Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00560 presentata da TURRONI SAURO (MISTO) in data 19970618
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: nel giugno del 1992 si e' tenuta, a Rio de Janeiro, la Conferenza mondiale su ambiente e sviluppo (United Nations Conference on Environment and Development), il piu' importante evento a livello mondiale riguardante i temi dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile; durante la Conferenza sono stati prodotti cinque documenti: la Dichiarazione di Rio, l'Agenda XXI, le Convenzioni sul clima e sulla biodiversita' e i Principi delle foreste; l'Assemblea generale dell'Onu a seguito della proposta formulata durante la Conferenza di Rio de Janeiro, ha istituito la Commissione per lo sviluppo sostenibile (Commission on Sustainable Development), con il principale compito di esaminare lo stato d'attuazione degli impegni assunti a Rio de Janeiro; in attuazione delle decisioni assunte durante la Conferenza di Rio de Janeiro sono state emanate la legge 14 febbraio 1994, n. 124, recante "Ratifica ed esecuzione della convenzione sulla biodiversita', con annessi, fatta a Rio de Janeiro il 5 giugno 1992", la delibera Cipe 28 dicembre 1993, recante "Piano nazionale per lo sviluppo sostenibile in attuazione dell'Agenda XXI" e la delibera Cipe 16 marzo 1994, recante "Approvazione delle linee strategiche per l'attuazione della convenzione di Rio de Janeiro e per la redazione del piano nazionale sulla biodiversita'"; a cinque anni dalla Conferenza di Rio e' stata convocata un'assemblea straordinaria delle Nazioni unite al fine di verificare lo stato d'attuazione degli impegni assunti a Rio de Janeiro; il documento piu' significativo sul quale e' concentrata l'attenzione e' l'Agenda XXI, in cui si chiariscono i legami tra ambiente, societa' e sviluppo e si affrontano le grandi questioni ambientali del ventunesimo secolo, come i cambiamenti climatici, l'inquinamento idrico, la desertificazione, la perdita di specie biologiche; secondo l'ultimo rapporto del World Watch Institute gli impegni assunti a Rio de Janeiro sono stati disattesi dalla gran parte delle nazioni che hanno partecipato al vertice e che hanno sottoscritto i documenti approvati; il rapporto del World Watch Institute ha evidenziato come il futuro ambientale del pianeta sia determinato dalle misure adottate da otto paesi, di cui quattro industrializzati e quattro in via di sviluppo, che insieme rappresentano il 56 per cento della popolazione mondiale, il 59 per cento della produzione economica, il 58 per cento delle emissioni di carbonio e il 53 per cento della superficie forestale: Stati Uniti, Russia, Giappone, Germania, Cina, India, Indonesia e Brasile; il rapporto del World Watch Institute sottolinea quanto la battaglia per uno sviluppo ambientalmente compatibile sia legata a questioni economiche e che, per raggiungere gli obiettivi dell'Agenda XXI i paesi in via di sviluppo, da soli, avrebbero avuto bisogno di investire 600 miliardi di dollari l'anno nel corso del decennio, mentre le nazioni industrializzate hanno ridotto il contributo annuale per gli aiuti esteri allo 0,3 per cento del prodotto nazionale lordo, a fronte dello 0,7 per cento previsto dall'Agenda XXI stessa; anche la Convenzione quadro sul cambiamento climatico rischia di essere disattesa; la concentrazione atmosferica di anidride carbonica e' in continuo aumento e il mondo dovra' affrontare un tasso di cambiamento climatico nei prossimi decenni superiore al tasso naturale di un fattore pari a dieci; la principale conseguenza sara' l'aumento dell'incidenza di fenomeni come alluvioni, siccita', incendi e ondate di calore, nonche' l'aumento della temperatura globale; le emissioni legate ai combustibili fossili, responsabili della produzione di anidride carbonica, sono salite di centotredici milioni di tonnellate, portando il valore complessivo annuo a sei miliardi di tonnellate; risulta assai improbabile che l'obiettivo fissato a Rio de Janeiro che i paesi industrializzati mantengano, nell'anno 2000, il livello delle emissioni pari o inferiore al livello del 1990; si prevede che l'impegno verra' rispettato solo dalla meta' dei paesi interessati; solo la Germania sta facendo sforzi consistenti per rispettare la convenzione sul clima e punta a ridurre le emissioni di carbonio nel 2005 ad un valore inferiore del 25 per cento rispetto a quello del 1990; obiettivo legato ad incentivi per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici e ad agevolazioni fiscali per la produzione di energia alternativa; per quanto riguarda gli Stati Uniti il Dipartimento dell'Energia prevede un aumento del livello di emissioni del'11 per cento nell'anno 2000 rispetto al 1990, mentre il Giappone dovra' adottare misure piu' severe solo per tornare nel 2000 ai valori di emissione del 1990; se non verranno attuate nuove strategie, l'Agenzia internazionale per l'energia prevede che le emissioni globali di carbonio dovute ai combustibili fossili nel 2000 supereranno i livelli del 1990 del 17 per cento, e nel 2010 del 49 per cento, raggiungendo quasi i nove miliardi di tonnellate l'anno, con buona pace della Convenzione quadro sul cambiamento climatico; la Convenzione sulla biodiversita' non gode di migliore fortuna: il tessuto vitale che costituisce gli ecosistemi del pianeta viene depauperato ad un ritmo pari a cinquantamila specie all'anno, tre quarti delle specie di uccelli del mondo stanno declinando, e circa un quarto delle 