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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00589 presentata da TURRONI SAURO (MISTO) in data 19970701

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dei beni culturali e ambientali e dell'ambiente, per sapere - premesso che: Stromboli e' la piu' settentrionale delle isole Eolie e presenta una superficie di soli 12.6 chilometri quadrati. Ginostra e' un antico, piccolo villaggio ubicato sulla costa sud-occidentale dell'isola, quasi all'opposto dell'altro, piu' grande abitato, Stromboli; Ginostra (trenta residenti, piu' trecento-cinquecento presenze estive) riceve i passeggeri di traghetti e aliscafi da Stromboli, Lipari, Milazzo e Napoli mediante un servizio di "rollo": una lancia a motore esce dal Pertuso, piccolissimo porticciolo naturale e trasborda i passeggeri alla e dalla motonave; dal 1988 esiste un progetto della regione Sicilia, assessorato lavori pubblici, per un porto di quarta categoria in localita' Secche di Lazzaro, circa 1 chilometro in linea d'aria ad est del centro di Ginostra. A causa di tale distanza il progetto comporta, oltre alla costruzione di un pontile di 58 metri e di una piattaforma di attracco, entrambi in calcestruzzo ed ancorati su trentaquattro pilastri, la realizzazione di una strada lunga circa 1,5 chilometri e larga metri 2, con tornanti e piazzola di partenza; tale progetto e' stato subito avversato da alcuni residenti, da associazioni ambientaliste e da un gran numero di amici di Ginostra "storica", attratti dal fascino particolare di un bellissimo villaggio costiero in una natura incontaminata, senza strade carrozzabili e senza rumori, con trasporti ancora a dorso d'asino e con acqua piovana raccolta nelle cisterne: una qualita' della vita rimasta unica nel Mediterraneo, capace di attrarre fortemente un turismo culturale ed ecocompatibile, e che andrebbe rispettata e conservata religiosamente; l'inizio dei lavori del porticciolo a Secche di Lazzaro venne subito bloccato, nel 1991, con decreto del Ministro dell'ambiente a causa della mancanza di uno studio di valutazione dell'impatto ambientale redatto nei termini di legge. Di quel periodo sono anche le prese di posizione contrarie all'iniziativa da parte di numerosi esperti di gestione ambientale, come Franco Barberi, allora presidente della commissione rischi vulcanici della protezione civile; Giovanni Napoleone, responsabile ricerca su "Meccanismi eruttivi del vulcano Stromboli", Universita' di Firenze; Mariano Valenza, direttore istituto di geochimica dei Fluidi, Universita' di Palermo; il progetto e' stato dapprima riproposto dalla regione Sicilia e dal comune di Lipari nell'ambito del piano regolatore dei porti ed ora e' in corso un ulteriore tentativo attraverso la redazione del piano paesistico di Stromboli; occorre pero' considerare la situazione geologica, ambientale ed anche di rischio dell'isola e del suo vulcano; Stromboli e' uno stratovulcano attivo di dimensioni simili a quelle dell'Etna: si erge per novecentoventiquattro metri fuori dal mare, ma la base del vulcano risulta almeno a 1.500 metri di profondita'. Il vulcano (Neostromboli) e' attivo da circa 2.000 anni, il chimismo e' sostanzialmente basico, il magma resta fluido nel cratere e si ha la tipica attivita' di lancio di brandelli di lava e di blocchi, con intensa emissione fumarolica, oggi da tre piccoli crateri. Nel passato geologico (Paleostromboli) ha dato luogo sia ad imponenti manifestazioni effusive sia ad esplosioni, con eiezione di ceneri, lapilli e valanghe ardenti, le piu' pericolose, i cui depositi si rinvengono proprio nell'area delle Secche di Lazzaro (Hornig-Kjarsgaard et alii 1993). Secondo tali autori le piroclastiti deposte a Secche di Lazzaro potrebbero non provenire dallo Stromboli ma da un cratere attualmente sottomarino, antistante le Secche; un intenso parossismo esplosivo-effusivo avvenne nel 1930 ed e' stato cosi' descritto da Luongo et alii 1986: "Forti esplosioni. Formazione di una nube dell'altezza di 2.500 metri. Caduta di grossi blocchi su Ginostra. Formazione di 2 valanghe ardenti. Tre morti in seguito alle valanghe e 4 per l'acqua bollente. Flusso lavico continuo. Tsunami". Altre importanti eruzioni sono avvenute nel 1944, 1954, 1975, 1985, 1993; poiche' Ginostra sorge a poco piu' di 1 chilometro dal limite meridionale della Sciara del Fuoco e a poco piu' di 1,5 chilometri dalle bocche crateriche, il rischio vulcanico resta quindi un elemento fondamentale contro qualsiasi progetto che possa stimolare altre presenze a Ginostra. Anche se ora dopo le eruzioni esplosive dello Stromboli nel febbraio 1993, un approdo per