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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00020 presentata da MARZANO ANTONIO (FORZA ITALIA) in data 19970620

La Camera, esaminato il Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per il triennio 1998-2000; considerato che: per prassi ormai consolidata, il Governo Prodi formula previsioni ottimistiche, finora smentite dai fatti e di conseguenza poco credibili per il futuro; in particolare la combinazione di crescita e d'inflazione indicata nel DPEF in esame, rispettivamente nel 1997 dell'l,2 per cento e del 2,5 per cento e per il 1998 del 2 per cento e dell'1,8 per cento, non sono reciprocamente coerenti e non trovano riscontro nell'esperienza degli altri Paesi; le previsioni di altri istituti governativi (ISPE e ISCO) ed internazionali (OCSE) risultano meno ottimistiche: il tasso di sviluppo piu' prudentemente stimato e' dell'1 per cento per il 1997 e dell'1,8 per cento per il 1998; lo stesso Governo ha riconosciuto il proprio ottimismo di maniera correggendo al ribasso le previsioni contenute nel suo precedente DPEF (1997-1999), relativamente al tasso di sviluppo del 1997 passato dal 2 per cento inizialmente stimato, all'1,2 per cento; dall'audizione, presso le Commissioni bilancio di Camera e Senato e del Governatore della Banca d'Italia, si desumono precise riserve in ordine alle previsioni sul tasso di sviluppo e sulla crescita dell'occupazione, e dalla relazione del Governatore all'assemblea si desumono diffuse preoccupazioni circa l'andamento in prospettiva dell'inflazione; quanto al tasso di disoccupazione le previsioni del DPEF sono smentite da quelle ben piu' preoccupanti dell'ISCO, dell'ISPE, dell'OCSE e della Banca d'Italia oltre che nostre; nella prefazione del DPEF si formula l'obiettivo della riduzione del peso dello Stato per liberare risorse a favore del sistema produttivo, ma contemporaneamente si realizza una politica di riduzione del deficit attraverso ulteriori inasprimenti fiscali; il DPEF non contiene nulla di concreto circa le politiche economiche settoriali, ed in particolare sulla politica per lo sviluppo e di tutte le aree deboli del Paese, ne' tanto meno sulle riforme strutturali della spesa pubblica, stralciate queste ultime dal documento originario dopo l'incontro con i sindacati; il Governo continua a scommettere sul calo dei tassi di interesse dal quale vorrebbe ottenere un contributo determinante al risanamento della finanza pubblica, mentre secondo le opinioni di autorevoli osservatori tra i quali il Governatore della Banca d'Italia e' verosimile che sia gia' in atto un'inversione del trend in ambito nazionale ed internazionale; il Governo, violando le disposizioni di cui all'articolo 3 comma 4, della legge n. 468 del 1978, come modificata dalla legge n. 362 del 1988, non ha indicato nel DPEF l'elenco dei disegni di legge collegati: impegna il Governo: a correggere fin d'ora le sue previsioni in senso piu' realistico e approfondito, evitando di modificarle a ridosso della legge finanziaria come e' avvenuto l'anno scorso; a non presentare disegni di legge e provvedimenti a carattere di urgenza, collegati alla legge finanziaria in base alle previsioni dei regolamenti parlamentari, contenenti deleghe legislative, norme di contenuto generico, non omogeneo, non strettamente pertinenti con le finalita' di risanamento della finanza pubblica e di copertura del disavanzo; a presentare entro e non oltre il 31 luglio 1997 il provvedimento di riforma dello Stato sociale; a perseguire una seria politica di risanamento della finanza pubblica, basata sul contenimento strutturale della spesa pubblica corrente e non attraverso ulteriori inasprimenti fiscali, misure una tantum e operazioni di cosmesi contabile; a porre in atto i provvedimenti di carattere generale idonei a ricostituire le condizioni per la crescita della base produttiva in modo da favorire un aumento solido e durevole dell'occupazione, che deve considerarsi obiettivo prioritario; a procedere allo stesso scopo alle ulteriori riforme del mercato del lavoro, solo apparentemente reso meno rigido dal disegno di legge atto Senato 1918 "Norme in materia di promozione dell'occupazione", abolendo il monopolio pubblico del collocamento; a correggere, per quanto riguarda la politica fiscale, l'IRAP in modo da evitare distorsioni di pressione tributaria a carico delle imprese minori e ad estendere la deducibilita' delle spese documentate anche allo scopo di ampliare la base imponibile; ad introdurre misure di riequilibrio fiscale e di sostegno economico per la famiglia e per la parita' scolastica, realizzando inoltre una coerente politica per la casa attraverso provvedimenti di agevolazioni fiscali sulla prima abitazione; a riequilibrare il sistema previdenziale evitando aumenti dei contributi incluso il cosiddetto contributo di solidarieta'; ad assicurare una partecipazione dignitosa dell'Italia al patto di stabilita' presentando un piano di convergenza credibile di misure strutturali anche allo scopo di evitare che nei prossimi mesi possano verificarsi turbolenze valutarie a danno della lira. (6-00020)

 
Cronologia
mercoledì 18 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Parlamento in seduta comune elegge, al terzo scrutinio, componenti del Consiglio superiore della magistratura Antonio Ruggiero e Francesca Zannotti.

sabato 21 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il senatore Arlacchi (SD-U) è nominato vicesegretario generale dell'ONU, con l'incarico di direttore dell'UNDCCP (ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine) e di direttore generale dell'ufficio delle Nazioni Unite a Vienna.