4.600 specie di mammiferi sono minacciate di estinzione; la deforestazione in Amazzonia e' aumentata del 34 per cento fra il 1991 e il 1994; le questioni ambientali planetarie sono inoltre fortemente legate ai problemi demografici; si calcola che, a fronte di una sostanziale invarianza delle risorse disponibili, la popolazione mondiale e' aumentata del 58 per cento rispetto al 1950; ovviamente il problema della crescita demografica non puo' essere scisso dal livello di consumo delle singole realta' territoriali: secondo alcuni calcoli infatti la crescita demografica annuale negli Stati Uniti pari a 2,6 milioni di persone crea maggiori pressioni sulle risorse mondiali dell'aumento di diciassette milioni di persone l'anno in India; e' necessario quindi che i paesi industrializzati adottino stili di vita con un minore sfruttamento delle risorse e con tecnologie meno inquinanti, al fine di sviluppare un'economia mondiale sostenibile; nonostante l'approvazione del piano nazionale per lo sviluppo sostenibile in attuazione dell'Agenda XXI, anche l'Italia appare in ritardo rispetto agli impegni di Rio; in particolare la risoluzione approvata dal Parlamento il 23 luglio 1992, a seguito della conclusione del vertice, impegnava il Governo a varare in tempi rapidi un programma di ricerca su energia e clima globale, ad attuare la riduzione delle concentrazioni di CO2 del 20 per cento entro il 2005, ad attuare l'introduzione di politiche fiscali sull'energia, a dare attuazione agli impegni ed accordi previsti dalla convenzione sulla biodiversita', ad assumere iniziative in merito a progetti di riforestazione, difesa e valorizzazione del patrimonio boschivo e contro la cementificazione del territorio -: quali siano gli obiettivi della delegazione italiana all'Assemblea straordinaria dell'Onu fissata dal 23 al 27 giugno 1997 per la verifica degli impegni assunti nel quadro dell'Agenda XXI; se il Governo italiano intenda assumere un ruolo propositivo e propulsivo al fine di rispettare gli obiettivi fissati durante la Conferenza di Rio de Janeiro; se il Governo ritenga di poter rispettare l'impegno di attuare la riduzione delle concentrazioni di CO2 del 20 per cento entro il 2005 e se intenda fissare ulteriori obiettivi per il 2010 ed il 2020; quali scelte di politica industriale ed energetica il Governo intenda adottare al fine di ridurre la produzione di CO2, di gas che provocano l'effetto serra e in generale l'emissione di inquinanti; se non ritenga opportuno inserire nella pianificazione energetica nazionale il settore dei trasporti, puntando allo sviluppo dei sistemi di trasporto collettivo; se non intenda predisporre un piano per le fonti rinnovabili e sviluppare finalmente la produzione di energia alternativa; quali iniziative il Governo intenda attuare al fine di consentire anche ai paesi in via di sviluppo l'uso di tecnologie innovative per la produzione energetica e se non valuti opportuno il trasferimento del know-how necessario; se intenda garantire l'impegno assunto durante il Vertice della terra di devolvere lo 0,7 per cento del Pil alla cooperazione con i paesi in via di sviluppo, al fine di promuovere politiche sostenibili sul piano ecologico, sociale ed occupazionale; quali iniziative intenda porre in essere per dare un fattivo contributo all'attuazione della Convenzione sulla diversita' biologica e se, in questo contesto, ritenga di dover attribuire al sistema delle aree protette il giusto ruolo, puntando eventualmente alla reintroduzione nel proprio habitat naturale di specie minacciate di estinzione, nonche' alla promozione di programmi di educazione scientifica e tecnica per l'individuazione, la conservazione e l'uso sostenibile della biodiversita'; quali iniziative intenda assumere in merito a progetti di riforestazione, difesa e valorizzazione del patrimonio boschivo e contro la cementificazione del territorio; se non intenda modificare l'attuale politica agricola, il cui modello potrebbe essere un punto di riferimento per l'intera comunita' europea, in modo da renderla ambientalmente compatibile e dando il necessario impulso allo sviluppo dell'agricoltura biologica; se non intenda dare immediata attuazione alle linee di intervento in materia di riforma fiscale anticipate nel Documento di programmazione economico-finanziaria per il triennio 1998-2000, con particolare riferimento all'introduzione di forme di prelievo fiscale ecologico, come peraltro indicato dalla stessa Agenda XXI; se non intenda promuovere un intervento nei confronti degli altri paesi per una riforma delle normative sulle biotecnologie, proibendo la possibilita' di brevettare organismi viventi e dei loro componenti, processi o prodotti; se non ritenga di dover intervenire presso le opportune sedi internazionali al fine di ridurre progressivamente i finanziamenti alle spese militari, per destinarli a progetti di cooperazione e di sviluppo ambientalmente compatibile; se non ritenga opportuno promuovere una verifica periodica degli impegni assunti in ambito internazionale, con particolare riferimento all'Agenda XXI; se non ritenga di dover vigilare sull'attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo, posta in essere da organismi multinazionali come la Banca mondiale, il cui intervento dovra' sempre tenere nella dovuta considerazione la sostenibilita' ambientale degli interventi finanziati; quali iniziative intenda adottare al fine di garantire la necessaria valorizzazione e tutela delle risorse idriche. (2-00560)