traghetti e aliscafi viene invocato come necessario per poter evacuare in fretta le centinaia di turisti estivi in caso di eccezionale attivita' vulcanica; appare invece evidente che, proprio in caso di evacuazione veloce, il progetto di una via di fuga ben 1,5 chilometri da Ginostra fino alle Secche di Lazzaro, invece che dall'area del Pertuso, ossia dal centro di Ginostra stessa, appare insostenibile. Occorre per di piu' considerare che le persone dovrebbero percorrere tale non breve distanza proprio al di sotto del Frontone, ossia uno dei versanti piu' ripidi del vulcano laddove potrebbero giungere un buon numero di proietti; oltre a queste pur fondamentali situazioni, occorre evidenziare che, sotto il profilo della geologia ambientale, il rischio vulcanico e' dato dal rapporto tra pericolosit.f2 e vulnerabilita' antropica. La vulnerabilita' antropica nel caso in esame si basa essenzialmente sul numero di persone presenti nell'area in pericolo. Per ridurre il rischio occorre quindi agire sulla vulnerabilita' antropica, essendo i fenomeni vulcanici, che costituiscono la pericolosita', difficilmente controllabili; malgrado la nuova struttura di attracco possa da un lato venire oggi proposta come via di fuga, appare logico prevedere, sulla base di tante precedenti esperienze sulle coste italiane, che essa potra' nel futuro stimolare un aumento delle presenze, sia estive che invernali, con conseguente aumento sia dalla vulnerabilita' antropica che del rischio vulcanico. Ed e' questa una situazione assolutamente da evitare a Stromboli come al di sotto di tutti gli altri vulcani attivi in Italia e nel mondo. Per quanto riguarda l'instabilita' dei versanti occorre tenere presente che la situazione geologica del tratto costiero tra Ginostra e le Secche di Lazzaro risulta evidente, sia per il normale denudamento prodotto dall'erosione marina sia proprio per le numerose frane ivi presenti. La roccia piu' comune e' una lava basaltica nerastra, ben osservabile un po' ovunque ma in particolare a Ginostra e nel canalone del Vallone di Rina. Al di sopra del battente la costa si erge con notevolissimo angolo di pendio; piu' sopra, ove l'angolo diminuisce e dove e' progettata la strada, la lava si e' spesso alterata in un epiconglomerato a ciottoli di modeste dimensioni, molto instabile. Alternati alla lava sono presenti numerosi depositi piroclastici, dati da fenomenologie tipo valanga ardente, con livelli cineritici e pomicei, e da argilliti cineriche giallastre conseguenti a colate di fango e cenere (mudflow). Tali depositi prevalgono verso le Secche di Lazzaro; l'angolo di pendio e' notevole soprattutto dopo Ginostra e nel tratto centrale della strada in progetto, mentre si attenua verso le Secche. Ovviamente, come gia' esposto, ci riferiamo al versante sopra la scarpata costiera basaltica, versante ove e' progettata la strada, poiche' lungo il mare l'angolo di pendio risulta notevolissimo; i tratti franosi presenti sono almeno quattro: venendo a Ginostra, i primi due sono dovuti a fenomeni di crollo della falesia in lava basaltica, a causa di elevata fratturazione e di instabilita' dei massi lavici. Gli altri due risultano invece dovuti a fenomeni di scivolamento di strati dai depositi argilloso-cineritici giallastri, leggermente inclinati verso mare; uno e' ben visibile proprio a Secche di Lazzaro, laddove risulta ubicato l'attracco in progetto. La presenza di tali tratti franosi e' stata peraltro accertata anche dall'ufficio tecnico del comune di Lipari con relazione del 29 luglio 1996; quanto fin qui detto dovrebbe fare abbandonare per sempre il progetto riguardante le Secche di Lazzaro e la strada prevista ma con pervicacia la regione cerca in ogni modo di aggirare ogni impedimento o vincolo, riproponendo l'approdo e la strada come conseguenze di una scelta derivante da considerazioni paesistiche, storiche, ambientali, naturalistiche, inserendolo nel piano paesistico ex lege n. 431/1985 ma l'intervento previsto portera' alla distruzione dell'attuale sentiero storico; l'attuale sentiero storico che da almeno un secolo collega Ginostra a Secche di Lazzaro qualora venisse realizzata la strada di metri due di larghezza sarebbe distrutto. Proprio in questi anni va prendendo sempre piu' coscienza l'importanza dei sentieri storici, capaci di coniugare cultura del territorio, tempo libero dei cittadini e conservazione ambientale; il sentiero Ginostra-Secche di Lazzaro, messo in grave pericolo dal progetto in esame, merita invece una grande attenzione per la sua conservazione grazie ad alcuni caratteri perculiari. Innanzitutto la spettacolarita' del panorama marino che consente suggestive