i seguenti strumenti: "integrazione della pianificazione urbanistica con la mobilita' urbana; razionalizzazione del traffico privato; politica legislativa adeguata, mediante l'introduzione di leggi apposite di natura normativa, tariffaria e fiscale e l'aggiornamento e/o la sostituzione di quelle obsolete e inadeguate alle nuove realta'; politica di innovazione tecnologica, mediante interventi volti da una parte alla promozione dello sviluppo tecnologico dei propulsori (ottimizzazione della combustione e dello scarico, introduzione di combustibili di tipo innovativo, eccetera) e di veicoli elettrici e ibridi, e dall'altra alla razionalizzazione e ottimizzazione dei piani di manutenzione dei mezzi di trasporto, principalmente di quelli che svolgono servizio publico intensivo in aree urbane. Relativamente alle azioni di ricerca, queste saranno concentrate nel campo dei nuovi carburanti e della progettazione di nuovi mezzi di trasporto nel campo della telematica e dell'informatica per la regolazione dei flussi di traffico in sede locale. Relativamente agli interventi per il raggiungimento di condizioni sostenibili della mobilita' urbana e' necessario un insieme di azioni, a livello normativo, programmatorio, gestionale e tecnico, da attuarsi in forma integrata da parte dello Stato, degli enti locali e degli operatori economici, ed un assetto organizzativo in grado di separare nettamente responsabilita' di governo del settore da quelle di produzione dei servizi. In particolare i piani di mobilita' urbana dovranno essere coordinati con strumenti di area piu' vasta. Andrebbe comunque precisato come, nell'ambito del settore dei trasporti e della mobilita', tali strumenti possano trovare una collocazione adeguata senza andare ad appesantire il gia' affollato panorama normativo in materia, che del resto avrebbe, se ben utilizzato, la potenzialita' per produrre una piu' efficace e aggiornata gestionale del territorio. Le azioni che l'Italia si impegna ad effettuare entro il 2000 sono le seguenti: redazione ed attuazione di Piani ambientali della mobilita' a livello metropolitano; definizione e attuazione di una politica per la intermodalita' del trasporto pubblico-privato con verifica della fattibilita' economica, dell'accessibilita' sociale e dei fattori umani coinvolti; definizione ed attuazione di una politica di protezione delle aree interessate dalle infrastrutture di trasporto, sia con protezione passiva (codice della strada, regolamenti edilizi, eccetera), che attiva (arredo urbano, decentramento delle funzioni, eccetera); definizione di una politica di sostegno industriale per la riprogettazione dei vettori ecologici per il trasporto di massa (tram, filobus, autobus plurimodali o a motorizzazione ibrida); definizione e sviluppo di una politica per il settore dei carburanti: in particolare sul fronte dell'utente occorre sviluppare una politica di incentivazione dell'impiego di carburanti alternativi quali il metano o quelli di origine vegetale, biodiesel, che garantiscono assenza di anidride solforosa e diminuzione di particolato, sul fronte della produzione sara' invece posta la massima attenzione ai contenuti degli aromatici nelle benzine (30 per cento) in peso al massimo, con benzene sotto l'1,5-2 per cento); definizione di una politica per l'informazione e la sensibilizzazione sull'uso del mezzo di trasporto, sia da parte del privato cittadino che del gestore di flotte per il servizio pubblico di trasporto; costituzione di authorities di bacino di traffico per la gestione del traffico e con compiti di controllo e di caratterizzazione dell'inquinamento; partecipazione ai futuri programmi europei del settore che si pongono come obiettivi la riduzione dei consumi di energia, la riduzione dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, l'incremento della sicurezza stradale, un miglior uso dello spazio urbano ed una migliore qualita' della vita mediante una serie di interventi di gestione integrata del traffico urbano"; gli obiettivi citati sono conseguibili mediante politiche strutturali, economiche e territoriali, da indicare nel corso di una conferenza nazionale sulla mobilita', la cui convocazione, a cinque anni dalla Conferenza di Rio de Janeiro, non puo' essere ulteriormente rimandata -: quali provvedimenti il Governo abbia adottato per realizzare gli obiettivi indicati dalla delibera Cipe 28 dicembre 1993 attuativa dell'Agenda XXI e per riequilibrare il nostro sistema dei trasporti diminuendo la percentuale di traffico su gomma a favore del traffico su ferro; se abbia presentato le relazioni annuali prescritte dalla delibera per la verifica dell'attuazione del piano nazionale per lo sviluppo sostenibile; quando il Governo intenda convocare una conferenza nazionale sulla mobilita'; se non ritenga, anche al fine di introdurre nella pianificazione urbanistica e territoriale il concetto di "mobilita' sostenibile", verificata con analisi di compatibilita' ambientale attuata zona per zona, cosi' come espressamente contemplato dalla delibera Cipe 28 dicembre 1993, per il raggiungimento degli obiettivi citati e coerentemente con le recenti leggi sulla semplificazione amministrativa e sullo snellimento dell'attivita' della pubblica amministrazione, di elaborare una proposta per istituire un Ministero unificato della mobilita', dotato di un unico fondo di spesa, che riunisca le competenze attualmente suddivise tra i Ministeri dei trasporti e della naviagazione, dei lavori pubblici e delle aree urbane; se e in che modo gli incentivi alla rottamazione delle autovetture, che hanno contribuito ad aumentare considerevolmente l'entita' del parco auto circolante, proprio in virtu' del rilancio "drogato" del mercato automobilistico, rientrino nel concetto di mobilita' sostenibile delineato dalla delibera Cipe citata. (2-00558)