visioni, diverse a seconda della luce e delle ore del giorno, verso Panarea e le altre isole Eoliane piu' a sud. Poi le tante caratteristiche geologiche disseminate lungo il pur breve tracciato di circa un chilometro che vengono qui rapidamente sintetizzate, a partire da Ginostra, non essendo in questa sede possibile un maggiore dettaglio; il paesaggio vulcanico spettacolare sul Frontone e sui Vancori che incombono dall'alto; la bellissima sezione geologica laddove il sentiero taglia il Vallone di Rina, con colate di lava basaltica nera alternate a materiali piroelastici e di alterazione; la visione verso il mare di un tratto costiero ad alta energia, per la presenza di grandi massi neri di basalto perfettamente arrotondati; la tipica crosta ferruginosa di alterazione del basalto, lungo il sentiero, talvolta con eccezionali fenomeni di alveolizzazione dovuti all'azione dello spray marino; la tipica morfologia di lava a corde proprio nel mezzo del sentiero; la presenza di un filone che corre dall'alto del Frontone verso la costa e che passa sul sentiero; i fenomeni franosi di diversa origine, come precedentemente descritto, a Secche di Lazzaro, ove dovrebbero avvenire sbancamenti per la costruzione di una piazzola antistante l'approdo; la spettacolare sezione geologica con depositi piroclastici e colate di fango e ceneri; da Secche di Lazzaro, lo spettacolare panorama sui depositi piroclastici disposti a franapoggio verso est, ossia verso Cugno Aghlastro; tali peculiari caratteri indicano che il sentiero storico in esame, non solo deve essere assolutamente conservato, ma valorizzato come primo sentiero geologico di Stromboli e, crediamo, delle isole Eolie. Con l'aiuto di dieci cartelli esplicativi lungo il percorso e di un piccolo depliant, con un piacevole e non impegnativo percorso di due ore, sara' possibile osservare e capire quasi tutti i fenomeni geologici che caratterizzano l'isola di Stromboli. L'iniziativa assume particolare valenza considerando l'attuale divieto di ascesa al cratere; la costruzione dell'approdo in progetto comporterebbe la grave manomissione di un gruppo di importanti geotopi presenti nel mare subito antistante la localita' Secche di Lazzaro, proprio accanto al sito dove andrebbe realizzato il pontile. A piccola profondita' (tre-cinque metri) esistono almeno quattro rari archi naturali sottomarini, scavati nella roccia vulcanica da erosione marina e vento quando il mare si trovava ad un livello piu' basso dell'attuale, a causa sia delle ultime glaciazioni sia dei fenomeni di isostasia cui e' andata soggetta l'isola. Tali archi marini risultano facilmente osservabili da qualsiasi bagnante con maschera e pinne e potrebbero costituire un ottimo finale subacqueo per il sentiero geologico prima proposto, con l'aiuto di apposito cartello esplicativo opportunamente ubicato prima dell'immersione; la costruzione dell'approdo ed il movimento delle motonavi altererebbero in maniera irreversile il gebiotopo; il professor Vincenzo Cabianca, urbanista con studio a Roma ha prodotto un piano paesistico delle Isole Eolie per conto della soprintendenza dei beni culturali e ambientali della provincia di Messina; mentre gran parte dell'arcipelago viene sottoposta ad un severo regime normativo di tutela, Ginostra viene sacrificata con la creazione di una zona che si estende lungo la fascia costiera tra il centro abitato e le Secche di Lazzaro nella quale viene consentita e prevista la possibilita' per la realizzazione di un approdo per mototraghetti e aliscafi per Ginostra; esattamente quanto ritenuto inaccettabile fino ad ora; lo stralcio normativo riguardante la zona di Ginostra-Lazzaro rinvia ad un piano-progetto esecutivo di alta definizione che definisce che l'approdo deve essere efficiente, realizzato con un "pontile su pali", esattamente riproducendo le scelte del vecchio progetto "Porto in Secche Lazzaro" del professor Mallandrino, la cui realizzazione fu sospesa nel 1991 dall'allora Ministro per l'ambiente Ruffolo per mancanza di uno studio dell'impatto ambientale; il progetto prevede trentaquattro piloni di 1,50 metri di diametro e costituisce uno scempio inaudito in uno degli ambienti marini piu' belli, integri e meglio conservati dell'isola e dell'intero Mediterraneo; il piano prevede che debbano essere soddisfatte le norme sulle barriere architettoniche nel superamento della falesia e l'adeguamento del sentiero Lazzaro-Ginostra: che significa in realta' la realizzazione di una strada carrozzabile per mezzi gommati e motorizzati che, sovrapponendosi all'antico sentiero di collegamento tra villaggio e Secche di Lazzaro lo distruggerebbe; il piano paesistico invece stranamente tutela maggiormente la zona storica portuale "Pertuso", gia' compromessa dall'estensione di una rete antismottamento sulla falesia soprastante il porticciolo esistente e con la colata di cemento tutto intorno autorizzata negli anni 1980, un ripetitore Telecom accanto al cratere del Timpano e un capannone di cinque metri di altezza, di quindici metri di lunghezza e cinque metri di larghezza per una centrale fotovoltaica sul Timpone, costituito da elementi metallici prefabbricati; la zona "Pertuso", nonostante sia in parte compromessa, viene da citato piano paesistico definita monumento naturalistico impedendo cosi' la realizzazione di qualsivoglia struttura portuale anche se minima che non altererebbe l'assetto paesaggistico, potendosi inserire armonicamente nell'ambiente esistente, poiche' il piano paesistico di Ginostra, anziche' tutelare un paesaggio naturale e vulcanico unico al mondo, rimasto inalterato per secoli, nel quale anche le stesse antiche opere dell'uomo hanno un altissimo valore formale, paesaggistico e storico culturale, sembra voler consentire invece la realizzazione di opere che comprometteranno irreversibilmente un ambiente irripetibile, alterando non solo la morfologia e le caratteristiche dei luoghi, ma anche le modalita' stesse della loro fruizione, si ritiene invece necessario garantire il massimo livello di protezione e conservazione per Ginostra e l'intero territorio fino alle Secche di Lazzaro; in particolare deve essere evitato che la introduzione di strade carrozzabili e di mezzi motorizzati cancellino l'identita' stessa dell'isola, compromettendo anche la sua stessa risorsa economica principale e cioe' il turismo ecologico -: se siano informati dei fatti sopra indicati e quale sia la loro valutazione in particolare nei confronti delle opere che rischiano di compromettere irreversibilmente un luogo di tanto straordinario valore ed interesse; se non ritengano di dover respingere ed annullare un piano paesistico che, anziche' tutelare adeguatamente un bene sottoposto ai vincoli della legge n. 431/1985 ne promuove la compromissione e la manomissione; se non ritengano di dover impedire in particolare la realizzazione di opere che, per il solo aspetto geologico ed ambientale produrrebbero o sarebbero sottoposte all'aumento del rischio vulcanico, alla notevole instabilita' dei versanti, comprometterebbero la distruzione del prezioso sentiero storico-geologico attualmente esistente tra Ginostra e Secche di San Lazzaro e la manomissione di quattro archi naturali subacquei a piccola profondita' a Secche di San Lazzaro; se non ritengano, qualora proprio venga ritenuto necessario per il futuro di Ginostra la costruzione di un attracco per traghetti e aliscafi, iniziativa che comunque fara' perdere a Ginostra una parte del suo fascino e della sua attrattiva di villaggio antico e ormai unico nel Mediterraneo, che la sua ubicazione non possa essere che presso il Pertuso, ossia al centro di Ginostra. Le condizioni meteomarine, come affermato da un documento della "Siremar", e come appare chiaro osservando una semplice carta dell'isola, risultano simili e gli impatti geologico-ambientali risultano, come prima descritto, molto minori ed in particolare l'evacuazione in caso di esaltazione del pericolo vulcanico avverrebbe in tempi brevi e con minore rischio per le persone; se non ritengano invece di dover vincolare all'immodificabilita' assoluta ed alla piu' rigorosa tutela le zone minacciate dalle gravi manomissioni predette, in particolare il territorio che giunge fino alle secche di Lazzaro; se non ritengano di dover riconoscere tutta l'isola di Stromboli come parco nazionale, al fine di consentire la tutela e la fruizione del piu' straordinario "laboratorio vulcanico" del nostro Paese; se non ritengano di dover assumere iniziative volte all'inserimento di Stromboli tra i beni mondiali elencati nella "World Heritage List", dell'Onu. (2-00589)





 
Cronologia
sabato 21 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il senatore Arlacchi (SD-U) è nominato vicesegretario generale dell'ONU, con l'incarico di direttore dell'UNDCCP (ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine) e di direttore generale dell'ufficio delle Nazioni Unite a Vienna.

martedì 1° luglio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Dopo circa un secolo e mezzo di amministrazione britannica, Hong Kong torna sotto la sovranità cinese.

martedì 8 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Delega al Governo per l' istituzione del giudice unico di primo grado (AC 3483), approvato dal Senato il 26 marzo 1997 (legge 16 luglio 1997, n. 254).